Shakespeare è in scena a Savona

Teatro Savona Mercoledì 28 settembre 2005

Shakespeare è in scena a Savona

Savona - Savona celebra Shakespeare. Lo fa a partire dalla nuova traduzione di una delle più cupe e fascinose tragedie del drammaturgo inglese: Macbeth, godibile, da giovedì 27 a domenica 30 ottobre a Savona, nel Palazzo del Commissario, (ore 21), in una nuova produzione a cura di Marco Ghelardi (edizione Natrusso Communication). La manifestazione si chiama Shakespeare in Town ed è un vero e proprio esteso su tutto il mese di ottobre e fatto di incontri, conferenze, stage di recitazione e scrittura, film e molto altro, tra cui anche una cena elisabettiana, tutto all’insegna del bardo. Al desk organizzativo , una nuova compagnia teatrale, nata in aprile (2005), e in questa occasione al suo primo importante debutto. Marco Ghelardi, regista e drammaturgo ligure, formatosi in Inghilterra, ci racconta quest’impresa in cui si è lanciato con l’apporto di altri quattro coraggiosi: Simona Schito, Fabio Contu, Sara Ravetta e la spagnola Sabela Rubin. «Salamander è qualcosa di diverso da una semplice compagnia teatrale. È un Organismo Culturale Vivente Nomade (O.C.V.N.) e come tutti gli esseri viventi cambia, muta, si trasforma. È piccola, ma resistente e produce cultura attraverso il linguaggio teatrale». L’appuntamento con Shakespeare si ripeterà ogni anno con l’agio di 30 e più testi lasciati dall’eclettico scrittore elisabettiano, che spaziano dalle commedie alle tragedie fino agli historical plays.

Ma è la traduzione il pezzo forte. Marco Ghelardi l’ha costruita in endecasillabi e appoggiandosi non su una versione moderna della tragedia, bensì su un testo originale d’eccezione: la prima versione a stampa pubblicata in Inghilterra nel 1623. «Una versione molto irregolare e ribelle, selvaggia», afferma Marco e continua: «ma molto più fertile». Questa variante secentesca ha permesso a Marco di mettere in luce un fenomeno tipicamente elisabettiamo di scrittura a più mani. E il volume infatti riporta una doppia indicazione autoriale: William Shakespeare, affiancato dal contemporaneo, Thomas Middleton. «È notizia ormai nota nel campo degli studi shakespeariani, Middleton adattò il testo di Shakespeare per la scena in accordo e collaborazione con l’autore. È una conquista filologica ormai acquisita, ma non tutti ne sono al corrente. Allestire uno spettacolo da questa nuova traduzione, basata su quel testo del 1623 è un po' una sfida al recupero di una certa atmosfera elisabettiana. La messa in scena vuole essere il più fedele possibile. Mentre il lavoro di traduzione è stata un’esperienza incredibile, un po' come fare un master class con Shakespeare».

I giovani e vivaci salamanders sono in fermento e promettono fuochi e fiamme. A gennaio saranno a Genova all’H.O.P. Altrove dove cureranno, in una coproduzione con il teatro, un corso sul linguaggio comico, sia dal punto di vista della recitazione che della scrittura. In maggio poi saranno al Teatro dell’Archivolto con il testo di Marco, Greta la Pazza, interpretato da Simona Guarino, in un nuovo allestimento prodotto dalla compagnia.
A novembre, invece, i salamanders propongono: Frontiera, un mini festival internazionale a Borgio Verezzi al Teatro Gassman con tre compagnie straniere. Saranno ospiti, dall'Inghilterra, Outlaw Theatre, dalla Francia Monsieur e Madame O e, sempre dall'Inghilterra, ma con una forte commistione multietnica di attori europei e mediorientali, i Dante or die.

Degli anni e dei molti lavori svolti nella terra d'Albione Marco va fiero, ma è anche cauto e non inneggia a quel teatro su quello italiano, anche se qualche sbirciatina ai colleghi brittanici la consiglia calorosamente. I suoi maestri sono nomi non canonici e frutto di vere e proprie frequentazioni che hanno dato a Marco la chance di imparare a bottega, cioè lavorando al fianco dei suoi mentori: Richard Hare, Declan Donnellan, e il drammaturgo David Edgar. In Italia, Marco ha un forte punto di riferimento in Dario Fo con cui ha trascorso quattro giornate, trasformatesi in una full-immersion che a colazione prevedeva il "teatro medievale", e in genere era un corso sui principi della scrittura.

Ma il pendolarismno non finisce qui e a dicembre Marco vola alla Royal Opera House per affiancare il regista David McVicar nell'allestimento delle Nozze di Figaro.

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