Nove anteprime a Borgio Verezzi - Savona

Teatro Savona Mercoledì 8 giugno 2005

Nove anteprime a Borgio Verezzi



Nonostante i tempi duri e la crisi che stringe la borsa sullo shopping della cultura, il Festival di Borgio Verezzi (dall’8 luglio all’11 agosto) c'è e procede nel suo cammino. Con il 2005 arriva alla trentanovesima edizione e offre, come da tradizione, di cui si fa panoramico e lussuoso cantiere. Tra le proposte spiccano i due giovani liguri: Andrea Liberovici e Paola Bigatto, diversamente impegnati alla regia, l’uno di J.W. Goethe, l’altra di C. Goldoni. Paola presenta Le morbinose (14-16 luglio), un «capolavoro», dice, «mai degnamente riconosciuto: forse è questa la prima rappresentazione ufficiale. Penalizzato perché scritto in versi martelliani e in veneziano». Paola viene da una lunga esperienza d'attrice, consumata al fianco di mostri sacri quali Cobelli e, soprattutto, 13 anni con Luca Ronconi. Forse proprio per l'intensa esperienza nel teatro di regia, Paola si mette alla prova, supportata dalla fiducia degli attori - che sono anche coproduttori dello spettacolo - con l’obiettivo di ridefinire la figura del regista. Un'impresa che lei interpreta come atto di collaborazione tra diverse competenze da coordinare: «io mi sento come un enzima», spiega Paola, «un reagente che connette, ma che non lascia grosse tracce».

Liberovici invece si prova con il Faust di Goethe, ma con il primo, l’Urfaust (8-10 luglio): «volevo un testo che mi desse ampie possibilità, rispetto al mio percorso di ricerca teatrale, che include sempre le tecnologie, (video, effetti sonori, riprese). L’Urfaust ci sembrava giusto, (una scelta fatta con Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile di Genova coproduttore dello spettacolo con il Teatro del Veneto), perché è scritto sottoforma di appunti, non è un’opera compiuta e, quindi, permette di prendere spunto e reinventare il materiale anche musicalmente». A parte il confronto importante con un grande classico, Liberovici affronta un altro importante appuntamento professionale, quello di lavorare insieme a due attori della tradizione: Paola Gassman e Ugo Pagliai. Quest’ultimo si dice felice di tornare a Borgio e affronta il gap generazionale con grande spirito: «l’attore è moderno di per sé», e aggiunge: «fare Faust è un punto d’arrivo, Strehler ci è arrivato dopo una vita...».

Tra le proposte un Aristofane di e con Lello Arena; un Gadda da scoprire, scritto dal critico teatrale de La Stampa, Osvaldo Guerrieri, interpretato da Paolo Bonacelli – che somiglia anche fisicamente al celebre ingegnere–letterato – ne L’inchino dell’ingegnere, che vedrà la straordinaria partecipazione, per le scene e i costumi, dell’illustratore Flavio Costantini. Non mancherà W. Shakespeare, quest’anno con La commedia degli errori, per la regia di Giuseppe Pambieri, un interessante N. Ginzburg con il suo L’inserzione, di cui firma la regia il promettente Marcello Cotugno. E per finire, in chiusura di Festival, due titoli ispirati a celebri film: Vertigo, di A. Hitchcock, adattato da Masolino d’Amico e Sabrina di S.A. Taylor, con Corrado Tedeschi, due lavori che fanno da trait d’union con la rassegna cinematografica, a seguire, quest’anno dedicata a Ugo Tognazzi: attore e regista (a cura di Claudio Bertieri).

Nelle immagini alcuni protagonisti del Festival teatrale. In alto Ugo Gregoretti e Osvaldo Guerrieri, regista e autore, de "L'inchino dell'ingegnere" sulla figura di C.E. Gadda, con Paolo Bonacelli.

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