La ferita della bellezza. Alberto Burri e Il grande cretto di Gibellina: la mostra - Roma

La ferita della bellezza. Alberto Burri e Il grande cretto di Gibellina: la mostra - Museo Carlo Bilotti - Roma

10/04/2019

Fino a domenica 9 giugno 2019

Ore 10:00

© museocarlobilotti.it

TERMINATO

Roma - Fino al 9 giugno, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di villa Borghese è visitabile la mostra La ferita della bellezza. Alberto Burri e Il grande cretto di Gibellina.

Roma - Alberto Burri, chiamato a realizzare un intervento per la ricostruzione del paese distrutto dal terremoto nella Valle del Belice del 1968, decide di intervenire sulle macerie della città di Gibellina, creando l'opera di Land Art più grande al mondo. Le ricopre di un sudario bianco, di un'enorme gettata di cemento che ingloba i resti e riveste, in parte ricalcandola, la planimetria della vecchia Gibellina.

Roma - Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto. Fotografo che per eccellenza ha raccolto le immagini di Burri, dei suoi lavori e dei processi creativi, Amendola ha realizzato gli scatti in due riprese, nel 2011 e nel 2018, a completamento avvenuto dell'opera (2015).

Nel percorso, inoltre, il video di Petra Noordkamp – prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The trauma of painting –  filma in un racconto poetico e di grande sapienza tecnica l'opera di Burri e il paesaggio circostante.

Alcune opere uniche dell'artista, veri e propri capolavori, inoltre, estendono non solo ai Cretti ma anche ai Sacchi, ai Legni, ai Catrami, alle Plastiche e a una selezione di opere grafiche la lettura proposta dal celebre psicanalista.

Come scrive Recalcati in Alberto Burri e il grande cretto di Gibellina, nei Legni la ferita è generata dal fuoco e dalla carbonizzazione del materiale ma, soprattutto, dal resto che sopravvive alla bruciatura. Nelle Combustioni, lo sgretolamento della materia, la manifestazione della sua umanissima friabilità, della sua più radicale vulnerabilità, viene restituita con grande equilibrio poetico e formale. È ciò che avviene anche con le Plastiche dove, ancora una volta, è sempre l’uso del fuoco a infliggere su di una materia debole ed inconsistente come la plastica, l’ustione della vita e della morte.

In occasione della mostra, la casa editrice Magonza ha realizzato un importante volume stampato su carta di pregio e di grande formato con testimonianze e ricerche inedite su Alberto Burri, la sua opera e Il grande cretto di Gibellina. Un nuovo testo di Massimo Recalcati raccoglie gli sviluppi ulteriori della sua ricerca, insieme a interventi di storici dell'arte quali Gianfranco Maraniello e Aldo Iori.

Mostra a ingresso gratuito. Info al numero 06 0608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 14/11/2019 alle ore 13:14.

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