Bollette: dove si paga di più? L'ipotesi dell'IVA al 5% - Roma

Attualità Roma Martedì 8 ottobre 2019

Bollette: dove si paga di più? L'ipotesi dell'IVA al 5%

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Roma - Quando si calcolano i costi di una casa, bisogna mettere in conto le voci in bolletta, una delle spese in assoluto più ingenti affrontate dalle famiglie italiane.

L’importo che gli italiani sono chiamati a pagare in bolletta varia da regione a regione; ecco perché oggi vedremo quali sono le regioni nelle quali si paga di più. In seguito, parleremo anche dell’ipotesi IVA al 5%.

Quali sono le regioni più costose d'Italia?

È giusto partire dalle medie nazionali, che nel 2018 hanno portato a una spesa di circa 1.200 Euro annui per famiglia, se si parla delle bollette di gas e luce. Nello specifico, il costo medio per l’elettricità è stato intorno ai 417 Euro, mentre quello per il gas ha superato la quota di 760 Euro.

A livello regionale le cose possono cambiare, e anche di molto. In cima alla lista delle zone italiane con le bollette in assoluto più costose troviamo la Sardegna, seguita dal Veneto, mentre la Sicilia chiude il podio dei consumi più elevati d'Italia. Quali sono, invece, le regioni dove si risparmia di più? In tal caso i numeri premiano la Toscana, l’Abruzzo e la Liguria.

Esistono comunque dei modi per risparmiare, soprattutto se si chiamano in causa le opportunità proposte dal mercato libero: oggi infatti è possibile trovare alcune offerte sull’energia elettrica molto convenienti, come quelle proposte da Acea, ad esempio. I vantaggi in termini di spesa sono evidenti, come fra l’altro testimoniano le famiglie che hanno deciso di fare il passaggio prima della dead line del 1 luglio 2020, superata la quale diventerà obbligatorio lasciare il mercato tutelato.

L'ipotesi dell’IVA al 5% e i possibili benefici

Il Premier Giuseppe Conte ha avanzato una proposta: abbassare l'IVA al 5% per quanto riguarda le bollette energetiche (verrebbero dunque escluse quelle telefoniche). Stando alle parole di Conte, questa mossa consentirebbe alle famiglie meno agiate di investire maggiori risorse in altre spese primarie, come gli acquisti alimentari, ma non solo.

Infine, è giusto aprire una parentesi sulle nuove fonti alternative, che un domani potrebbero sostenere i nostri consumi. Dato che nel frattempo la tecnologia avanza, è il caso di vagliare anche altre soluzioni ecosostenibili, come le maree e addirittura l’urina. Nel primo caso ci si trova di fronte a un esperimento già in corso in Cina, relativo allo sfruttamento dell’energia mareomotrice. Nel secondo caso, invece, si fa riferimento a una serie di ricerche condotte dall’Università di Bath (Regno Unito). Il tentativo in corso riguarda lo studio di una serie di batteri particolari, che avrebbero la capacità di convertire l’urina in energia elettrica. Più si va avanti, dunque, più emerge l’esigenza di trovare nuove fonti di energia rinnovabile.

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