Mostre Roma Complesso del Vittoriano Lunedì 8 ottobre 2018

Andy Warhol in mostra al Complesso del Vittoriano

Mostra Andy Warhol a Roma
© Gianfranco Fortuna

Roma - Andy Warhol è l'artista più americano che c'è. Sulla sua produzione artistica si sono spese tonnellate di pubblicazioni, studi, retrospettive, saggi. Tutto poteva trasformarsi in un'occasione mondana, fama, promozione, ribalta di un successo planetario quando si faceva il suo nome.

Nel book store del Complesso del Vittoriano, dove c'è la mostra Andy Warhol (visitabile fino al 5 maggio 2019), si possono trovare esposti numerosi gadget che testimoniano la sua attuale celebrità: a 6.90 Euro c'è la saponetta Andy, a 5 Euro la coppia degli orecchini a banana come la copertina dei Velvet Underground da lui realizzata, a 13 Euro la tazza Campbell's omaggiando le famose serigrafie delle zuppe in scatola che la sera gli preparava la mamma Julia, una contadina che era rimasta sola di Cecoslovacchia e nel 1921 avrebbe potuto raggiungere il marito Andrej Warhola, operaio edile. Dirà l'artista: Quel che c'è di veramente grande in America è che il consumatore più ricco compra le stesse cose del più povero. Beve. Coca Cola il presidente, Liz Taylor, il barbone e la bevi anche tu. La bevanda è sempre la stessa ed è sempre buona. Per il presidente, per Liz Taylor, per il barbone e per te.

Nella mostra la cultura di massa e i prodotti del consumo passano sotto la lama graffiante della sua ironia. Vita e arte si fondono e tutto può essere copia, riproducibile, serigrafia, foto serigrafia. In una stanza c'è il Commodore 64 a floppy disk dove Warhol sperimentava la grafica a computer. Sin da giovane l'artista detestava la sua immagine e si fa un autoritratto teschio con i capelli bianchi e l'inconfondibile montatura degli occhiali. Comprare è molto più pop e americano che pensare. Allora fare arte non è più opera ma prodotto: Quando disegno scarpe o gioielli conto i soldi che mi toccheranno.

In mostra ci sono le Marylin e tutti i fogli dei disegni - progetti che poi diventeranno dipinti. C'è un suggestivo allestimento interattivo dedicato al ciclo Flowers (1970) con proiezioni e musiche. Andy Warhol è tornato alla vita, ma lui, a differenza di altri, dimostra a tutto il mondo di non essere mai morto.

Questo straordinario personaggio accolto dal Gotha mondiale aveva scelto l'Italia: Milano e Napoli, l'ultima cena di Leonardo e i vulcani in eruzione. Quando tornerà in America verrà operato alla cistifellea, ma il mattino seguente muore. Viene sepolto a Pittsburgh. Roma omaggia questo mito contemporaneo. 

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