Concerti Savona Lunedì 2 luglio 2007

'Etnia Immaginaria': folklore a Spotorno

Genova - Un'ondata di musiche, ritmi, danze rituali sta coinvolgendo le notti in riviera, da Levante a Ponente. Il di Genova, conclusosi il primo luglio, passa idealmente il testimone ad Etnia Immaginaria, rassegna internazionale di musica etnica che dal 1997, ha conquistato uno spazio fisso nel panorama delle manifestazioni estive in riviera. Piazza Santa Caterina a Spotorno diventa un incontro tra Occidente ed Oriente ogni martedì dal 3 luglio al 28 agosto.
L'evento si nutre della doppia anima dei suoi curatori: l'Associazione Culturale Le Muse Novae. Partiti con un intento educativo-didattico volto a spingere i giovani al contatto con diverse esperienze musicali, quasi per gioco sono passati all'organizzazione di spettacoli musicali e teatrali dove le sonorità jazz, la canzone d'autore e il folklore sono protagonisti.
Sonorità ben conosciute all'ideatore de Le Muse Novae, il musicista genovese Armando Corsi, che, dal 1995, si impegna per promuovere lo sviluppo e la conoscenza dell'arte nelle sue varie forme. Ad affiancarlo nella direzione artistica è la figlia Enrica, che abbiamo contattato alla vigilia della rassegna.

Da quando avete iniziato, l'attenzione e l'interesse per tutto ciò che è etnico è cresciuta. Come nasce Etnia Immaginaria?
«Tutto è scaturito dal fascino esercitato da uno spettacolo intitolato Etnia Immaginaria dai musicisti Riccardo Tesi e Gianluca Provesi. Uno spettacolo di confine, tra musica e teatro. Abbiamo adottato questo titolo perché esprimeva appieno il nostro obiettivo: un viaggio virtuale nelle tradizioni dei popoli».

Musica e spiritualità dei popoli è il tema scelto quest'anno. Che ruolo ha il suono nel percorso spirituale dell'uomo?
«Musica e religione vanno di pari passo. I popoli appartenenti alle più svariate etnie sviluppano una cultura spirituale parallela alle religioni più diffuse. La trance-music degli Gnawa Bambara dal Marocco trova origini nei culti africani di possessione, la capoeria dei Triarte nella schiavitù e nella liberazione spirituale».

Non a caso avete scelto la location di Piazza S. Caterina...
«La scelta di una sede lontana dal traffico estivo del lungomare è stata fatta insieme al Comune di Spotorno. La piazzetta, di fronte alla chiesa, può accogliere al massimo trecento persone, possiede un'acustica straordinaria che permette al pubblico di immergersi in un'atmosfera quasi religiosa».

Un'atmosfera in cui antico e nuovo si fondono
«La contaminazione dei generi non è cosa nuova. Basta pensare a Creuza de mä di con Fabrizio De Andrè. Credo nei cicli storici. L'antico fa parte delle nostre radici, questo vale per tutte le forme d'arte».

A questo punto entra in campo la memoria
«Ogni giorno dovrebbe essere quello della memoria. C'è bisogno di proteggere e divulgare il folklore, le tradizioni popolari con operazioni di sostegno a favore dello spettacolo e dell'educazione con il supporto di Istituzioni pubbliche e private».

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