Concerti Savona Lunedì 30 luglio 2007

Rickie Lee Jones al Priamar di Savona

© Lee Cantelon (2006)

Genova - Il concerto di Rickie Lee Jones, in programma domenica 29 luglio alla fortezza del Priamar di Savona per la rassegna Just Like a Woman, è terminato da un’ora. L'artista americana è una piacevole scoperta: per puro caso riesco ad esserci stasera. In settimana mi sono procurato la sua discografia, ma è ancora nel cassetto. Mi aspetto una cantante della West Coast, una specie di Joni Mitchell con sola chitarra di accompagnamento, una voce importante su accordi complicati. Il biglietto acquistato con facilità, all’ultimo minuto, mi fa pensare che non ci sarà il pienone.

Sul palco, accanto ad un certo numero di Fender Strato, non c'è una batteria tradizionale: un timpano e un rullante, vicini tra loro, rappresentano la parte drums, mentre una cassa, messa in orizzontale accanto a Rickie, verrà utilizzata solo episodicamente, e non col pedale d’ordinanza. I quattro musicisti entrano in sordina. Lei sembra un po’ appesantita, ma il viso è quello che avevo in testa dopo la mia scorribanda settimanale on line.
Saluta il pubblico, con molta pacatezza e le parole escono a fatica. Difficile capire se è il suo naturale modo di esprimersi, se prova disagio, se è infastidita, se è soddisfatta.

Composizioni articolate, arrangiamenti difficili, virtuosismi strumentali ed una voce fantastica, utilizzata non solo in senso tradizionale, ma come vero e proprio strumento. Il pubblico è attento e sottolinea il passaggio tra i veri pezzi con applausi naturali e convincenti. C’è un po' di tutto, folk, rock, country. Tanta sperimentazione, con utilizzo di accessori poco conosciuti, percussioni varie, archetti da violino utilizzati su chitarra elettrica e sul basso del bravissimo musicista orientale. Il chitarrista svisa sulla strato, con largo utilizzo di wha wha, ma mi pare ottima anche la ritmica.

C’è anche un accenno di coinvolgimento del pubblico, quando spontaneamente le mani si mettono in movimento per cadenzare il ritmo. Un bel concerto, inaspettato nel suo svolgimento e per questo molto gradito. Alle 23 tutto finisce e senza neanche il canonico bis. Lei scappa dal palco con un cenno della mano e ritorna per un fugace saluto dopo le richieste del pubblico. Con la coda dell’occhio la vedo sparire, mentre penso che il suo unico concerto italiano poteva essere più consistente, quantitativamente. Resta la piacevole sorpresa di aver conosciuto, forse troppo tardi, una grande artista.

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