World Press Photo 2019: la mostra a Roma

World Press Photo 2019: la mostra a Roma

Mostre Roma Palazzo delle Esposizioni Venerdì 26 aprile 2019

Nadia Shira Cohen racconta le sue opere
© Alessandra Pistolese
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Roma - Il Palazzo delle Esposizioni, dal 25 aprile al 26 maggio, ospita in prima mondiale la mostra della 62esima edizione del World Press Photo. 140 immagini finaliste del prestigioso contest di fotogiornalismo che, dal 1955, premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale.

Guardando il pannello che sintetizza queste 62 edizioni risulta evidente che ogni foto riassume i fatti salienti di questi anni. Ogni foto è un racconto, un pezzo di storia che racconta la storia. E in questo racconto le parole sono del tutto superflue. I temi trattati in questi sessantadue anni di fotogiornalismo sono stati tanti e vari, a volte anche discutibili, come quella di Stanley Forman (1976), che coglie il momento della caduta della giovane Diana Bryant e della sua nipotina da una scala antincendio. Purtroppo la giovane donna morì subito dopo il tremendo impatto.

Ma tutti questi temi colti nei secondi di uno scatto fotografico, nel bene o nel male, ripercorrono i momenti salienti della nostra storia, diventando quasi sempre immagini simboliche, come lo scatto vincitore di questa 62° edizione del fotografo Johnn Moore, divenuto virale in rete, subito dopo la pubblicazione. Lo scatto di Moore Crying Girl on the Border mostra la piccola Yanela Sanchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre lei e la madre Sandra vengono arrestate dagli agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen in Texas, il 12 giugno 2018. È una foto nata per caso, una circostanza drammatica colta con la coda dell’occhio dal fotografo che, in una frazione di secondo, riesce a sintetizzare la disumanizzazione di certa politica miope di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, come indica Francesco Zizola, vincitore del World Press Photo on the Year nel 1996 e direttore creativo di 10b Photography.

Il World Press Photo Story of the Yearquest’anno è andato a Pieter Ten Hoopen con lo scatto The Migrant Caravan. La fotografia mostra un gruppo di persone che corre verso un camion per cogliere un passaggio al volo per gli Stati Uniti da Tapanatepec, in Messico, il 30 ottobre 2018.

I nomi dei vincitori di questa edizione del World Press Photo sono stati resi noti nel corso della cerimonia di premiazione lo scorso 11 aprile, che ha inaugurato il World Press Photo Festival di Amsterdam. La World Press Photo Foundation, nata in Olanda nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro.

Novità di quest’anno è una sezione dedicata al Digital storytelling, con una serie di video che raccontano gli eventi cruciali del nostro tempo. Tra i premiati l’italiano Matteo Delbò che, con Chiara Avesani, racconta in Ghadeer la storia di un giovane giornalista di Mosul che ritorna nella sua città devastata dalla guerra per essere parte del suo futuro ripensando alla ricostruzione che caratterizzò l’Europa dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.

Da appuntare la data del 16 maggio (ore 18) per l’incontro sul Digital storytelling dal titolo Oltre la fotografia, il Digital storytelling del World Press Photo: nuovi linguaggi per la narrazione digitale alla presenza dei vincitori della sezione Digital storytelling.

Da segnalare gli scatti di Nadia Shira Cohen, che ha vinto il secondo premio nella categoria Natura, Storie. Una serie di immagini che testimoniano il disastro ambientale e umano dato dalla deforestazione e dalle coltivazioni intensive, come la soja geneticamente modificata, dannose per la salute, contaminando anche i raccolti e tutta la filiera che ruota intorno al miele biologico che un tempo era di ottima qualità.

L’esposizione del World Press Photo 2019, nel suo insieme, rappresenta così un documento storico che permette di rivivere le storie che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Quest'anno il concorso ha visto la partecipazione di 4.783 fotografi da 129 paesi diversi, che hanno presentato un totale di 78.801 immagini. Numeri abbastanza significativi, che sottolineano l’importanza del concorso e una forte partecipazione con immagini mai costruite, ma frutto di un racconto vero e immediato. L’immediatezza e la veridicità del racconto sono le caratteristiche essenziali per partecipare al concorso e di cui vanno fieri gli organizzatori.

La mostra viaggerà poi verso Matera in occasione di Matera Capitale della cultura 2019 e, in autunno, si trasferirà a Ferrara durante il Festival di Internazionale – Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo. Poi la mostra toccherà ben 50 paesi nel mondo.

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