La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy‑Nagy e i suoi contemporanei ungheresi. La mostra - Roma

La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy‑Nagy e i suoi contemporanei ungheresi. La mostra - Galleria d'Arte Moderna - Roma

30/05/2020

Fino a domenica 23 agosto 2020

© galleriaartemodernaroma.it

CalendarioDate, orari e biglietti

Roma - In seguito all'emergenza legata al Coronavirus, è stata prorogata fino al 23 agosto 2020 la mostra La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi.

Roma - In mostra, in esclusiva per l’Italia, una selezione di dipintifotografie e grafiche originali a cui si aggiungono tre film dell'artista, opere che attraversano la produzione di Moholy-Nagy nell’arco di tempo che va dagli anni Dieci agli anni Quaranta del Novecento e raccontano i molteplici aspetti del suo lavoro e delle sue teorie costruttive così da offrire un panorama vasto ed esauriente del suo laboratorio creativo. Un percorso fra l’Ungheria e la Germania dove, nel 1923, incontra Walter Gropius il quale, profondamente colpito dalle sue opere, lo invita a collaborare al Bauhaus di Weimar. Sarà, questo, il periodo più significativo della sua attività e l’inizio di quel personale segno grafico, svolto in pittura così come nella fotografia e nel video, che sarà anche l’origine della sua fama come rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus europeo, a cui contribuì certamente anche la pubblicazione di Pittura Fotografia Film (1925), ottavo volume dei Libri del Bauhaus e primo testo fondamentale della tecnica fotografica contemporanea d’avanguardia.

Roma - L’esposizione è arricchita da un’importante sezione di dipinti e sculture di artisti dell'Avanguardia ungheresefra Espressionismo e Bauhaus, per la maggior parte mai presentati prima in Italia e provenienti dal Museo Déri di Debrecen (collezione Antal-Lusztig) e dal Museo della Fotografia Ungherese di Kecskemét. Presenti opere di Róbert BerényEde BohacsekSándor BortnyikLajos Kassák, Ödön MárffyJános Mattis TeutschJózsef Nemes LampérthLajos TihanyiBéla Uitz. Tutti artisti che, fra l’Ungheria e la Germania, hanno definito la cultura visiva dell’Europa centrale fra anni Venti e Quaranta.

La sezione della mostra Budapest a Roma. Artisti ungheresi nella Capitale fra le due guerre, a cura di Arianna Angelelli e Claudio Crescentini, allestita con opere della collezione della Galleria d’Arte Moderna, è dedicata agli artisti magiari attivi nella Capitale fra gli anni Dieci e l’inizio dei Quaranta del Novecento. Questa parte dell’esposizione racconta in modo approfondito il particolare rapporto di collaborazione creativa e interscambio artistico fra l’Italia e l’Ungheria nel momento di più alta espressione dell’Avanguardia europea del Novecento. Fra gli artisti esposti, Istvan CsókFerenc SidlóBéla Iványi Grünwald, Aba NovákPaolo MolnárIstván Réti, insieme a video (biennio 1932-33) provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà e girati durante le mostre degli artisti ungheresi a Roma. A rafforzare l’identificazione di una forte presenza ungherese in Italia fra le due guerre e i continui rapporti fra gli artisti dei due paesi, con particolare riferimento all’“ondata” Bauhaus europea, contribuiscono anche alcuni rarissimi documenti provenienti dal Fondo Prampolini del CRDAV, il Centro Ricerca Documentazione Arti Visive della Sovrintendenza Capitolina. Tra questi, due lettere autografe inviate da Gropius, in quel periodo presente a Weimar, a Prampolini nel 1922 e 1923 e una lettera autografa inviata dallo stesso Moholy-Nagy all’artista futurista, sempre da Weimar, nel 1924.

Qui le informazioni su orari di apertura e le nuove regole di sicurezza.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 06/07/2020 alle ore 21:27.

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