Concerti Savona Lunedì 30 luglio 2007

Rickie Lee Jones: il live a Savona

Cala il sipario sulla settima edizione di Just Like a Woman, il Tributo alle regine della musica, realizzato alla Fortezza del Priamar di Savona da Massimo Sabatino di Energie Multimediali con la direzione di Ezio Guaitamacchi. E lo fa con l’esibizione (unica data estiva in Italia di un tour europeo che sta toccando Belgio, Francia, Inghilterra, Svizzera, Montecarlo) di Rickie Lee Jones, cantantautrice americana, di cui ricordo un’intensa esibizione al Teatro Ariston di Sanremo nell’edizione 2000 del Festival della Canzone d’Autore, in cui ricevette il prestigioso Premio Tenco. E questa definizione pare da subito un pochino stretta.

Appare un personaggio complesso, con una forte carica spirituale, capace di affrancarsi dai paragoni con Joni Mitchell e/o con (l’immancabile) Bob Dylan in gonnella, cui venne avvicinata e rispetto agli esordi, alla fine degli anni ’70, sulla scena californiana, accanto a Tom Waits con cui ebbe una relazione sentimentale ed artistica.
Suona prevalentemente le chitarre (elettrica ed acustica), ma si avvale anche del banjo, della tastiera e di un tamburo.
Sfodera una voce a volte suadente, a volte più tagliente, ma sempre incisiva e talora utilizzata come un vero e proprio strumento ed in qualche momento mi ricorda le interpretazioni di Bjork.

Ma è anche capace di risvegliare antiche memorie alla Velvet Undergrund, arie da para-punk minimale, cui alterna qualche ballad più “classica”.
In tutto ciò è coadiuvata da una band di accompagnamento formata da tre polistrumentisti, vagamente misteriosi, con un chitarrista eclettico, capace di disegnare trame musicali intriganti ed originali. C’è uso particolare di basso e chitarra, sovente suonati con l’archetto e trasformati in archi, mentre le percussini sono ridotte a timpano e rullante, suonate in piedi per un ritmo martellante e selvaggio.

Esegue parecchie canzoni dall’ultimo, nonché quattordicesimo album della sua carriera (primo da quattro anni a questa parte) The Sermon on Exposition Boulevard, che trasuda di citazioni bibliche segno di una svolta “religiosa”, vicina a Gesù Cristo, che sul palco evoca più di una volta, un viaggio nel suo percorso di fede verso un Cristo “che gode di una stampa troppo cattiva”.
L’intesa sembra vacillare, tant’è che la Jones da un lato plaude ai musicisti, ma poi, in un paio di occasioni, li zittisce.

E così il concerto, dopo un’ora e un quarto, s’interrompe lasciando attoniti e perplessi non solo il pubblico, invero questa sera non numeroso come nelle precedenti, ma anche i musicisti stessi che impiegano qualche secondo per capire che l’inchinone della bionda artista stava a significare game over.
Gli applausi richiamano solo ad un saluto appena accennato sul proscenio, poi la cantante si allontana velocemente. All’uscita si forma un capannello in cui organizzatori e spettatori, tutt’insieme riflettono su un’uscita di scena così repentina, senza un bis a suggellare un’esibizione, comunque, di qualità. Infine, non resta che salutare un’edizione assai ricca sul piano artistico di “Just like a Woman” ed, ovviamente, auspicarne un’edizione 2008, alla stessa altezza.

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