Roma, dove mangiare all'aperto? 10 ristoranti, da piazza Vittorio a Centocelle

Roma, dove mangiare all'aperto? 10 ristoranti, da piazza Vittorio a Centocelle

Food Roma Mercoledì 23 giugno 2021

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Roma - Dove mangiare all'aperto a Roma in questa estate 2021? Iniziamo il nostro viaggio alla ricerca di ristoranti all’aperto a Roma dal quartiere più multietnico di Roma, l’Esquilino. Sotto l’ampio spazio dato dai portici di piazza Vittorio Emanuele II, in una delle zone più difficili e allo stesso tempo multietniche della città, una delle insegne più in voga da alcuni anni è Gatsby Cafe, un tempo cappelleria ora bistrot dove si mangia a colazione, a pranzo e a cena, e si brinda sulle note del Jazz dall'aperitivo. Il menu varia nel corso della giornata, per la caffetteria mattutina muffin e torte, per i pasti vengono serviti panini gourmet, insalate e tapas. I taglieri di salumi provenienti dalla Norcineria Cecchini di via Merulana sono il giusto contorno per un aperitivo.

Nel quartiere San Giovanni i fratelli Mirko e Tiziano Palucci hanno dato vita a Barred (via Cesena 30). Nell’area esterna si potranno gustare le ricette che nascono sempre dal rispetto della stagionalità e naturalità dei prodotti come il tonno matto, la pasta in bianco (burro&parmigiano) e ragù crudo da mangiare con gli occhi e da accompagnare a uno dei vini naturali di piccoli artigiani e produttori da loro selezionati e proposti.

Non lontano da Piazza dei Re di Roma, Piazza Tarquinia al civico 4 ospita Santo Palato. Una cucina tradizionale, interpretata dalle mani della padrona di casa la giovane cuoca Sarah Cicolini, da gustare nei tavoli esterni al locale. Qui il quinto quarto è di casa insieme agli impasti, lieviti e brodi che riportano agli odori e ai sapori delle cucine delle nonne. Le materie prime arrivano da fornitori selezionati e contadini del territorio laziale, garantendo così stagionalità e rispetto per i prodotti.

Nel quartiere Appio Latino, in piazza di Ponte Lungo 1, troviamo il Kubla Khan dove i piatti raccontano il mediterraneo con influenze orientali. Qui le culture gastronomiche si incontrano, si intrecciano e si accarezzano dando vita a piatti veramente unici come la parmigiana roll, uno degli uramaki più amati del locale. Aperto tutti i giorni dalle 17 alle 22 negli spazi esterni che assicurano 20 coperti solo su prenotazione.

Non lontano dalla stazione metro di Furio Camillo a viale Amelia 42, riposiziona i tavoli esterni Brado, nato da un sogno familiare: fratelli e cugini con la passione per la cucina rurale vera e genuina. La cucina ruota intorno alla selvaggina, ai sapori del bosco e alla birra artigianale e tutto parte dallo stato brado. Questo principio ha origine dal rispetto per il bosco, per gli animali, per la loro vita e per i cicli naturali delle stagioni, e finisce nel piatto, garantendo un sapore unico con alti valori nutrizionali.

Al Pigneto, quartiere amato da Pasolini, che vive in perenne bilico tra locali notturni, degrado e arte, riaprono molti locali con dehors esterni. Al 65 di via Bartolomeo d’Alviano riapre Rosti dove grazie a 700mq di giardino tra fiori, piante e alberi i tavolini trovano il giusto distanziamento e i genitori si godono un po’ di pace grazie alla mini area attrezzata per i bambini. Colazione, pranzo, aperitivo e cena da gustare in piena tranquillità. Un’attenta la scelta degli ingredienti assicura stagionalità e un menu variegato e di prima qualità dove trionfano gli arrosti, i lieviti, la griglia e il forno a legna per la pizza romana.

La Santeria di Mare (via del Pigneto 213), all’ombra dei pini del Pigneto dove si possono assaporare ostriche tutti i giorni, piatti della tradizione romana, ma anche piatti con contaminazioni internazionali: ravioli ripieni di coda, polpette di carne al sugo, ma anche polpette di pollo al curry, guanciale di manzo brasata, salmone marinato allo zucchero di canna e sale delle Hawaii servito con del riso giapponese salsa al whasabi e bacchette.

Il civico 188 di via di Tor Pignattara ospita Eufrosino Osteria ideata da Marco Pucciotti e aperta per la prima volta solo un anno fa. In cucina c’è Paolo d’Ercole che porta in tavola i piatti della tradizione regionale italiana. Il menu, sempre diverso, rispetta la stagionalità e le diverse realtà della cucina nazionale. In questi giorni tra gli antipasti del menu è possibile trovare i fiori di sambuco pastellati.

A Centocelle, in via delle Palme 44, riapre Menabó Vino e Cucina, nato dal sodalizio di due fratelli, uno cuoco e uno oste. Aperto nel 2018, il locale offre una cucina del territorio dove fronzoli e aspirazioni gourment non sono di casa, il menu è essenziale e cambia spesso, mentre il panorama vini è ampio e spazia dagli italiani, ai francesi per passare anche ai tedeschi. Tra i piatti troviamo lo gnocco alla romana con animelle, carciofi e salsa al pecorino, ma anche i cannelloni gratinati di ricotta e menta con il sugo di agnello, i tradizioni quadrucci in brodo e il reale di vitello brasato al vino bianco con zucca, finocchiella e patate all’olio.

Nel cuore di Centocelle (piazza delle Camelie, 64) la Stazione Camelie bistrot di Luca Catarinozzi e Katia Scappa è dotato di un’ampia terrazza e un giardino antistante al locale. Aperto da poco più di due anni, il bistrot porta avanti un progetto di qualità a prezzi accessibili. La cucina propone un menu sfizioso e variegato, con piatti che richiamano la tradizione e, soprattutto, che strizzano sempre l’occhio alla qualità, alla territorialità e alla stagionalità.

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