Concerti Savona Venerdì 6 luglio 2007

Patti Smith a Savona: parliamo di donne

© Enrico Ratto
Capelli grigi sulla fronte, sorriso di quelli che ti fanno capire chi, tra i due, ha vissuto la vita. Patti Smith si presenta a Savona come fosse uscita dalla copertina di un suo disco. L’occasione è il concerto di venerdì 6 luglio alla fortezza Priamar (ore 21,30), nel corso del festival , rassegna interamente dedicata al rock femminile e alla condizione delle donne nel mondo. Patti Smith è nel suo mondo, apprezza i contenuti del festival tanto da essere l’unica rockstar, a distanza di pochi anni, ad esibirsi per la seconda volta all’interno della rassegna. Quando la incontriamo, ci parla volentieri del femminismo e di che cosa significhi fare rock per una donna.

Patti Smith, lei ha accettato per la seconda volta di partecipare a Just like a woman. Si sente così legata ai temi del festival?
«Credo sia una cosa molto importante organizzare in un momento come questo un concerto in favore della condizione delle donne nel mondo».

Come è cambiato il movimento femminista?
«Credo che i movimenti a favore delle donne abbiano subito un grande cambiamento negli ultimi anni. Le donne vivono in una situazione molto difficile, anche nel nord America, dove si immagina che le cose vadano meglio. Si tratta di una condizione spirituale difficile. Tuttavia sono sempre più interessata alla condizione umana nella sua interezza: il destino degli uomini e delle donne. Come madre posso avere un figlio e posso avere una figlia: entrambe le loro condizioni sono importanti per me».

In futuro un movimento di massa non potrà più permettersi di fare differenze? Sarà difficile per tutti?
«Sì, se guardo al futuro credo che non ci sarà sempre più necessità di un movimento esclusivamente femminista, ma servirà un sentimento comune di riguardo verso la condizione umana, senza divisioni».

Ci parli della musica. Come è cambiato il suo potere? La musica parla ancora alle persone?
«Se parliamo di musica al femminile, quando ero giovane era molto difficile essere ascoltati ed essere rispettati, specialmente nel rock & roll. Oggi non credo esistano più questo genere di pregiudizi, c’è una sostanziale eguaglianza nel rock».

E per quanto riguarda la musica in generale? Il rock esercita ancora un fascino sulla gente?
«Sì, la musica ispira ancora la gente. Ma non è la musica che cambia la gente. È la gente che cambia da sola. La gente ha bisogno di sognare, di scoprire, e la musica è necessaria a questo. È appunto una grande fonte di ispirazione. La musica può aiutare tutti noi a trovare l’ispirazione, l’eccitazione».

La musica è sempre un grande mezzo di comunicazione, forse il più accessibile…
«Sì, la musica ci permette di scambiare tra noi idee politiche, sociali, di condividere esperienze. È un grande strumento per comunicare. Oggi la musica è sempre bellissima, dura, e il cuore non violento della musica resta fondamentale».

Infine, che cosa può dirci del suo ultimo lavoro, "Twelve"?
«Ho cercato di selezionare suoni e canzoni di artisti che ritenevo onesti, sinceri per le parole e per i messaggi, per il discorso politico e spirituale. "Twelve" è un disco focalizzato sulle parole. È stato un lavoro tutto sommato molto divertente».

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