Festa del cinema 2019: la preapertura con il film La prima donna, di Tony Saccucci - Roma

Cinema Roma Teatro dell'Opera Mercoledì 9 ottobre 2019

Festa del cinema 2019: la preapertura con il film La prima donna, di Tony Saccucci

© Stefano Cirianni

Roma - Lunedì 14 ottobre, ore 20.30, al Teatro dell’Opera di Roma, l'evento di preapertura della Festa del cinema di Roma 2019 vede protagonista il film documentario La prima donna, di Tony Saccucci, proiettato in anteprima mondiale alla Festa del cinema. Ecco come acquistare i biglietti per il film La prima donna alla Festa del cinema di Roma.

Il film, che aprirà la Festa del cinema di Roma, vede protagonista Licia Maglietta e racconta la storia dimenticata, e riportata alla luce, di Emma Carelli, diva assoluta della lirica, prima donna manager italiana.

Il film, prodotto da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma, racconta alla Festa del cinema di Roma la vicenda dimenticata, ritrovata e clamorosa di Emma Carelli, osannata in tutto il mondo nei primi del '900, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) dal 1912 fino al 1926.

Soprano acclamata in Italia, in Europa, fino in Sudamerica, riuscì a trionfare anche come impresaria in un ambiente dominato esclusivamente da uomini portando nel suo teatro, per la prima volta in Italia, Picasso, i Balletti russi, i Futuristi. Popolarissima e insieme innovatrice, carattere indomito, libera, emancipata, fin da giovane manifestò un’indole tale da farle tenere testa a colleghi più maturi, ai concorrenti degli altri teatri, addirittura all’autorità massima e temuta del maestro Arturo Toscanini. E al capo del nuovo regime, Benito Mussolini.

Molto, tanto, troppo, per una donna in quegli anni. Arrivata allo zenit della considerazione pubblica, Emma Carelli inizia durante il fascismo a subire contraccolpi dalla sfera privata e da quella politica. Nel 1926 il governo la estromette improvvisamente dalla direzione del suo teatro, perché - recita un resoconto redatto dalla polizia segreta fascista – come donna ha sviluppato un carattere indipendente che le fa assumere atteggiamenti di superiorità verso chicchessia.

Nell’Italia che si avvia verso il regime autoritario Carelli vede la fine del suo teatro, del suo matrimonio e della sua parte di protagonista nel mondo dello spettacolo.

Muore in maniera cruenta nel 1928, l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia. La sua storia, di disparità e violenza di genere, nascosta negli archivi per decenni, torna alla luce con questo film.

Dopo il caso mediatico – clamoroso per un documentario italiano, seguito dalla stampa italiana, iberica, fino al Times e oltreoceano alla CNN – de Il pugile del Duce, menzione speciale ai Nastri d’argento per la miglior opera prima, Tony Saccucci torna con un nuovo racconto memoriale, dissotterrando un oblio di decenni, che rivendicando una vicenda di anni remoti riflette e illumina pieghe e dilemmi contemporanei.

La vicenda di Emma Carelli, esaltata dal suo talento, osannata dal suo pubblico, estromessa da un potere che non poteva accettare che una donna potesse occupare una posizione preminente, e farlo con indipendenza di giudizio e potere - insomma che una donna potesse occupare la posizione di un uomo – non può non riportarci al dibattito sulla disparità di genere oggi, che accenderà la Festa del cinema di Roma. Sulla violenza di genere e sulla lotta per denunciarla, riaffermata di recente con forza mediatica proprio dal mondo dello spettacolo. Su quanta strada manca per una parità di trattamento che dipenda solo dai meriti.

Saccucci racconta questa storia attraverso documenti originali e inediti, testuali, fotografici e sonori; preziose immagini di importanti archivi nazionali ed esteri, primo tra tutti l’immenso Archivio storico Luce; film del cinema muto usati come materiale narrativo. E riprese originali dentro il tempio del Teatro dell’Opera di Roma, dove Emma Carelli è interpretata da Licia Maglietta. Che riesce a farci sentire, vedere, vivere, l’arte e la donna mai vista e conosciuta che ebbe nome di Emma Carelli, come fosse una presenza viva.

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