Concerti Savona Giovedì 11 ottobre 2007

Under the Tower: una vita di cover

Massimo Meinero, cognome in codice mail-nero, ha la capacità di inviare email a chiunque pur di promuovere il proprio gruppo, gli . Lo ammette lui stesso, non appena tiriamo su il telefono per dire: «siamo di Mentelocale, abbiamo ricevuto una sua email…». Ebbene, è da persone così che passa – oggi, nell’epoca del proponine-cento-una-te-la-prenderanno – la vita o la morte di una cover band.
Tanto più se la cover band è di Cairo Montenotte e siamo a due giorni da una loro data al NadaMas dei Magazzini del Cotone, Genova. Città.

Gli Under the Tower, infatti, sabato sera, 13 ottobre dalle 22.30, saranno proprio al NadaMas, accanto al Cineplex, con un repertorio che spazia dal rock anni ’70 alla disco music anni ’80, fino agli anni ’90 tout court, senza scendere nei dettagli del genere. L’importante è suonare. «Già», riflette Meinero, «da quel che si vede in giro tutti fanno spettacolo, pochi suonano». Tradotto: è il tempo delle basi digitali e dei balletti, poche chitarre e voci interessanti.
Gli Under the Tower no. Loro suonano. «Ho quarantonove anni e suono da una vita a livello dilettantistico», racconta Meinero, «Capita la sera in cui fai ballare la gente sui tavoli, capita la sera in cui ti trovi di fronte il pubblico del Lions». È questa la filosofia di una cover band: sapersi adattare.

Nel loro repertorio c’è tutto: dai Pink Floyd agli Eagles, da Vasco Rossi a Elisa. Ad usum - belli - del pubblico che apprezza, spesso con sorpresa degli stessi musicisti: «Spesso i ragazzini ci chiedono Elisa, ovvio. Poi un giorno, alla fine di un concerto, ci ha fermato un gruppo di ragazzine commosse per la cover di Desperado degli Eagles. Meraviglioso».
Ma chi sono gli Under the Tower? Sono un gruppo con tante idee, tutte diverse tra loro. C’è l’appassionato di punk, quello del rock, quello degli Aerosmith, quello che ascolta la dance di I will survive, e così via.

Uno specchio del pubblico che si trovano di fronte. Otto persone, tutte con lavori - forse meno divertenti della musica – tra Savona e la Val Bormida, con due voci femminili, due chitarre, un basso, una batteria, una tastiera e un sax. «Il sax è la nostra punta di diamante», dice Meinero, «è nostro ospite più che membro fisso del gruppo, ma è davvero un professionista della musica». Il suo nome è Roberto Rebuffello detto fiello, sul sito citato come “special guest”, ha suonato con molti grandi della musica italiana.

Otto persone che hanno deciso di prendere di petto la crisi del live, quella per cui i locali in cui ti presenti non ascoltano il tuo cd e difficilmente ti richiamano. «Abbiamo già la nostra cover band, suona qui da anni, perché cambiare?», è il muro gestore che si crea tra il ristoratore il PR della band. Già, perché cambiare. Under the Tower, per procurarsi la data al Nada Mas ha detto semplicemente: «Perché cambiare? Prova a metterlo su ora il cd…». Risultato: hanno vinto loro, come con le email alla nostra redazione.

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