Oscillazioni. Il festival Teatri di Vetro arriva alla meta - Roma

Oscillazioni. Il festival Teatri di Vetro arriva alla meta

Teatro Roma Teatro India Venerdì 7 dicembre 2018

di Gaia Clotilde Chernetich
Gruppo Nanou
© Margherita Masä

Roma - È giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione Teatri di Vetro - festival delle arti sceniche contemporanee - che quest’anno presenta il proprio punto di arrivo con il progetto Oscillazioni, componente del festival facente a sua volta parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018.

Dal 13 al 19 dicembre 2018 presso il Teatro India, con la direzione artistica di Roberta Nicolai, Teatri di Vetro propone una programmazione che vuole esplorare la dimensione multiforme dei processi creativi della danza e del teatro contemporanei. L’agenda del festival è articolata in cinque sezioni che corrispondono ad altrettanti temi che sono in dialogo con le creazioni artistiche presentate. Il festival aveva debuttato con il primo blocco nel mese di settembre a Tuscania (VT) con la sezione Trasmissioni, aveva poi continuato la propria programmazione a Roma, presso l’Angelo Mai e presso l’Accademia Nazionale di Danza con il Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers 2018. A seguire, ci sono state le sezioni Composizioni e Elettrosuoni, dedicate rispettivamente all’incontro interculturale e alla musica elettronica sperimentale.

Il 13 dicembre aprirà infine la sezione Oscillazioni di Teatri di Vetro lo spettacolo Opacity#2 di Salvo Lombardo seguito da I libri di Oz di Fanny&Alexander/Chiara Lagani. Il 14 dicembre sarà la volta di Opera Bianco che presenterà il progetto Primi appunti coreografici per il progetto Jump!.

Il 15 dicembre la Piccola Compagnia Dammacco, con la collaborazione di Serena Balivo, presenterà La buona educazione, mentre Enea Tomei presenterà OASI Comizio sui valori.

Il 16 dicembre doppio appuntamento con la danza di Simona Bertozzi/Nexus con Urto e Flow on the river e Lo spazio delle relazioni di Sonenalè. Il 17, Grand Mother di Opera Bianco, Tanto non ci prenderanno mai di Dehors/Audelà e Resa Alphabet di gruppo nanou. Il 18 dicembre è previsto in programma L’altro mondo di Fanny Alexander e a seguire nuovamente gruppo nanou con un altro lavoro, Relazione Alphabet realizzato in collaborazione con Spellbound/Daf Dance Arts Faculty. Lo stesso giorno, alle 21 Leviedelfool porta in scena Yorick un Amleto del sottosuolo. L’onere e l’onore della chiusura del festival sarà affidato, invece, a Salvo Lombardo, Simona Bertozzi e Leviedelfool.

Il programma, come afferma la sua curatrice, vede la partecipazione di molti nomi della scena nazionale, molti dei quali sono artisti o compagnie con cui il festival intrattiene un rapporto di collaborazione e di dialogo già da tempo. Come afferma Roberta Nicolai: “Per questa sezione ho interpellato artisti con i quali ho condiviso, negli anni, pensiero e pratiche. Ho chiesto loro di poter interrogare il processo di creazione assumendo la prospettiva della sua complessità, del suo procedere non per linea retta, del suo deragliare e lasciare tracce, residui e scarti. Di concretizzare il desiderio di mettere lo sguardo su parole isolate, su quei contenuti che, durante il processo, scivolano dentro e fuori dalla scena, che si presentano con forza e poi si rendono inafferrabili”.

Dunque, non resta che approfittare di questa occasione, assaporando come un festival - oltre che a rappresentare un momento di spettacolo e, perché no, di svago per lo spettatore - possa anche essere un momento di dialogo e di racconto, che lasci intravedere la forza e la natura dei processi creativi dell’arte scenica contemporanea.

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