Teatro dell'Opera di Roma: programma stagione 2019‑2020

Concerti Roma Teatro dell'Opera Lunedì 15 luglio 2019

Teatro dell'Opera di Roma: programma stagione 2019‑2020

Teatro dell'Opera di Roma, notturna, 2016
© Carlo Dani - commons.wikimedia.org

Roma - La stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla sta vivendo un momento d’oro, entrata nel vivo con i concerti extra di Ennio Morricone, Francesco De Gregori, l’immancabile momento coreutico di Roberto Bolle and Friends e la serata del The Tokyo Ballet, il ritorno dell’Aida che il 4 luglio ha inaugurato la stagione. E ancora la Traviata (dal 19 luglio), Mark Knopfler(20 e 21 luglio), Bollani con Valdé (22 luglio), Ludovico Einaudi (29 luglio), ancora danza con un classico come Romeo e Giulietta (30 luglio / 4 agosto) e per finire il Gala di Placido Domingo il 7 agosto.

Una stagione estiva di tutto rispetto, con grandi nomi di richiamo, che trova il giusto proseguo nel cartellone 2019/2020 con inizio, come da tradizione, a dicembre. Tredici titoli di opera e sei di balletto rappresentate fra il Teatro Costanzi e le Terme di Caracalla per offrire al pubblico il meglio del teatro musicale di questi anni.

Dalle parole di Carlo Fuortes, che dal 2013 è Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma: «Il Costanzi si è aperto alla città, che sta rispondendo con un’attenzione e una partecipazione superiore alle nostre più rosee attese. Questo percorso sarà ulteriormente arricchito dalla direzione musicale di Daniele Gatti, che dalla prossima stagione salirà sul podio per tre titoli di opera ogni anno». E infatti la stagione operistica si apre il 10 dicembre 2019 con Les vêpres siciliennes, opera verdiana in cinque atti che manca dal gennaio 1997 e che vede sul podio il direttore musicale Daniele Gatti, mentre la regia del nuovo allestimento è affidata a Valentina Carrasco.

Il secondo titolo diretto da Daniele Gatti è il nuovo allestimento di I Capuleti e i Montecchi (dal 23 gennaio al 6 febbraio 2020) di Vincenzo Bellini con regia, scene, costumi e luci di uno dei più eclettici artisti del momento, Denis Krief. Il maestro Gatti lo ritroviamo sul podio della favola lirica in tre atti firmata Igor’ Stravinskij, The rake’s progress (dal 19 al 29 ottobre 2020), con la messa in scena del grande regista inglese Graham Vick. Ancora, il 23 e il 24 ottobre 2020, Gatti è sul podio de l’oratorio Oedipus Rex, affidato alla narrazione da Massimo Popolizio.

Sempre a dicembre 2019 (dal 14 al 21) è in cartellone un titolo di grande richiamo, Tosca, di Giacomo Puccini, nello storico allestimento del Novecento, con una ricostruzione di scene e costumi originali firmati da Adolf Hohenstein; la regia è affidata ad Alessandro Talevi e la direzione musicale a Pier Giorgio Morandi.

Il 2020 segna il ritorno del regista canadese Robert Carsen con un nuovo allestimento di un’opera di formazione come Evgenij Onegin, di Čaikovskij; sul podio il direttore d’orchestra statunitense James Conlon (dal 18 al 29 febbraio).

L'artista contemporaneo Ai Weiwe, cura ogni aspetto, dalla regia ai costumi e alle scene, del nuovo allestimento della Turandot (dal 25 marzo al 5 aprile) di Giacomo Puccini, dirige il giovane direttore d’orchestra argentino Alejo Pérez.

Per la prima volta a Roma il capolavoro del musicista ceco Leoš Janáček, Kát’a Kabanová, uno dei maggiori lavori teatrali del Novecento messo in scena nel nuovo allestimento curato dal regista britannico Richard Jones. A dirigere l’opera sarà David Robertson (dal 19 al 28 aprile).

All’estro e alla genialità del regista veneziano Damiano Michieletto è affidata la messa in scena di un’opera giovanile di Verdi, raramente rappresentata al Teatro dell’Opera di Roma, Luisa Miller (1849); dirige Roberto Abbado (dal 22 al 31 maggio).

Per la prima volta sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera il maestro Myung-whun Chung, che dirigerà la Messa da Requiem, il massimo capolavoro non teatrale di Giuseppe Verdi.

La stagione operistica prosegue a giugno (dal 13 al 25) con l’opera in quattro atti di Georges Bizet, Carmen, sul podio dell’Opera di Roma debutta Bertrand de Billy, mentre la regia è affidata allo spagnolo Emilio Sagi. Chiude la stagione, dal 3 al 13 novembre, La Traviata di Giuseppe Verdi, con la regia di Sofia Coppola e la direzione musicale di Paolo Arrivabeni.

La stagione ballettistica del Teatro dell’Opera prosegue e rinforza il lavoro degli ultimi anni grazie alla passione della direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, che con entusiasmo ha scelto le cinque proposte coreografiche proseguendo il suo disegno di diffusione della danza contemporanea nel massimo rispetto del repertorio classico. 

Infatti il 31 dicembre la stagione si apre con un classico come Il Lago dei Cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, con Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi, primo maître e assistente alla direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Come in tutte le coreografie portate in scena, viene proposta una giusta alternanza tra ospiti di calibro internazionale come Amandine Albisson, Germain Louvet, Anna Tsygankova, Daniel Camargo, Olesja Novikova, Isaac Hernández, solo per citarni alcuni, con i giovani talenti del Teatro dell’Opera, come l’etoile Rebecca Bianchi e i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino e Alessio Rezza.

A gennaio 2020 (dal 30 gennaio al 5 febbraio) è in programma la Serata Robbins, consacrata al geniale e innovatore coreografo statunitense Jerome Robbins. Tre sue coreografie in una serata: Glass pieces, che ha debuttato il 12 maggio 1983 al New York State Theater, con il New York City Ballet. In the Night, creato da Robbins nel 1970 per il New York City Ballet, dove danzerà la stessa Abbagnato. The Concert, realizzato per il New York City Ballet, con il quale debutta il 6 marzo 1956.

Spazio a una nuova creazione coreografica prodotta dal Teatro dell’Opera, Il corsaro, affidato a José Carlos Martínez, che torna allo scenario originale facendone un balletto nuovo in due atti alleggerito di tutte le aggiunte fatte nel corso del tempo (dal 1 all’8 marzo).

Consolidata la formula del trittico Suite en blanc / Serenade / Bolero, che vede la lirica di Serge Lifar in Suite e blanc, dove l’Adage è interpretato da Eleonora Abbagnato, i quattro movimenti del primo balletto americano di Balanchine Serenade e il Bolero, che Krzystof Pastor realizza nel 2012 e qui interpretato dalla stessa Abbagnato (dal 6 al 10 maggio).

La stagione ballettistica si conclude (dal 25 settembre al 1 ottobre) con Notre-Dame de Paris, capolavoro del coreografo francese Roland Petit, qui ripreso da Luigi Bonino, direttore artistico del Repertorio Roland Petit. Uno spettacolo unico e originale fatto di danza, partiture musicali, scene e costumi che dialogano vivamente tra di loro aggiungendo qualcosa in più al tema originale. Si tratta di una collaborazione d’eccezione che riunisce artisti di grande personalità come lo stilista Yves Saint-Laurent, lo scenografo René Allio e il compositore Maurice Jarre.

Per la stagione estiva alle Terme di Caracalla oltre agli Extra, che verranno annunciati a suo tempo, saranno di nuovo protagonisti l’Aida verdiana, diretta da Jordi Bernàcer con la regia di Denis Krief (a partire da giovedì 4 luglio) e Il barbiere di Siviglia, con la regia (2016) di Lorenzo Mariani e diretto da Stefano Montanari. Lo stesso direttore sarà sul podio anche per La vedova allegra di Franz Lehár, con la regia di Damiano Michieletto. Verrà presentato un nuovo balletto, una serata Gershwin diretta da Gareth Valentine, con le coreografie di Derek Deane, dal titolo Strictly Gershwin.

Una stagione ricca di eventi e attività che vede Eleonora Abbagnato protagonista di alcuni incontri con il pubblico per avvicinarlo alla danza. Proseguono con successo anche le Lezioni di Opera tenute da Giovanni Bietto, rivolte non solo agli appassionati, ma a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del linguaggio musicale.

La stagione del Teatro dell'Opera conferma le numerose iniziative che in questi ultimi anni hanno animato lo Stabile, dalle Anteprime giovani, dedicato esclusivamente agli under 26, al progetto OperaCamion, con nuovi titoli che faranno tappa nei quartieri di Roma e nel Lazio; e ancora Fabbrica Young Artist Program, dedicato al lancio di nuovi talenti spesso sul palco del Costanzi. Massima attenzione ai giovanissimi, con la Scuola di Canto Corale del Teatro dell'Opera e la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.

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