È morto Andrea Camilleri. Addio al papà di Montalbano - Roma

Attualità Roma Mercoledì 17 luglio 2019

È morto Andrea Camilleri. Addio al papà di Montalbano

Andrea Camilleri
© Associazione Amici di Piero Chiara - flickr.com

Roma - È morto Andrea Camilleri. Un mese esatto fa, il 17 giugno, lo scrittore siciliano era stato ricoverato in rianimazione all'ospedale Santo Spirito di Roma per arresto cardiaco.

Andrea Camilleri è morto a 93 anni. Era nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre 1925. Sceneggiatore, regista e drammaturgo, è stato anche docente di regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Raggiunse la fama negli anni '90 con i libri del commissario Montalbano, stella delle letteratura italiana e internazionale, tradotti in 120 lingue per oltre 30 milioni di copie vendute. L'uso peculiare del linguaggio, a creare una frammistione tra italiano e siciliano, ha caratterizzato svariate opere dello scrittore, ed è già parte della storia recente della letteratura italiana.

Per lo scorso lunedì 15 luglio era previsto il debutto dello spettacolo di Camilleri Autodifesa di Caino alle Terme di Caracalla di Roma. Lo spettacolo è un racconto in prima persona della storia di Caino e del motivo per il quale uccise suo fratello Abele; un racconto che si avvale di testi ebraici e musulmani, discostandosi dalla tradizione cattolica.

Con questo spettacolo, Andrea Camilleri svelava alcuni aspetti inediti del personaggio biblico. Caino fu infatti il fondatore di quella che è oggi la Civiltà dell'Uomo, nei suoi aspetti non solo sociali ma anche artistici: «Io fui semplicemente colui che mise per primo in atto il male. Che compì l'azione del male. Tramutando ciò che era in potenza, in atto».

Ma come finirà il commissario Montalbano? Camilleri è morto, ma il finale era già scritto. Già tredici anni fa, nel 2006, Andrea Camilleri ha consegnato all'editore Sellerio l'ultimo libro con il finale della storia, chiedendo espressamente che questo venisse pubblicato dopo la sua morte. A questo proposito lo scrittore aveva dichiarato: «Ho trovato la soluzione che mi piaceva e l'ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l'Alzheimer. Ecco, temendo l'Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell'editore... È semplicemente conservato in un cassetto».

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