Mostre Roma Mercoledì 31 ottobre 2018

La mostra Mimmo Rotella Manifesto: a Roma il maestro del decollage

© Francesco Sala

Roma - Ricorre il centenario di un grande artista: Mimmo Rotella, Catanzaro 1918. L'allestimento-installazione-antologia dal titolo Mimmo Rotella. Manifesto, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (dal 30 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019), è fatta da centosessanta opere di quell’insieme di manifesti che sono poi il clou della tecnica principale di Rotella: la rielaborazione del poster cinematografico, pubblicitario o elettorale, il decollage, l’aspetto materico o retro d’affiches; il procedimento fotomeccanico di riproduzione seriale, fino alle sovra pitture.

Mimmo Rotella si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, esordisce nel 1951 presso la Galleria Chiurazzi di Roma. Verrà ospitato negli Usa come artista residente e poi si stabilirà per un lungo periodo a Parigi. Da New York prenderà il jazz, da Parigi il dada di una singolare ricerca sonora (dada è la lallazione bimbesca, il divertimento, l’onomatopea, il significante del suono che manda in soffitta il significato).

Il Nouveaux Realisme di Mimmo Rotella è legato alla natura urbana industriale delle grandi metropoli. I manifesti strappati, l’accumulazione seriale di oggetti, le compressioni, le sezioni come quelle adottate da Arman. Gli artisti pop di piazza del Popolo a Roma - e nella cerchia divertente e disperata ci finisce anche Rotella -, passano dal bar Rosati alla Tartaruga, dal ristorante Bolognese alla galleria l’Attico di Sargentini.

La città era la sorgente virtuale di un nuovo modo di fare poesia contro il realismo figurativo di Renato Guttuso e le sue picassate alla siciliana. Se Mario Ceroli amava utilizzare il legno, Mimmo Rotella utilizzava lo strappo deciso e irriverente del manifesto stradale. Via i tramonti, i cieli, i gabbiani, i fiori; qui c’è un’affissione che raffigura la tigre di un circo trovata per caso in un sottopassaggio romano che può tranquillamente competere col fermento parigino o americano. Rotella ha questa coscienza operativa antipittorica e allo stesso tempo comunque figurativa e informale; è pop (si fissa anche lui con la Marylin) e di impegno.

Arte liberale e paradossale la sua, come testimoniato dalla sua ricerca fonetica e poetica. Nel 1968 compie un viaggio in India, nel 1972 scrive la sua autobiografia d’artista, Autorotella. Nella mostra romana alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea una sezione dedicata ad alcuni filmati realizzati dal regista Mimmo Calopresti e la serie dei Replicanti realizzata nel ’90.

Troverete un ampio catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi inediti che contribuiscono alla lettura critica di questo singolare artista, partito dalla Calabria da ragazzo alla volta di Roma e oggi al centenario dalla nascita; una sua opera monumentale è stata battuta da Sotheby’s per oltre un milione di dollari.  

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