La sfida di Savona per la cultura

Teatro Savona Mercoledì 26 aprile 2006

La sfida di Savona per la cultura

Savona - Savona. La città di Savona riconosce i suoi talenti e li chiama a raccolta come patrimonio attivo da mettere all’opera per smuovere quello artistico-architettonico sul territorio. Silvano Godani, assessore alla cultura del Comune di Savona, ha deciso di cogliere l’opportunità teatro attingendo dal rinnovato Teatro Chiabrera (in accordo con il direttore artistico Roberto Bosi), dalle forze di alcuni professionisti del teatro rientrati a domicilio da esperienze nazionali e internazionali e dalle prospettive progettuali intorno alla Fortezza Priamar (il progetto è sostenuto dalla Fondazione De Mari-Carisa).

Risorse umane e territoriali combinate per creare un circolo virtuoso intorno alla spettacolarità. L’hanno chiamato Laboratorio Chiabrera e coinvolge quattro nomi emergenti che sul palco hanno lavorato - e con successo - in diverse direzioni e anche per età non sono affatto omogenei, sono: Annapaola Bardeloni, Paola Bigatto, Marco Ghelardi e Simona Guarino. Attrici (Bardeloni, Bigatto, Guarino), registi (Bigatto e Ghelardi), ma anche impegnati sul fronte formazione e laboratori (Bardeloni, Bigatto) sulle maschere (Bardeloni), sull’opera (Ghelardi a Londra), questi quattro professionisti sono stati invitati a creare nuove produzioni, dando così completezza alla stagione, per lo più di repertorio, del Teatro Chiabrera, ma non solo. «Nell’idea elaborata insieme al direttore artistico del Teatro Chiabrera, Roberto Bosi – spiega Godani – c’è la volontà di costituire un gruppo di lavoro, diverso per età e interessi, che porti avanti il discorso sul teatro creando spettacoli, momenti di approfondimento, una sala multimendiale/museo nel sottotetto ottocentesco del teatro se riuscissimo nell'intento di acquisire le marionette Gambarotti dei primi del Novecento. È l'inizio di quello che io spero sarà un progetto di valorizzazione anche delle realtà amatoriali molto attive nel savonese».

Si parte venerdì 28 aprile con Sirene, liberamente tratto dall’omonimo testo del savonese Serafino Musso, portato in scena da Paola Bigatto, che ne cura la drammaturgia e la regia, (interpreti Annapaola Bardeloni e Bigatto), con esecuzioni musicali dal vivo di Ambra D'Amico e Stefano Cattaneo. Ma è solo l’inizio. Il 19 maggio toccherà a Parti oscure. In margine a I Promessi Sposi, testo e regia di Marco Ghelardi, con Annapaola Bardeloni e Simona Guarino.

Per Sirene, però, il tempo stringe e allora per cogliere l’attimo ecco pronto il numero di Paola Bigatto per farle qualche domanda sulla nuova missione e sulla nuova produzione. «Godani e Bosi sono stati molto coraggiosi. E vorrei sottolineare l’importanza politica e culturale del loro gesto, in un’epoca in cui nessuno investe sulla cultura e l'istruzione, mentre si assiste all’avanzare di una criminalità che si consuma nell’intimità delle famiglie e nel degrado, vorrei che la scelta savonese fosse sottolineata. L’assessore e il direttore del teatro hanno voluto cogliere l’opportunità che gli ha offerto il nostro rientro e le nostre passate esperienze, ma potevano anche non coglierla».

Paola è passionale e per lei tornare nella città della sua famiglia, lasciata negli anni ’80 e con questa commessa «è una grande emozione e anche una grande responsabilità di cui siamo onorati». Inizialmente - racconta Paola - i progetti del laboratorio erano quattro, poi sono diventati due. La sua prima idea era lavorare sul fascismo, un tema che lega la generazione dei suoi genitori a un evento di portata mondiale, ricollocandolo però nella dimensione piccolo borghese della città di provincia, «come la Rimini di Fellini: una realtà di provincia diventa spaccato sull'Italia provinciale».

Leggendo leggendo, Paola è passata per Mille lire al mese, (cronaca sulla vita quotidiana di provincia durante il fascismo) del giornalista Gianfranco Venè, approdando poi ai diari, scritti nel 1939 e pubblicati nell’80, di Serafino Musso all’epoca studente del ginnasio. «Savona diventa in questo spettacolo il vetrino dell’analisi perfetto per riflettere su un’epoca e un momento storico così drammatico. Emerge quell’inconsapevolezza di chi è immerso nel suo tempo storico, che diventa immediatamente invito per noi a riflettere sul nostro tempo. Uno spettacolo leggero e divertente, che non ha affatto valenza nostalgica». Paola è uno spirito libero che ama il giocoso e perciò ha colto la passione di Serafino Musso come la palla al balzo, per infarcire di musiche anni '30 la pièce. Quanto alle sirene «sono certo le figure art-dècò dei bagni, ma certo anche quelle più propriamente sonore dell’industria Ilva e, purtroppo, anche quelle che annunciavano i bombardamenti».

Le quattro teste chiamate a ragionare sul teatro si stanno attivando per un progetto di ampio respiro che sfrutti appieno, dal 2007, le risorse anche strutturali della Fortezza Priamar (dove quest'estate andranno in tournée le due nuove produzioni) e per chi è già attivo in città in ambito spettacolare, niente paura. Paola Bigatto stessa afferma infatti: «il Laboratorio è un'iniziativa che si aggiunge all'esistente».

Sirene
liberamente tratto da Sirene di Serafino Musso
con Annapaola Bardeloni e Paola Bigatto
esecuzioni musicali dal vivo: Ambra D'Amico e Stefano Cattaneo
musiche e sonorizzazioni a cura di Ambra D'Amico
arrangiamenti di Stefano Cattaneo
elementi scenici e costumi di Sebastiano Romano
regia e drammaturgia di Paola Bigatto
Savona, Teatro Chiabrera, 28 aprile 2006

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