Dove mangiare all'aperto a Roma? 15 ristoranti, da Testaccio a Monte Mario

Dove mangiare all'aperto a Roma? 15 ristoranti, da Testaccio a Monte Mario

Food Roma Venerdì 16 luglio 2021

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Roma - Sono molti i ristoranti che, anche a Roma, usufruiscono di uno spazio esterno: dal dehors al giardino, fino alla terrazza o al cortile all’interno di uno spazio condominiale. Le regole sono sempre quelle del distanziamento e del coprifuoco che forse tra qualche settimana verrà prorogato alle 23. Di seguito alcuni ristoranti da tenere a mente tra l’antico quartiere di San Saba e il popoloso Trionfale.

Nel cuore del rione San Saba, tra Viale Aventino e le Terme di Caracalla, Queen Makeda Grand Pub (via San Saba 11), riapre il suo Bamboo Garden, lo storico spazio interno all’aperto che richiama la giungla e dal 7 maggio il nuovo spazio esterno sarà il luogo ideale per merende e aperitivi. Nato con l’obiettivo di disegnare un nuovo modo di vivere il pub, il locale mette sullo stesso piano un menu concepito secondo i canoni dell’alta cucina e la proposta delle birre, tutte rigorosamente artigianali, senza sottovalutare il design degli ambienti interni ed esterni.

Ai piedi di San Saba, viale Aventino negli ultimi anni ha visto nascere numerosi locali dove è piacevole fermarsi per degustare diverse specialità enogastronomiche, tra gli ultimi arrivati c’è Numa al Circo (viale Aventino, 20). Qui non mancano i posti a sedere all’aperto nel dehors caratterizzato da un giardino verticale. Il padrone di casa, lo chef Davide Cianetti ha come punto cardine quello di valorizzare le eccellenze italiane, in particolar modo quelle laziali. Un carosello di sapori dove poter scegliere ogni giorno tra pizzeria, cucina, cocktail bar, salumeria e dolci. Dalla colazione alla cena.

All’ombra della Piramide Cestia La Taverna Cestia (viale della Piramide Cesta 65) riapparecchia i suoi tavoli esterni. Dal 1967 la famiglia Salvi si passa il testimone portando avanti l’amore per i sapori genuini e autentici ricercando solo produttori locali e materie prime garantite. Alcuni piatti della tradizione romana non sono neanche segnati nel menu perché è superfluo, qui la matriciana, la carbonara e il cacio e pepe sono il ristorante. Piatto tipico da gustare in questo periodo di primavera sono i carciofi fritti dorati.

Barnaba Wine Bar (viale della Piramide Cestia 45), riapre per l’aperitivo e la cena e nel weekend dal pranzo alla cena no stop. Dal 2018 propone una carte dei vini sempre viva dove le nuove proposte si affiancano alle etichette confermate, mantenendo ferme delle percentuali che i proprietari ritengono fondamentali: «un terzo champagne perché è la nostra storia, un terzo vini stranieri (per ora soprattutto vini francesi), un terzo vini italiani, ma soprattutto 100% vini divertenti e stimolanti, 99% vini fatti da piccoli vignaioli, 60% vini sotto i 30 euro». In questo quadro il menu non può non essere non costruito intorno alla carta dei vini.

In via Ostiense 193 B c'è Angeli Rock, un locale che permette di godersi un aperitivo, una cena o un dopocena all'aperto, ma anche di divertirsi con eventi e spettacoli. Angeli Rock è disposto su quattro livelli: nel periodo primaverile ed estivo è possibile godere della sua terrazza panoramica, ma anche del suo giardino coperto da un oergolato. Non mancano le sale interne dedicate al risto-pub e quella dedicata agli eventi. Cosa mangiare da Angeli Rock? È possibile cenare con piatti espressi, la pinsa romana, gli hamburger, i fritti e i dolci.

A Testaccio nella pedana esterna la Taverna Volpetti (via Alessandro Volta, 8) accoglie i suoi clienti. Dal 1973 è uno degli indirizzi indiscussi per assaporare le specialità romane con i veri ingredienti di una volta. Da non perdere la degustazioni di salumi e formaggi della storica salumeria Volpetti. Per la gioia del palato è da provare la seppia scottata, il cinghiale stracotto in dolce forte, i taglioni alle mazzancolle e il baccalà mantecato.

La tradizione romana prosegue da Felice a Testaccio (via Mastro Giorgio 29), dove dal 1936 si mangia l’autentica cucina romana. Patria della cacio e pepe verace, della gricia e delle penne all’arrabbiata, dei bucatini all’amatriciana, della gallina lessa e del bollito, dell’oramai quasi sconosciuto pollo alla cacciatore e delle polpette al sugo. Tradizioni gastronomiche di famiglia che si tramandano di generazione in generazione.

Nel cuore della non lontana Garbatella, nella ex sede dell’Ente Comunale di Consumo di fronte al Teatro Palladium, dal 2004 Il ristoro degli angeli, osteria di Elisabetta e Ivo propone la cucina tradizionale. Pasta fatta in casa dai ravioli agli gnocchi, mentre i secondi spaziano tra alcuni piatti di carne e pesce e una grande varitetà di verdure. Dolci e pane rigorosamente fatti in casa.

Tra la Garbatella e San Paolo riapre un angolo tutto thailandese Tuk Tuk Ride (via Giovannipoli, 125). I classici della cucina Thai come i pad thai di carne e pesce, curry rossi e verdi, involtini e spiedini, sono affiancati da alcune proposte come il bao con burger di pesce e red curry, riso fritto con uovo, banana e friggitelli, ogni pietanza può essere abbinato ai drink.

Porto Fluviale (via del Porto Fluviale 22) con il suo giardino riaccende i fuochi delle cucine per rimettere in moto le quattro anime del grande locale – circa 900mq- tra Ostiense e il Tevere. Trattoria, pizzeria, cucina di strada. E’ possibile ordinare piatti legati alla tradizione gastronomica italiana, una pizza alla romana, bassa e croccante oppure con impasto integrale, street food, cocktail e i dolci fatti in casa.

Nel quartiere Eur riapre Livello 1 (via Duccio Boninsegna, 23/25). I padroni di casa Emilia Branciani e Claudio Montingelli hanno scelto per la loro cucina il giovane e creativo chef Mirko Di Mattia che coniuga metodi e lavorazioni tradizionali a un guizzo creativo semplice e genuino. Il pesce qui è sempre fresco assicurato dalla Pescatoria del locale adiacente al ristorante. Qui il pesce è proveniente tutti i giorni da Anzio, Ponza e Fiumicino. La pescheria è garanzia freschezza assicurano una cucina attenta alla qualità, nel rispetto totale per la stagionalità e della freschezza della materia prima. Gli ampi spazi esterni assicurano il giusto distanziamento tra design e tranquillità.

In zona Portuense nel giardino condominiale di via Enrico Dal Pozzo 5, dal 2017 è operativo Condominio Marconi, vero e proprio ristorante di quartiere. Dalle bruschette ai primi classici romani, dai fritti alle polpetti per passare agli hamburger e alle pinse. Punto di forza le carni di ottima scelta, esaltate su mattone, spiedo e griglia.

Tra Villa Bonelli, Portuense e il Casaletto troviamo Ciclostazione Frattini (via P. Frattini 136/138) che con la sua ampia zona esterna data dalla veranda e dal giardino ospita i suoi clienti in piena sicurezza. La cucina propone un menu che esalta il Made in Italy, unendo l’uso di prodotti del territorio, attenzione alla qualità delle materie prime, alle cotture e alla stagionalità, con l’obiettivo di realizzare ricette che esaltano i sapori di piatti familiari. Interessante il forno che sforna le pizze alla romana, basse e croccanti o integrali.

Nel cuore di Monte Verde, in via Folco Portinari 27, i tavolini esterni della Trattoria del pesce di Federico Cirello accolgono i clienti. La cucina rispetta la tradizione della trattoria di pesce tipica, interpretata secondo i canoni dell’attualità. Il pesce è freschissimo, acquistato personalmente ogni giorno nei porti pescherecci del Lazio. Da assaggiare l’antipasto misto crudi e cotti portato al tavolo con un carrellino a più piani.

In zona Trionfale – Montemario, Con.tro Contemporary Bistrot (via dell’Acquedotto del Peschiera 156) ha preparato il dehors esterno con 50 coperti sempre pieni, nel rispetto delle indicazioni anti-Covid, dalla colazione alla cena. Il maestro pasticcere e lievitista, Andrea Fiori cura il laboratorio dolciario e di gastronomia. Croissant caldi e fragranti per colazione proposti in tutte le declinazioni, dove la materia prima di altissima qualità fà la differenza. Torte da credenza, crostate, plum cake, i biscotti e i babà in vasocottura sono una vera e propria gioia per il palato. La cucina è diretta dallo chef Daniel Celso e, come lui stesso racconta, la sua è una « cucina stagionale e di territorio, qui ho riassunto un po’ tutto il mio background, dallo stellato all’osteria. Conosco tutti i miei fornitori e non faccio sconti in fatto di qualità».

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