Mare Mater - Teatro Vascello - Roma

06/08/2018

Fino a mercoledì 16 gennaio 2019

Ore 21:00

TERMINATO

Roma - Il progetto teatrale si è avvalso della documentazione archivistica messa a disposizione del Museo del Mare di Napoli e di varie altre pubblicazioni che vanno dal catalogo della mostra foto-documentaria Da scugnizzi a marinaretti, a cura di Antonio Mussari e Maria Antonietta Selvaggio, e del volume La nave come seconda nascita della stessa Maria Antonietta Selvaggio (Edizioni Scientifiche e Artistiche, 2014). Il prezioso archivio è stato messo a disposizione dal Museo Del Mare, grazie allo spazio e alla disponibilità della Marina Militare Italiana.
Lo spettacolo ha debuttato in una versione site-specific al Molo San Vincenzo di Napoli nell'ambito del Napoli Teatro Festival edizione 2016. Negli anni tra il 1913 e il 1928, Napoli fu al centro dell'interesse pedagogico internazionale per un esperimento educativo straordinario, che si realizzò sulla Nave-Asilo "Caracciolo" - una piro-corvetta in disuso - donata, dopo anni di onorato servizio dalla Marina Militare alla città di Napoli, grazie ad una legge speciale, del 1911. A dirigere la Caracciolo fu chiamata la signora Giulia Civita Franceschi (1870-1957) figlia del noto scultore toscano Emilio Franceschi. La nave, fu ufficialmente assegnata alla sua guida solo in qualità di "delegata" da David Levi Morenos - scienziato e filantropo, primo istitutore delle "Navi-Asilo" in Italia - perché all'epoca non era consentito ad una donna di poter dirigere un'istituzione educativa pubblica. In circa quindici anni la nave accolse oltre 750 bambini e ragazzi detti "i caracciolini", provenienti per lo più dai quartieri spagnoli, recuperati dalla loro condizione di abbandono e indirizzati ai mestieri del mare in prospettiva di una vita sana, civile e dignitosa. Il metodo educativo  "sistema Civita" fu apprezzato da Maria Montessori e dai pedagoghi del tempo che visitarono la nave. La "Caracciolo" non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi, ma fu piuttosto una "comunità", in cui ogni fanciullo veniva rispettato, incoraggiato e valorizzato nelle proprie tendenze, "aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico". Nel 1928, il governo fascista allontanò Giulia Civita Franceschi dal suo incarico. 
L'esperienza pedagogica della nave Caracciolo, della sua educatrice e dei numerosi ragazzi saliti a bordo "scugnizzi" e sbarcati uomini, è il cuore del lavoro teatrale ideato da Fabio Cocifoglia, scritto e diretto con Antonio Marfella e Alfonso Postiglione: il ritratto di una donna innovativa e della sua azione educativa che ha lasciato un'impronta profonda e indelebile.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 18/03/2019 alle ore 17:01.

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