Klimt, la mostra a Roma: le opere, dal Ritratto di Signora a Giuditta

Klimt, la mostra a Roma: le opere, dal Ritratto di Signora a Giuditta

Mostre Roma Museo di Roma - Palazzo Braschi Mercoledì 13 ottobre 2021

Portrait of Amalie Zuckerkandl - Belvedere 7700
© Gustav Klimt - wikipedia.org

Roma - La mostra Klimt. La Secessione e l’Italia che da mercoledì 27 ottobre fino a domenica 27 marzo 2022, animerà gli spazi di Palazzo Braschi a Roma, si preannuncia un evento di grande richiamo.

Ben 200 saranno le opere esposte, tra manifesti d’epoca, disegni, dipinti e sculture di Gustav Klimt (1862 - 1918) e degli artisti del suo entourage. Molte di queste opere sono tra le più iconiche di Klimt, pensiamo solo a Giuditta I realizzata nel 1901 e conservata nell'Österreichische Galerie Belvedere a Vienna. Una delle prime opere di Klimt realizzate proprio nel periodo della Secessione Viennese che dal 1897 al 1903 circa animò e rivoluzionò gli ambienti artistici viennesi e non solo. In Giuditta I, Klimt mostra tutta la sua spontaneità libera da ogni artificio retorico.

L'eroina biblica viene così raffigurata per la prima volta da Klimt in tutta la sua naturalezza, dove il potere seduttivo femminile irrompe in verticale culminando nel suo sguardo di sfida, mentre la testa di Oloferne, appena ucciso da Giuditta appare di scorcio a destra tagliata dal bordo della cornice del dipinto realizzata dal fratello dello stesso Gustav.

Oltre a questo iconico dipinto troveremo la Signora in bianco,  opera eseguita tra il 1917 e il 1918 e rimasta incompiuta, proprio nel periodo della sua malattia, un ictus e l'infezione fatale della spagnola.

Altre opera di grande impatto che vedremo a Palazzo Braschi, concesse per l'occasione dall'Österreichische Galerie Belvedere di Vienna, sono Amiche I (Le sorelle) realizzato forse nel 1907, e poi Amalie Zuckerkandl  del 1903,  ritratto questo che, a quanto pare, insieme ad altre cinque opere venne sottratta dai nazisti alla famiglia Bloch-Bauer durante la seconda guerra mondiale.

Tra le opere più rappresentative presenti alla mostra di Roma Klimt. La Secessione e l’Italia non si può non citare l'opera incompiuta  La sposa del 1917/18,  prestata dalla Klimt Foundation.  Ultimo capolavoro di Klimt che fu realizzato sulla base di numerosi disegni e studi, passando così stilisticamente dallo stile liberty all'espressionismo tedesco che prese piede proprio tra il 1905 e il 1925.

Tra le opere da citare c'è sicuramente il quadro trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato fortunosamente nel 2019, ovvero il Ritratto di Signora  (1917) che unisce la mostra di Roma con quella che dal 5 aprile 2022 animerà Piacenza, Klimt Intimo. L'opera in questione ha dell'incredibile, infatti era sovrapposta a un'altra opera del 1912 e, nel 1996, grazie all'intuizione di una studentessa, all'ultimo anno del liceo, Claudia Maga, si capì che il ritratto era una versione ridipinta di un lavoro perduto di Klimt, scomparso nel 1917, che mostrava una donna con un cappello, Ritratto di ragazza.

La mostra di Roma è così parte integrante di un progetto di più ampio respiro che vedrà in primavera la città di Piacenza protagonista dell'altra mostra su Gustav Klimt. Un'esposizione che indagherà le vicende più personali dell'artista come si evince dal titolo Klimt Intimo, appunto.

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