I primi 40 del Festival di Borgio - Savona

Teatro Savona Martedì 23 maggio 2006

I primi 40 del Festival di Borgio

Savona - C’è chi dice che i 40 anni sono gli anni più belli. Tanti ne compie il (12 luglio – 11 agosto 2006), dedicato per l’occasione a Gilberto Govi, di cui ricorre appunto il quarantennale dalla morte. Il 40 è ancora cifra protagonista nell’ultima delle 7 anteprime nazionali in programma: La resistibile ascesa di Gianluca G., di e con Gianluca Guidi, (che compie proprio 40 anni), 4 ballerine e cantanti che, promette lui, non staranno sullo sfondo e una band di 12 elementi a intonare le canzoni che Guidi recupererà dal suo vasto repertorio per un one-man show alla Proietti. «C’è un po’ di teatro di contaminazione – dice Guidi – ma è volto più che altro a far sorridere. Ho avuto la fortuna di avere un rapporto quasi filiale con Proietti, che inventò un genere in grado di tenere insieme una canzone di Frank Sinatra, una poesia di Svevo, ricordi personali, ma anche Goldoni...». Ultimo ad arrivare alla presentazione di questa edizione, oggi martedì 23 maggio, e ultimo in programma, Guidi tiene banco smuovendo l’attenzione di tutti sulla questione finanziaria del teatro italiano che accende gli animi, si snocciola lungo cifre al ribasso e parla di una scena che deve andare avanti con portafogli sempre più risicati. L’idea certo non piace a nessuno: non fa onore alla cultura e alle politiche culturali della nostra nazione. Tuttavia viene un dubbio, forse lecito: non sarà che con poche lire si tiri fuori più ingegno e magari si vada verso un futuro con minor sprechi e “scene povere”, ma ricche di contenuti? A ben guardare i giovani talenti si rimboccano le maniche e si danno un gran da fare per ricavarsi uno spazio, seppur minuscolo, non credo con molte lire/euri – accade proprio in questi giorni a Genova con la rassegna .

Tornando ai 40 anni del Festival teatrale ligure, c’è da dire che quest’anno i magnifici sette - come li ha definiti Stefano Delfino, (direttore artistico della manifestazione) - troveranno tutti alloggio scenico in quella che fu la culla del Festival, piazza Sant’Agostino e che il regista Alberto Gagnarli – di ritorno quest’anno al Festival dopo una lunga assenza – quando anni fa la vide per la prima volta affermò: «Qui bastano le luci». Una nuova regia di Gagnarli in programma, in apertura, è un altro omaggio alle origini del Festival. Nel 1970/71 presentò proprio nella piazza la sua regia de Gli Ingannati e de L’Alchimista. Oggi, o meglio il 12,13 e 14 luglio presenterà la sua Medea con Caterina Vertova, Leonardo De Carmine nel ruolo di Giasone e Mico Magistro. Una tragedia classica sull’odio e la vendetta rivista con gli occhi del nostro tempo come scontro di coppia. «Un uomo di oggi - afferma l'attore - che ha problemi con se stesso e a relazionarsi con la sua compagna a cui, tra l’altro, deve tutto. Arriva a un punto della sua storia in cui non riconosce più neanche se stesso e rinuncia ad affrontare le difficoltà della convivenza, fugge dalle responsabilità, forse, per avere una vita più comoda, anche se in realtà poi non è così». Medea avrà un ulteriore replica, che segna anche uno scambio culturale, a Castellaro di Vendone (SV), all’intenro del Parco delle Sculture di , il 16 luglio.

Nella panoramica sulle proposte Delfino adotta un tono greve, carico o svuotato di una riduzione sul budget del 20% e di uno sforzo che lo ha quasi convinto a gettare la spugna: «non fosse stato per gli attestati di amicizia e supporto giunti da molti amici». Gettando là, la «chiusura di un ciclo personale», Delfino è comunque fiero di una stagione sudata, che gli «ha fatto perdere due o tre belle cose, esporlo ad alcuni infarti» e cancellato una produzione rischiosa, ma interessante su Govi lanciata da Jurii Ferrini (che avrebbe dovuto interpretare Govi stesso in Colpi di Timone).

In una cittadina di 2mila abitanti, sono passati in questi anni 200 spettacoli e circa 1200 attori su un cartellone che ha sempre voluto unire proposte classiche e moderne. Perciò quest’anno accanto a Seneca, si vedranno sulla scena, anche se per una sola sera il 16 luglio, un testo di Carlo Lucarelli Tenco a tempo di Tango con Adolfo Margiotta e Mascia Foschi, accompagnati dal gruppo musicale di Alessandro Nidi, (regia Gigi Dall’Aglio), e Il custode di Harold Pinter – tributo al drammaturgo fresco di Nobel – dal 19 al 21 luglio per la regia di Pierpaolo Sepe, con Giacomo Rizzo, Maximilian Nisi e Paolo Sasselli. Tra i classici spicca ancora Molière, La scuola delle mogli (dal 28 al 30 luglio) per la regia di Giuseppe Palmieri, mentre appartengono ai nostri tempi Vuoti a rendere di Maurizio Costanzo (dal 24 al 26 luglio) e Sul lago dorato, Oscar nel 1981 come miglior sceneggiatura, nella versione che l’autore stesso, Ernest Thompson realizzò per Hollywood, (dal 4 al 6 agosto), per la regia di Maurizio Panici, con Arnoldo Foà.

La rassegna Cinematografica di Borgio Verezzi prosegue, sotto la cura e direzione di Claudio Bertieri, con un omaggio ai tre De Filippo (dal 24 al 30 agosto), in particolare pellicole con Eduardo e Titina, per cui è stato necessario smuovere le forze di 4 cineteche italiane, Bologna, Torino, Roma e Genova (Cineteca Griffith) e un collezionista privato.

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