Concerti Savona Martedì 23 ottobre 2007

Rock Symphony: il progressive a teatro

Genova - La scaletta dello spettacolo dell’Opera Sinfonica di Savona, per la serata al Teatro Chiabrera di giovedì 25 ottobre, prevede, tra gli altri, questi pezzi: Dancing with the Moonlit Knight (Genesis); Close to the edge (Yes); Atom heart mother e Comfortably numb (Pink Floyd). Il nome dello spettacolo, Rock Symphony, mette d’accordo classici e rocchettari, e il programma di questa prima assoluta prevede un’intera serata di rock progressivo suonato con gli strumenti tipici dell’orchestra sinfonica.

Cambiare e stupire non sono parole nuove per la Sinfonica savonese, che in questi giorni è impegnata nella co-produzione di . «Questo spettacolo non è un caso, non è un’idea isolata», racconta Emanuela Ersilia Abbadessa, PR dell’Orchestra Sinfonica «la nostra è un’orchestra dinamica, che spazia dal classico al romantico, dal barocco al jazz, dal rock puro al progressive». E infatti capita spesso che band particolarmente rocchettare, dai Rolling Stones ai Metallica, coinvolgano nei loro concerti un quartetto d’archi, un coro, un gruppo di violinisti a riarrangiare i pezzi storici. Ed è capitato, all’epoca, che i Genesis o Pink Floyd abbiano attivato collaborazioni che spaziavano nel rock sinfonico, con tutti i suoi strumenti e i suoi ritmi. Questa volta, trent’anni dopo, insieme all’Orchestra Sinfonica di Savona, sul palco del Teatro Chiabrera ci saranno i Nathan, un gruppo rock attivo dal 1997, guidato da Bruno Lugaro, e specializzato nel Progressive Rock. Gruppo interamente savonese, che dal 2003 al 2004 ha già collaborato con l’Orchestra Classica di Alessandria, realizzando concerti in tutta la Liguria, e portando sul palco canzoni dei Genesis riarrangiate in chiave classica.

Ma che cosa significa affiancare per un’intera serata un’Orchestra Sinfonica ad un gruppo rock? Due ore dedicate ai Genesis, agli Yes, ai Kansas, ai King Crimson e ai Pink Floyd. Due ore in cui la scaletta ripercorre la storia prog: affermato tra il ‘69 e il ‘74 in Gran Bretagna, è arrivato in Italia e in Francia, e nonostante i 30 anni di età presenta ancora oggi caratteri di indiscutibile modernità. Ma si tratta anche di una scaletta studiata apposta per fare le cose difficili. «Criteri di scelta dei brani? Beh, abbiamo scelto la strada più complicata…», continua Abbadessa, «Sono tutti brani molto difficili sul piano formale e sul piano della ritmica. E poi, abbiamo inserito pezzi che per molti della generazione dei ’70, sono da considerare una colonna sonora: si pensi, per esempio, a Dancing with the Moonlit Knight dei Genesis o a Atom heart mother dei Pink Floyd».

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