Raffaello, la mostra alle Scuderie del Quirinale: prezzi dei biglietti, orari e date - Roma

Raffaello, la mostra alle Scuderie del Quirinale: prezzi dei biglietti, orari e date

Mostre Roma Scuderie del Quirinale Martedì 25 febbraio 2020

Raffaello, autoritratto (1506-1508)

ATTENZIONE!

Per effetto del DPCM dell' 8 marzo 2020 le Scuderie del Quirinale rimarranno chiuse al pubblico fino a nuove disposizioni governative. Saranno contattati i visitatori che hanno acquistato il biglietto.

Roma - Grande attesa per la mostra dell'anno, quella che giovedì 5 marzo apre i battenti alle Scuderie del Quirinale di Roma, Raffaello 1520-1483, visitabile fino al 2 giugno 2020Raffaello 1520-1483 si preannuncia una grande mostra, grazie alla quale scoprire l'uomo e il genio Raffaello, prematuramente scomparso e forse proprio per questo vicino ai giovani di ogni epoca, molto più di quanto si possa pensare.

Le opere in mostra

La mostra su Raffaello a Roma sembra essere supportata e diretta dai principi universali di armonia, generosità e coralità propri dello spirito democratico greco, quello a cui si rifaceva Raffaello, con quella sua capacità, forse unica, di lavorare insieme agli altri conciliando diversi stili e facendo tesoro dei diversi autori, come sottolinea Marzia Faietti, curatrice della mostra insieme a Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie del Quirinale.

Raffaello 1520-1483 è un progetto originale, concepito a ritroso, come si evince dal titolo stesso. Il punto di arrivo di Raffaello ovvero Roma e la sua morte è il punto di partenza della mostra. E infatti, l'esposizione inizia con una ricostruzione in scala pressoché naturale della tomba di Raffaello il cui originale è custodito al Pantheon. Partendo dagli anni romani, il percorso espositivo va indietro nel tempo agli anni fiorentini e poi agli anni umbri, fino ad arrivare alla prima gioventù dell'urbinate.

Alle Scuderie del Quirinale sono riuniti per la prima volta più di cento capolavori autografi o comunque riconducibili a ideazione raffaellesca tra dipinti, cartoni, disegni, arazzi, progetti architettonici. A questi sono affiancate altrettante opere di confronto e contesto (sculture e altri manufatti antichi, sculture rinascimentali, codici, documenti, preziosi capolavori di arte applicata) per un ammontare complessivo di 204 opere in mostra, 120 dello stesso Raffaello tra dipinti e disegni. 

Attenzione particolare viene data alla Lettera che Raffaello Sanzio scrisse insieme a Baldassarre Castiglione nel 1519 circa, indirizzata a Leone X, sul tema della protezione e conservazione della vestigia di Roma antica. Intorno a questa lettera è costruita un'intera sala. Non una lettera qualsiasai, ma una lettera su cui si basa la tutela dei nostri beni culturali e che arriva dritta all'articolo 9 della Costituzione Italiana, che così cita «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Ma è anche la lettera che fa capire l'immenso progetto a cui Raffaello si stava adoperando, ovvero: la ricostruzione della pianta di Roma antica

Una mostra immensa, dove il rigore scientifico governa il percorso espositivo sottolineando il metedo di lavoro adottato dai curatori, che in qualche modo ha seguito quello di Raffaello, ovvero quella capacità di lavorare  con gli altri, assegnando a ciascuno un proprio compito nel rispetto delle singole individualità e allo stesso tempo proponendo una regia unica, quella di Raffaello appunto. Una capacità esclusiva che la stessa curatrice, Marzia Faietti, chiama dolce arrendevolezza.

Una mostra perciò che, attraverso le opere del genio di Raffaello, vuole trasmettere il suo messaggio, che era prima di tutto un messaggio di pace, dove il dialogo era l'elemento essenziale, per un artista attento a studiare meticolosamente il passato per comprendere il presente e progettare il futuro. Se ci pensiamo bene è questo stesso un messaggio rivoluzionario per i giovani, come il suo prendersi sempre in prima persona le responsabilità di nuove opere, spesso monumentali, spesso non specifiche del suo campo, come l'architettura, di cui ricordiamo il progetto di Villa Madama a Roma.

Prezzo dei biglietti e come acquistarli

I biglietti per visitare la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale costano 17.50 Euro (intero); 15.50 Euro (ridotto); 2.50 Euro (under 18); 7.50 Euro (promo università). Per gruppi e scuole è obbligatoria la prenotazione inviando una mail.  Per acquistare i biglietti della mostra e per ulteriori informazioni consultare il sito delle Scuderie del Quirinale.

Gli orari

La mostra Raffaello 1520-1483 alle Scuderie del Quirinale di Roma segue i seguenti orari di apertura: da domenica a giovedì, dalle ore 10 alle ore 20; venerdì e sabato, dalle ore 10 alle ore 22.30; l'ingresso è consentito fino a un'ora prima dell'orario di chiusura.

La mostra su Raffaello e il Coronavirus

Fa riflettere che questa grande mostra apra proprio nelle settimane dell'emergenza del Coronavirus in Italia, se pensiamo che Raffaello Sanzio morì a Roma il 6 aprile del 1520, a soli 37 anni, nel giorno del venerdì santo, dopo circa otto giorni di malattia, iniziata proprio con una febbre «continua e acuta».

Ma, allontanandosi dal Coronavirus, - che al momento non influirà sull'apertura della mostra, regolarmente confermata anche se, come ha specificato il presidente delle Scuderie del Quirinale, Mario De Simoni, ci si atterrà scrupolosamente alle direttive indicate volta per volta - , rimane lo stupore per un'esposizione che racconta tanto del genio di Raffaello e di ciò che ha lasciato nei secoli a venire.

60.000 i biglietti venduti e prenotati

La mostra Raffaello 1520-1483 è una delle mostre più impegnative, elaborate e allo stesso tempo entusiasmanti che ha visto la collaborazione di tante istituzioni italiane e internazionali, tutte impegnate in un progetto dove Raffaello e Roma sono i protagonisti indiscussi.

Una mostra che al momento registra già 60.000 biglietti venduti e prenotati. Un progetto che inizia il suo entusiasmante percorso di ricerca, manutenzione e in qualche caso restauro delle opere esposte, ben tre anni fa, quando il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, propose una mostra a Roma, alle Scuderie del Quirinale, per rendere omaggio al genio indiscusso di Raffaello, di cui quest'anno cadono i 500 anni dalla sua prematura scomparsa.

Come ha voluto sottolineare Mario De Simoni, la proposta di Eike Schmidt è un gesto di enorme generosità: festeggiare Raffaello con il contributo decisivo degli Uffizi, ma nella città di Roma, che lo consacrò come artista totale. Su questa sottile, ma fondamentale linea di generosità e coralità delle diverse istituzioni italiane e internazionali, sembra essere nato e stato sviluppato tutto il progetto della mostra, definita totale proprio perché il visitatore si può immergere totalmente nel mondo di Raffaello. Infatti, dopo aver visto i luoghi di Raffaello a Roma, la mostra Raffaello 1520-1483 costituisce una continuazione di quei luoghi e di quel mondo.

La mostra si basa in buona parte sulla generosità, infatti tutti gli istituti culturali e artistici di Roma, come la Galleria Borghese, hanno cercato di armonizzare i propri calendari per non sovrapporsi all'evento delle Scuderie del Qurinale, oppure, come nel caso del Parco archeologico del Colosseo, si è messa in atto una collaborazione attraverso una grande iniziativa sulle grottesche, tanto studiate da Raffaello e dalla sua bottega. Non ultime le istituzioni straniere, come quella dei Musei Vaticani, che hanno programmato i propri appuntamenti in armonia con il periodo della mostra, come l'esposizione degli Arazzi di Raffaello alla Cappella Sistina per una settimana, anticipando così la mostra Raffaello 1520-1483.

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