Robert Mapplethorpe in mostra alla Galleria Corsini a trent'anni dalla morte - Roma

Robert Mapplethorpe in mostra alla Galleria Corsini a trent'anni dalla morte

Mostre Roma Venerdì 15 marzo 2019

© Elena D'Alessandri

Roma - In occasione dei trent'anni dalla morte di Robert Mapplethorpe, la Galleria Corsini organizza una nuova incursione nell’arte contemporanea con l’obiettivo di catturare lo sguardo dell’osservatore e condurlo all’interno di un percorso capace di conciliare arte classica e contemporaneità. La mostra Robert Mapplethorpe. L'obiettivo sensibile, visitabile dal 15 marzo al 6 settembre 2019, ospita 45 opere esposte, per la prima volta, nel contesto di una quadreria settecentesca.

Robert Mapplethorpe, fotografo statunitense vissuto tra il 1946 e il 1989, anno della morte a causa di complicanze dovute all’Aids, è stato un artista controverso che ha indagato i mondi dell’underground, del sadomaso, del nudo, ma è stato al contempo un rivoluzionario maestro del secondo Novecento per il suo studio delle nature morte e delle simmetrie, dai paesaggi alla statuaria classica fino alla composizione rinascimentale.

È così che Mapplethorpe si inserisce a pieno titolo in un percorso tra passato e presente che la Galleria Corsini porta avanti dal 2017, creando accostamenti provocatori e di sfida. «Robert Mapplethorpe è stato un grande ritrattista del jet set internazionale, ma soprattutto un artista capace di cogliere elementi che vanno al di là del suo tempo. Inserirlo all'interno della Galleria vuol dire creare un percorso di continui rimandi e rimbalzi che trascende la cronologia», ha sostenuto Flaminia Gennari Santori, direttrice delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini e curatrice della mostra, in occasione della presentazione alla stampa: «Nel Settecento i quadri si disponevano alle pareti secondo criteri di simmetria, euritmia e varietà compositiva che stimolavano il visitatore ad individuare assonanze e differenze tra le opere, addestrandone lo sguardo. Sono gli stessi principi che hanno guidato l’obiettivo di Mapplethorpe nel corso di tutta la sua carriera; l’innesto delle sue fotografie, magneti in bianco e nero nel tessuto colorato di quadri che ricopre le pareti, è un invito ad esplorare la Galleria Corsini con la predisposizione di un conoscitore del Settecento, alla ricerca di assonanze, simmetrie e differenze».

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