Food Roma Mercoledì 26 settembre 2018

Fiaschetteria Beltramme a Roma: cucina tipica e ricordi della Dolce Vita

Fiaschetteria Beltramme
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Roma - C'è un film di Woody Allen, Midnigth in Paris (2001), dove si immagina un viaggio a ritroso in quel tempo acuto, ironico, pungente, creativo, illuminante del Nocevento, dove un'allegra combriccola di geni collaboravano tra loro. Roma, negli anni della Dolce Vita, ha ospitato figure primarie nella letteratura, nel cinema, nel teatro.

Gli affitti nel Dopoguerra erano carissimi in città e per gli spiantati scrittori spesso le stanze in locazione erano senza riscaldamento. Ecco il successo dei Caffè (Aragno, Canova, Rosati, Greco) come il Momus parigino dei bohémien pucciniani. Luoghi di incontro al caldo dove poter scrivere, leggere, osservare.

Questa l'epopea delle piccole gloriose trattorie a prezzi modici. In C'eravamo tanto amati di Ettore Scola Nino Manfredi porterà i suoi amici al Re della mezza porzione. Questi giovani intellettuali la mattina si svegliavano con un po' di caffè, che in realtà è cicoria, davano un'occhiata al giornale, si mettevano da parte un avanzo di sigaro fumato la sera prima e si facevano venire qualche idea da sottoporre al caporedattore: proposte, soggetti di raccontini, aneddoti dalla strada che aspettavano di diventare sceneggiature.

Sui tavoli apparecchiati alla buona, a quadrettoni rossi, davanti a un quartino di vino rosso sfuso, sembrerà strano ma sono stati concepiti i principali capolavori del cinema italiano. Qui nacque il termine paparazzo: fotografo d'assalto alla ricerca frenetica dello scoop e del pettegolezzo mondano. I nostri autori, mentre si abbandonavano a un piatto di rigatoni, non potevano fare a meno di notare le donne belle e affascinanti che passeggiavano per il centro della città: siamo a via della Croce. E giù caricature da appuntare anche sul tovagliolo del ristorante.

Questa è la sensazione che si prova quando ci si accomoda alla Fiaschetteria di via della Croce dei fratelli Beltramme. Alle pareti una collezione di schizzi, disegni del pittore Mino Maccari, ritratti di Ennio Flaiano, il geniale umorista autore di cinema dai fulminei aforismi come: Coraggio, il meglio è passato. 

Alla Fiaschetteria Beltramme designavano i liberali del Mondo di Pannunzio, Moravia e Pasolini avevano il loro tavolino. E poi Fellini, Germi, Monicelli registi o pittori come Mimmo Rotella, Mario Schifano della Pop Art romana di seconda generazione. Agli artisti si faceva credito e magari Cesaretto ti chiedeva un'operina da attaccare alla parete del locale.

Menù di sempre alla Fiaschetteria Beltramme: tonnarelli cacio e pepe o pomodorini e basilico, fettuccine al sugo d’arrosto, abbacchio al forno, pollo alla cacciatora, dolci fatti in casa. Rosso rigorosamente Chianti (dal fiasco al millesimato), bianco dei Castelli affiancato a vini veneti. 

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