Gianni Berengo Gardin: Roma, la mostra che racconta la Capitale in 75 scatti

Gianni Berengo Gardin: Roma, la mostra che racconta la Capitale in 75 scatti

Mostre Roma Casale di Santa Maria Nova Lunedì 30 settembre 2019

Roma, la mostra di Gianni Berengo Gardin
© Elena D'Alessandri

Roma - Nella cornice del parco archeologico dell’Appia Antica, il Casale di Santa Maria Nova è il sito che ospita la prima grande mostra di Gianni Berengo Gardin dedicata unicamente a Roma, aperta al pubblico dal 29 settembre al 12 gennaio 2020. 75 scatti, di cui 25 inediti, selezionati all’interno di un archivio – quello di Berengo Gardin – che si compone di 1 milione e 800mila frame.

È un percorso affascinante e coinvolgente, ad alto impatto, quello che vi permetterà di trovare Roma nello sguardo di un maestro della fotografia quale Berengo Gardin, classe 1930, ligure di nascita ma veneziano di origine. Gli scatti selezionati, che coprono un periodo di quasi sessant’anni, raccontano la Roma del celebre fotografo – una città in cui ha vissuto, bambino, negli anni del fascismo – quella che ha immortalato dagli anni '50 come reporter de il Mondo di Pannunzio, fino ai giorni nostri. Si tratta di reportage, nati dal desiderio di documentare la ricostruzione, seguendo la trasformazione della città attraverso gli occhi dei suoi cittadini – di estrazione popolare o borghese – senza scivolare mai nel luogo comune.

«Le parole democrazia e antifascismo non ci dicevano nulla», ricorda Berengo Gardin pensando alla sua infanzia, «ma raccontare il dopoguerra è stato proprio il tentativo di dare un senso a questi termini», attraverso una narrazione fatta di immagini.

I suoi scatti sono documentazione del clima di un’epoca, capaci di cogliere le atmosfere della città e della gente, immortalando quei gesti e quegli sguardi, talvolta quasi sfacciati, dei romani.

Il percorso espositivo diventa quindi un affresco dell’evoluzione e delle contraddizioni della città, ponendosi finanche come un nuovo punto di partenza per riflettere sul futuro.

Le opere d’arte, grazie a un allestimento straordinario, sembrano fluttuare creando un gioco di continui rimandi tra la città e i personaggi ritratti.

Il racconto che Berengo Gardin fa di Roma è pieno di emozione, poesia e bellezza, ma è anche denso di sofferenza, anche se, come ha dichiarato lo stesso Berengo Gardin presentando la mostra: «Roma si colloca terza nella classifica dei luoghi che mi hanno affascinato di più, dopo Parigi e la campagna inglese».

La rassegna è stata curata da Giuliano Sergio, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma – diretta ad interim da Daniela Porro – con l’organizzazione di Electa e in collaborazione con Fondazione Forma per la fotografia.

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