Apre il Museo Ninfeo di piazza Vittorio - Roma

Apre il Museo Ninfeo di piazza Vittorio

Mostre Roma Museo Ninfeo Venerdì 22 ottobre 2021

© museoninfeo.it

Roma - Roma, museo a cielo aperto, nasconde gelosamente i suoi tesori. Non si finirà mai di ridisegnare il profilo di questa incredibile città. Camminiamo sopra la sua storia,  annusiamo l'atmosfera di un passato glorioso, ma come spesso accade ne siamo quasi del tutto inconsapevoli. A volte però ristrutturazioni di vecchi edifici riportano alla luce gioielli di questo passato che riaffiora sempre con dirompente prepotenza. E proprio questo è accaduto durante la costruzione del palazzo dell'Enpam, in piazza Vittorio.

In questo fazzoletto di Roma sono riaffiorati in tutta la loro bellezza gli Horti Lamiani, luogo mitico della storia romana che ora rivive nel nuovo Museo Ninfeo, in piazza Vittorio, visitabile negli open day di sabato 30 e domenica 31 ottobre e poi da sabato 6 novembre verrà regolarmente aperto al pubblico.

La collaborazione virtuosa «tra il Ministero della Cultura ed Enpam ha permesso la creazione di un laboratorio di studio per progettare un museo innovativo» come spiega la direttrice scientifica del progetto, Mirella Serlorenzi che prosegue sottolineando «La qualità dei materiali restituiti dagli Horti Lamiani offre una visione unica della Roma classica, dalle architetture monumentali alle sontuose decorazioni, alle vie dei commerci, agli oggetti preziosi e a quelli di uso quotidiano, al cibo, ai giardini e agli animali che vivevano lì. Un museo che racconta, anche attraverso emozionanti ricostruzioni, un teatro privilegiato del mondo antico, con tutte le suggestioni che questo luogo può dare».

Museo Ninfeo di piazza Vittorio, i numeri

Per riportare alla luce questo incredibile sito archeologico ci sono voluti oltre dieci anni di lavoro, uno scavo di 30 mila metri cubi di stratificazione archeologica, 100 mila frammenti di ceramica rinvenuti, 42 mila frammenti di marmo e 90 mila di affreschi.

Per oltre dieci anni un team di 35 archeologi, 8 restauratori, ingegneri, architettigrafici ha lavorato assiduamente per restituire alla città una parte della storia dell'Esquilino in un’area museale di oltre 1000 metri quadrati.

Museo Ninfeo di piazza Vittorio, il progetto

Dalla scoperta allo scavo approfondito il passo è stato breve e, come si è indicato, virtuoso restituendo quei 100 mila frammenti di ceramica e una quantità enorme di altri reperti, tra cui marmi, intonaci dipinti, ossa di animali domestici, ostriche, conchiglie. 

Questi reperti, grazie alla paziente analisi e allo scrupoloso studio degli archeologi, oggi restituiscono uno spaccato della storia millenaria dell’Esquilino e permettono di conoscere le vicende di donne e uomini che vissero prima di noi in questi stessi luoghi. Così, nelle vetrine del museo il visitatore scopre i cibi che qui si mangiavano, gli oggetti usati nella vita di tutti i giorni, le anfore che trasportavano vino, olio e conserve di pesce da ogni angolo del Mediterraneo.

Entrando nelle sale del Museo Ninfeo si possono ammirare le più diffuse ceramiche utilizzate per la preparazione, la cottura e la conservazione dei cibi, gli stili decorativi pittorici e marmorei, e vedere come cambiarono attraverso i secoli adattandosi a nuovi gusti e alle nuove mode.

E poi ecco due maschere del teatro greco, rinvenute in una calda mattinata di agosto, scavando una fossa di riempimento degli Horti Lamiani. A primo impatto non si capì bene cosa potessero essere questi due reperti delicatissimi. Poi, trasportati immediatamente nei laboratori di restauro e delicatamente liberati dalla terra, avvenne l'emozionante sorpresa sotto gli occhi dei restauratori:  si trattava di due teste femminili realizzate con un impasto fatto di polvere di marmo.

Lentamente emersero i particolari fisionomici, gli occhi incavati, i profondi riccioli dei capelli, e alcune tracce di colore, blu negli occhi e rosso nella capigliatura. I due volti erano due maschere del teatro greco, riconoscibili come personaggi della tragedia per l’espressione del volto, colto in un grido di terrore. Queste due maschere dovevano decorare le pareti dipinte di un edificio.

E poi, immancabile un affresco ricomposto come in un puzzle a partire da quasi 90 mila frammenti, che decorava la parete di un lungo corridoio di almeno 15 metri. Per non parlare del ritrovamento di quattro ciotoline che avevano ancora sul fondo i resti dei pigmenti colorati usati per dipingere.

Come si può vedere, quello del nuovo Museo Ninfeo di Piazza Vittorio a Roma è stato un viaggio emozionante e commovente che è durato più di dieci anni al di sotto di una delle piazze più vitali e cosmopolite della città per riportare ai romani frammenti di vita che hanno animato un passato florido, vivo e pulsante di una metropoli sempre convulsa e in continua trasformazione.

Maggiori informazioni sul museo, prenotazioni e modalità di accesso sono sul sito del Museo Ninfeo.

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