C'era una volta Sergio Leone: la mostra a Roma

C'era una volta Sergio Leone: la mostra a Roma

Mostre Roma Museo dell'Ara Pacis Martedì 17 dicembre 2019

© Elena D'Alessandri

Roma - A 90 anni dalla nascita e a 30 dalla morte, Roma celebra uno dei grandi maestri del cinema italiano, Sergio Leone, attraverso una grande mostra ospitata al Museo dell'Ara Pacis di Roma. L'esposizione, che arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno alla Cinémathèque française di Parigi, è aperta al pubblico dal 17 dicembre 2019 al 3 maggio 2020.

Curata dal direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli – insieme a Rosaria Gioia e Antonio Bigini – la mostra C’era una volta Sergio Leone racconta tanto l’uomo quanto l’artista. Sergio Leone è nato già con un piede impigliato nel cinema: il padre – che scelse lo pseudonimo di Roberto Roberti – ha firmato la regia di diversi film nell’epoca d’oro del muto italiano mentre sua madre fu protagonista di un western del 1913, La vampira indiana: lo stesso Sergio, ispirandosi al padre, utilizzerà il nome di Bob Robertson (figlio di Roberti) nel firmare la regia di Per un pugno di dollari.

Maria Vittoria Marini Claretti, Soprintendente ai beni Culturali del Comune di Roma ha sostenuto: «Dedicare una mostra ad un grande maestro che ha sempre utilizzato il cinema come linguaggio vuol dire rendergli omaggio, consacrarlo. La mostra è commovente e riesce ad equilibrare bene il versante intimo e quello professionale, mostrando una grande abilità nel muoversi tra le diverse arti visive».

Il percorso espositivo inizia con il trillo del telefono di C’era una volta in America che dà avvio ai ricordi del giovane Robert De Niro e si conclude con un suo sorriso, che poi forse non era proprio tale. Nel mezzo c’è il suo cinema, la sua potenza – «Il primo regista moderno», secondo Tarantino – tra oggetti evocativi, un corridoio sonoro con le battute principali dei suoi film, i tanti tributi, il rapporto con Ennio Morricone.

«Si tratta di un omaggio, una celebrazione e anche una lezione che va oltre tutti gli stereotipi che avevano un tempo spinto a guardare Leone con grande scetticismo. Nella mostra c’è lo sguardo di Sergio Leone, ci sono le sue radici culturali e familiari. Non è una mostra di oggetti ma di esperienze, quelle esperienze che gli oggetti presenti incorporano e rappresentano. Nel vedere e rivedere i suoi film ho notato che ogni porzione di inquadratura ha una costruzione perfetta, studiata nei minimi dettagli. Leone ha ricostruito il tempo lento dei film, quel tempo dilatato. E se Sergio Leone è stato un personaggio capace di rifarsi alla storia introducendo il nuovo, allora nessun luogo poteva essere più azzeccato dell’Ara Pacis per ospitare questa mostra, un luogo in equilibrio tra storia e innovazione», è stato il commento del vicesindaco Luca Bergamo.

Una delle figlie di Leone, Raffaella, ha definito la mostra molto emozionante, quasi un tuffo nel passato, aggiungendo che «qualsiasi figlio vorrebbe poter avere il privilegio di ricordare i propri genitori così».

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