I giganti della montagna, Gabriele Lavia porta in scena Pirandello - Teatro Eliseo - Roma

25/05/2018

Fino a domenica 31 marzo 2019

Ore 20:00, 17:00

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Roma - Gabriele Lavia, dopo Sei personaggi in cerca d’autore e L'uomo dal fiore in bocca... e non solo, chiude la sua personale trilogia pirandelliana con I giganti della montagna. La nuova produzione della Fondazione Teatro della Toscana, in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino e il Teatro Biondo di Palermo, I giganti della montagna, debutta al Teatro Eliseo dal 13 al 31 marzo.

Roma - Scrive Gabriele Lavia nelle note di regia: «Ho sempre pensato che i ragionamenti così appassionati e freddi dei personaggi pirandelliani non fossero che delirio, fuoco. Il suo razionale, costante, lucido rovello fosse calor bianco, e la sua dialettica, lucida e distaccata, fosse proprio il ronzio di una mosca impazzita dentro una bottiglia. La trasparenza del vetro rende indecifrabile e incomprensibile la trappola dentro cui si è infilata. L'esistenza di questa piccolissima bestia non è altro che un inutile volo ronzante e pazzo: una vita priva di senso. Siamo rimasti nel mistero e senza Dio.»

Roma - Il mistero senza Dio, la bottiglia invisibile che intrappola la Mosca Uomo, è l'oltre. L'oltre è qualcosa che non può essere colto, ma che ci coglie. Tutta l'opera di Pirandello ruota intorno a questo mistero e si protende verso il mistero dell'oltre, trappola trasparente, invisibile, ineludibile, incomprensibile dell'uomo.

La trappola è una famosa novella, appunto, di Luigi Pirandello. L'irrazionale, l'onirico, il misterioso, il teosofico, lo spiritico, proteso (nel suo modo di ateo) al divino, in senso greco, sono presenti in tutta la sua opera. E sono la bottiglia dentro cui ronza, fino a estenuarsi, il suo delirante racconto poetico dell'uomo intrappolato. La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d'arrestare, di fissare in forme stabili, determinate dentro e fuori di noi, perché noi siamo già forme fissate e la coscienza è una momentanea costruzione di finzioni psichiche oltre le quali c'è un'altra realtà che per noi è inconoscibile, schiavi come siamo della bestia che è in noi.

L'Umorismo è, per definizione, quel sentimento del contrario che serve per rovesciare e scardinare tutte le certezze e talora infrangere la bottiglia-trappola e trovarsi… oltre. I giganti della montagna è certamente il punto più alto di quell'oltre. Oltre l'esistenza della vita-trappola.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 20/03/2019 alle ore 16:25.

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