Morta Agnese Piantadosi: addio all'ultima burattinaia di Roma

Morta Agnese Piantadosi: addio all'ultima burattinaia di Roma

Attualità Roma Giovedì 27 febbraio 2020

© Gianfranco - wikipedia.org

Roma - Per tutti noi romani nati tra gli anni '60 e '70 leggere che Agnese Cristofori in Piantadosi, la signora dei burattini del Gianicolo, ci ha lasciati, è un colpo al cuore. Una lacrima malinconica ci attraversa: è la lacrima della nostra infanzia passata, quando la domenica mattina facevamo i capricci per farci portare al Gianicolo, affondare il viso nello zucchero filato e sgranare gli occhi catalizzati dalle storie di Pulcinella, Colombina e Brighella, con l'immancabile diavolo e le inevitabili manganellate.

Erano le domeniche delle pastarelle a fine pranzo, quando solo con la promessa di due pastarelle anziché una ci potevano smuovere. Agnese Piantadosi e suo marito Carlo erano per tutti noi che passavamo lì le domeniche mattina, gli zii e poi, con il passare degli anni, i nonni invisibili, quelli che raccontano le storie manovrando i burattini, che ti fanno ridere a crepapelle e che poi ti salutano senza farsi vedere per non toglierti la magia della storia appena raccontata.

Con il passare del tempo, abbiamo portato lì i fratelli più piccoli, i nipoti e i figli, osservavando con stupore che la magia era sempre la stessa, immutabile nel tempo. Una parte di Roma va via insieme ad Agnese Piantadosi, al suo amore per quei burattini, per i bambini che rimanevano immobili con il naso all'insù e che si sganasciavano dalle risate, quelle risate terse che solo i bambini possono fare.

Con lei se ne va anche una parte della mia infanzia, dei miei ricordi, di quelle domeniche dove i nonni vestiti con il vestito buono ci portavano in braccio orgogliosi. Le domeniche degli anni '70, quelle delle radioline con l'antennina che gracchiavano programmi radiofonici come Gran varietà e, dopo pranzo, le immancabili partite.

La signora Agnese, da otto anni vedova di Carlo Piantadosi, arrivato da Napoli nel secondo dopoguerra e diventato famoso proprio con i suoi burattini, è morta all'ospedale San Camillo per un'insufficienza respiratoria. Ha lavorato fino all'ultimo per strappare un sorriso ai bambini che passavano di lì, che si fermavano accanto ai genitori, alzavano il viso verso la finestrina aperta e rimanevano incantati dai burattini che si alternavano tra manganellate, innammoramenti e storie a lieto fine. Dimenticavo: il piattino delle offerte a fine spettacolo era il momento in cui tutti i bambini si sentivano protagonisti, orgogliosi di offrire la propria monetina.

A proseguire questa fantastica storia, fatta d'amore e tanto sapere popolare, ci sarà la figlia Antonella, che con suo figlio riproporrà le trame delle Avventure di Pulcinella. I papà e le mamme con i bambini sulle spalle continueranno a fermarsi lì, sotto la casina, con la finestrina verde. I bambini, con i loro visini rivolti verso l'alto, saranno ancora rapiti dalle storie raccontate e le risate irromperanno gioiose durante le domeniche mattina, quando il Gianicolo si veste a festa. Di quella festa si avvertirà sempre il calore della signora Agnese e suo marito, fautori di un teatrino che resterà per sempre nei nostri cuori romani.

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