Cinema Roma Giovedì 18 aprile 2019

Nordic Film Fest 2019 a Roma: il programma

Becoming Astrid
© Erik Molberg Hansen

Roma - Dal 2 al 5 maggio la Casa del Cinema (Villa Borghese, largo Marcello Mastrianni 1) ospita l’ottava edizione del Nordic Film Fest, nato con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), quest’anno protagonisti di diverse manifestazioni culturali a Roma. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Trenta ore di proiezione, 14 film, workshop, incontri e per la prima volta la proiezione maratona di Skam, la web serie prodotta in Norvegia e diventata un fenomeno internazionale.

L’appuntamento con il cinema nordico riunisce in un’unica proposta diverse realtà, date dai diversi paesi e dalle diverse culture che rappresentano, come sottolinea lo stesso Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema.

Sulla linea della diversità nell’unità prende corpo il tema di questa ottava edizione del Nordic Film Fest, Borders/Confini, non solo geografici, ma anche tra mondi, modi di essere e di pensare, confini mentali e di stati d’animo. Confini da valicare, da contaminare per l’evoluzione culturale e sociale dei popoli.

Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2019, con la presenza dell’attrice Alba August, è la Svezia con il film biografico diretto da Pernille Fischer Christensen, Becoming Astrid (2018), sulla vita di Astrid Lindgren, una delle più importanti scrittrici per l’infanzia del Novecento, autrice del best seller Pippi Calzelunghe. E sempre sulla vita di Astrid Lindgren la Svezia presenta il docu-film Astrid (2018), della regista Kristina Lindstrom. Sempre svedesi due film che ruotano su diversi tipi di confini, Border – Creature di Confine (2018) del regista Ali Abbasi, e Goliath (2018), dove il regista Peter Gronlund ha scelto attori non professionisti, una scelta che si è rivelata vincente. Entrambe i film hanno fatto incetta di candidature e premi internazionali.

La proposta della Finlandia cade su film che rappresentano bene il cinema finlandese. Si inizia con una commedia sperimentale al confine tra arte e intrattenimento, realizzata senza alcun sostegno pubblico, Void - Il vuoto (2018) del regista Aleksi Salmenpera. La seconda proposta è il docu-film della regista Mia Halme, Every Other Couple – Ogni altra coppia (2016), sui momenti di confine in cui ci si rende conto che la propria vita sta cambiando. Il terzo film finlandese è del regista Klauso Haro, One Last Deal (2018), che parla dell’ultimo possibile affare di un vecchio mercante d’arte. Un dramma bellico termina la proposta della Finlandia, Unknown soldier – Il milite ignoto (2017), per la regia di Aku Louhimies.

La Danimarca presenta due proposte dove ritroviamo due giovani uomini di due epoche diverse, ma uniti dalla stessa ricerca per un futuro migliore, che li porta a scappare dal proprio passato. A fortunate man (2018), di Bille August, regista vincitore di un Oscar e della Palma d’Oro, e The Charmer – L’incantatore (2018), primo lungometraggio del giovane Milad Alami.

Prima proposta della Norvegia è What will people say (2017), dove la regista Iram Haq racconta la sua vita di figlia pakistana trapiantata in Norvegia, scontro evidente tra culture così diverse, dove il confine diventa un abisso da cui risorgere. Si passa poi a Going West (2017), di Henrik M. Dahlsbakken, un viaggio on the road di un insegnante di musica disoccupato e suo padre, un transgender alienato. La proposta norvegese termina con The lion woman (2016), dove la regista Vibeke Idsøe racconta di una bambina diversa, nata nel 1912 in una cittadina della Norvegia.

L’Islanda propone Woman at war – La donna elettrica (2018), regia di Benedikt Erlingsson. Il film parla di una donna che passerà dalle spericolate azioni di sabotaggio contro le mutilazioni che stanno devastando la sua terra alla sfida più grande, quella della maternità. Per la sezione Circolo scandinavo, l’Islanda è presente con Realms, il corto dell’artista visuale Patrik Sodelund.

All’interno del programma del Circolo scandinavo si segnala il lungometraggio della regista svedese Cecilia Garding, We are like oranges (2012), che affronta il tema del razzismo in Svezia, in una sorta di saga ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie.

Quest’anno Writers Guild Italia, in collaborazione con il Nordic Film Fest, affronta il tema del Gender della scrittura nell’incontro che si terrà il 3 maggio, alle ore 10, presso l’Auditorium dell’Ambasciata di Finlandia.

Da non perdere l’appuntamento del 4 maggio, alle ore 10.00, sulla web serie Skam, dove si confronteranno altri casi simili in cui gli strumenti innovativi hanno creato delle vere e proprie realtà di intrattenimento. Il 5 maggio, dalle ore 16, si dà il via alla proiezione maratona di Skam, con quattro episodi proiettati per la prima volta in Italia.

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