Coronavirus: perché si chiama così? La birra non c'entra - Roma

Coronavirus: perché si chiama così? La birra non c'entra

Attualità Roma Lunedì 3 febbraio 2020

© Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM - phil.cdc.gov
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Roma - L’Italia ha isolato il Coronavirus nel Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Spallanzani di Roma. Ora sarà possibile confrontarlo con quelli già isolati in Cina e in altri Paesi e mettere a punto e testare possibili vaccini. Non può che renderci orgogliosi il fatto che il team che è arrivato a questo risultato sia composto da tre ricercatrici: Maria Capobianchi, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, alla guida del gruppo, Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia, e la giovane Francesca Colavita, da quattro anni al lavoro nel laboratorio dopo diverse missioni in Sierra Leone per fronteggiare l'emergenza Ebola.

Coronavirus: perché si chiama così?

In quanti di voi sanno perché il Coronavirus si chiama così? Ci aiuta a capirlo l’immagine rilasciata dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, negli Stati Uniti, e realizzata grazie a un potente microscopio elettronico. Il prefisso Corona si deve alla presenza sulla sua superficie di spike (spicole), che gli conferiscono appunto l’aspetto di una corona (nell’immagine sono le piccole escrescenze in rosso).

I Coronavirus sono in genere responsabili di patologie in animali come uccelli, mucche, suini e polli. Ad oggi si conoscono sette Coronavirus, che sono però in grado di infettare l’essere umano, provocando infezioni respiratorie, che da lieve entità possono arrivare, in rari casi, a evolversi in polmoniti e bronchiti potenzialmente letali.

I Coronavirus sono stati responsabili della Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS) tra il 2013 e il 2019 e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) del 2003 ed oggi della polmonite di Wuhan, il cui nome ufficiale è 2019-nCoV Acute Respiratory Disease.

Coronavirus: cosa c'entra la birra?

Google segnala che negli ultimi giorni le parole chiave beer virus o Corona beer virus sono aumentate del 1050% (e pare che le vendite delle birre che portano lo stesso nome del virus abbiano subito un sensibile crollo), segno che in molti hanno associato il nome della famosa birra al virus. Sempre secondo i dati forniti da Google i principali Paesi da cui sono partite queste ricerche sono Taiwan, Cile, Vietnam, Paesi Bassi e Emirati Arabi.

Per la cronaca, il nome della birra in questione fa riferimento alla chiesa di Nostra Signora di Guadalupe, nella città di Puerto Vallarta, in Messico, la terra d’origine di questa bevanda. La particolarità di questa chiesa è appunto la gigantesca corona che adorna la torre principale, probabilmente una replica della corona dell’'imperatrice Carlotta, moglie di Massimiliano d'Asburgo, che governò il Messico dal 1864 al 1867.

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