Villa Torlonia: visita alla Casina delle Civette. Roma immersa nel verde

Cultura Roma Villa Torlonia Venerdì 9 agosto 2019

Villa Torlonia: visita alla Casina delle Civette. Roma immersa nel verde

Villa Torlonia
© Michela Micheli

Roma - È l’affascinante giardino in stile inglese ad accogliere i visitatori di Villa Torlonia, la villa situata a pochi  passi da Porta Pia, a Roma, precisamente in via Nomentana 70. Silenzio e tranquillità avvolgono Villa Torlonia. Fu Giuseppe Valadier, architetto del neoclassicismo, a trasformare, tra il 1802 e il 1806, il Casino Abbati, appartenente alla villa del marchese Giovanni Torlonia, nel Casino dei Principi.

Nel 1832 Alessandro Torlonia incaricò  il pittore e architetto Giovanni Battista Ceretti di ampliare la splendida tenuta. Quest’ultimo edificò il Tempio di Saturno, i falsi ruderi, l’anfiteatro, la Tribuna con la fontana, il caffè-house e la cappella di Sant’Alessandro. Ma non solo. Il figlio del marchese Giovanni chiamò gli architetti Quintiliano Raimondi e Giuseppe Jappelli per realizzare la serra, la capanna svizzera, il campo dei tornei, la grotta moresca e fece infine erigere due imponenti obelischi in memoria dei genitori.

Villa Torlonia divenne nel 1925 residenza di Benito Mussolini; nel 1977 fu acquistata dal Comune di Roma. All’interno di Villa Torlonia sorge la Casina delle Civette, immersa nel verde tra piante, alberi e fiori. Oggi la Casina delle Civette è considerata a tutti gli effetti una parla architettonica romana, ed è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19. 

Disposta  su due piani, costruita da Giuseppe Jappelli e così chiamata a causa delle due civette stilizzate fra i tralci di edera, la Casina delle Civette, in stile liberty, ha vetrate decorate, oggetti simbolici e stucchi. E ancora trifogli intrecciati, lo stemma dei Torlonia incastonato nelle vetrate, un camino in marmo.

La stanza dei trifogli è la prima ad accogliere i curiosi visitatori della Casina delle Civette. Il salottino delle 24 ore, con la sua volta a cupola divisa in otto riquadri, all’interno dei quali si svolge la danza delle 24 ore,  invece, è la sala più decorata della Casina delle Civette.

Il pavimento è un mosaico policromo raffigurante Marte e Venere. La luminosa sala da pranzo è caratterizzata da boiseries, che incorniciano le quattro porte in legno. Al piano superiore la stanza da letto del principe, arredata con alcuni mobili e, in origine, colma di oggetti legati alle civette e agli animali notturni.

Per ammirare l’ultima stanza della Casina delle Civette, la stanza delle rondini, occorre attraversare la stanza e il bagno degli ospiti, la stanza dei ciclamini, con il suggestivo pavimento progettato da Umberto Bottazzi, e un passaggio con una piccola loggia. La suggestiva stanza delle rondini fu realizzata nel 1818 da Vincenzo Fasolo. Il tema delle rondini pervade la stanza ed è presente negli stucchi e nelle vetrate.

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