Afghanistan: al Teatro Argentina di Roma per capire come stanno le cose

Afghanistan: al Teatro Argentina di Roma per capire come stanno le cose

Teatro Roma Martedì 16 ottobre 2018

di Gaia Clotilde Chernetich
Lo spettacolo Afghanistan
© www.teatrodiroma.net

Roma - Nella storia dell’umanità ci sono conflitti espliciti, chiari, dove è facile comprendere chi è contro chi e per quali ragioni. Ce ne sono altri, invece, che intrecciano i fili della cronaca e quelli della storia, quelli delle necessità dei popoli e gli interessi politici ed economici loro legati in maniere che li rendono di difficile inquadramento e analisi. Allo stesso modo, ci sono Paesi con geografie interne e sociali naturalmente più accessibili di altre. L’Afghanistan è certamente un paese difficile, soprattutto per noi occidentali: è un luogo distante e misterioso, più di altri ben più lontani in termini di chilometri, con una storia e un presente che sono intrecciati di tante diverse presenze sul campo, difficili da seguire e da racchiudere in uno sguardo d’insieme.

In queste situazioni, però, a volte il teatro può aiutarci a entrare meglio dentro la realtà per capire, tramite il gioco della rappresentazione, come stanno le cose.

Al Teatro Argentina di Roma, dal 17 al 21 ottobre andranno in scena due parti del progetto Afghanistan di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani: Il grande gioco e Enduring freedomLo spettacolo compone un vero e proprio affresco storico incentrato sul rapporto tra l’Occidente e il paese medio-orientale che ha visto sul proprio territorio l’alternarsi di conflitti quasi continui oltre che estenuanti. 

Il progetto nasce da una drammaturgia divisa in 13 stazioni nata per iniziativa del Tricycle Theatre di Londra, che ha commissionato i testi ad altrettanti autori anglosassoni.
La storia dell’Afghanistan, nel progetto, viene narrata dal 1842 in avanti attraverso la sua evoluzione, il passaggio attraverso i fondamentalismi, le ingerenze straniere e le relative guerre.

In Italia il progetto è stato portato per la prima volta nel 2009 al Teatro Elfo Puccini di Milano, con la regia di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. «Afghanistan è metafora di tutti gli errori fatti in Asia – raccontano i registi Ferdinando Bruni e Elio De Capitani –; ci sembra importante che vengano raccontati un paese e una storia di cui si sa così poco, ma che ci riguarda molto da vicino, per riaffermare l’idea di un teatro che parla di civiltà continuando a essere vivo. Percepire quello che sta succedendo oggi, il dramma dei rifugiati, il terrorismo, la politica internazionale, occorre andare a fondo in una storia che inizia 180 anni fa».

Quello che il pubblico potrà vedere al Teatro Argentina sono le due parti di cui si compone il progetto Afghanistan; un’occasione per conoscere e per lasciarsi portare altrove, sfidando il tempo e lo spazio. In scena ottimi attori e il lavoro di registi eccellenti. Non ci sono ragioni per non partire per questo viaggio.


IL GRANDE GIOCO
di Lee Blessing, David Greig, Ron Hutchinson
Stephen Jeffreys, Joy Wilkinson

ENDURING FREEDOM
di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens
Colin Teevan, Naomi Wallace

con Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini
Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri, Giulia Viana
scene e costumi Carlo Sala
video Francesco Frongia
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli

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