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Roma - Da sabato 22 aprile a domenica 27 agosto, a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni è in programma la mostra Vita Dulcis. Paura e desiderio nell'Impero Romano, a cura di Francesco Vezzoli e Stéphane Verger.
Roma - Negli ultimi anni, Francesco Vezzoli ha sviluppato la sua pratica artistica creando un ponte tra l'immaginario contemporaneo e la storia dell'arte. Una prassi che lo ha portato a rivolgere la sua poetica all'arte antica, al passato e alle sue icone, e a districarsi tra diversi linguaggi, in un gioco di riferimenti e mescolanze tra cultura classica - solenne, eterna - e cultura pop.
La mostra pensata per il Palazzo delle Esposizioni vede l'intersezione di diversi livelli: l'arte contemporanea, la storia romana attraverso le opere provenienti dalle sedi del Museo Nazionale Romano e la rappresentazione che della storia romana è stata fornita attraverso il cinema nel corso del Novecento.
Roma - Vita Dulcis, è un progetto che vuole creare una nuova narrativa, presentando opere e reperti dell'arte classica romana in un percorso espositivo privo di quella freddezza e lontananza caratteristiche di molte esposizioni museali, per restituire al visitatore l'intensità vitale e la passione autentica che questi reperti sanno suscitare, immergendoli in un allestimento concettualescenografico suggestivo e inaspettato, che li mette in relazione con alcune opere recenti di Vezzoli che incorporano elementi d'epoca antica o che all'antico sono ispirate.
Il cinema è il completamento ideale del racconto di Vita Dulcis: tra tutte le arti visive, è stato il mezzo che più di tutti ha utilizzato e celebrato il periodo storico dell'antica Roma, sempre cercando di restituirne la verità, la passione, le storie, le psicologie, le atmosfere e i colori.
Fin dagli inizi della sua carriera da artista, Vezzoli ha celebrato la Settima Arte come medium privilegiato per l’interpretazione della realtà e come riferimento emotivo e narrativo più potente nel dibattito contemporaneo. E non è un caso che una delle sue opere più note, Trailer for a Remake of Gore Vidal’s Caligula, presentata alla Biennale di Venezia del 2005, unisca appunto in una citazione irriverente dei "peplum", il cinema e l'antico per offrire una rappresentazione della degenerazione contemporanea del potere.
È stato dunque per lui naturale accostare i reperti di epoca romana a spezzoni di film ambientati nell'antica Roma, creando un excursus parallelo sulla storia del cinema che parte da Cabiria del 1914 (il primo kolossal italiano, sceneggiato da Gabriele D’Annunzio), al Satyricon di Federico Fellini, fino alle incarnazioni più contemporanee, sia di produzione italiana che internazionale.
Immersi in una dimensione installativa, suggestiva e teatrale, disegnata dall'artista Filippo Bisagni, ed esaltati da un gioco di luci e ombre, di bianchi e neri, concepito da Luca Bigazzi (il più celebrato direttore della fotografia italiano vivente, autore della fotografia di Così ridevano, Il Divo e La Grande Bellezza, tra gli altri), i reperti e le opere contemporanee selezionati da Francesco Vezzoli e Stéphane Verger dialogano all'interno di un percorso complesso ed emozionante, fatto di stratificazioni e accostamenti di livelli estetici distanti, epoche diverse, arte colta e arte popolare, racconto del potere e fotografia della vita reale.
Biglietti: da 12,50 a 4 euro. Orari: dalle ore 10 alle ore 20, lunedì chiuso. Per maggiori informazioni sulla mostra clicca qui.
Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 28/05/2023 alle ore 19:21.
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