Romaeuropa Festival 2018, un mondo tra i mondi. Il programma

Romaeuropa Festival 2018, un mondo tra i mondi. Il programma

Cultura Roma Mercoledì 19 settembre 2018

di Gaia Clotilde Chernetich
Orestea / Agamennone, Schiavi, Conversio
© Andrea Pizzalis

Roma - Un festival come una comunità. Sono già diverse edizioni che Romaeuropa Festival pone l’accento sullo stare insieme e su quel senso inclusivo della collettività che oggi tanto viene messo in discussione, se non addirittura a rischio. Il tema dell’incontro, come sottolineato già dal primo evento in programma, è centrale.  Between worlds, ovvero tra i mondi, è il titolo dell’edizione di Romaeuropa Festival di quest’anno. Come sottolineato anche dal direttore artistico del festival Fabrizio Grifasi: «Bisogna pensare l’arte in maniera non disgiunta»; spazio alla totalità - dunque - in tutte le sue manifestazioni: opere che impiegano discipline diverse, incontri di mondi diversi, estetiche plurali come sintomo di ricchezza e di comunità.

Così Romaeuropa Festival 2018 apre la propria stagione mercoledì 19 settembre al Teatro Argentina (gli spettacoli terminano il 25 novembre) con Kirina, spettacolo definito sul programma opera africana del coreografo burkinabé Serge-Aimé Coulibaly, della cantante proveniente dal Mali Rokia Traoré e dello studioso e scrittore Felwine Sarr (le repliche del primo titolo in programma proseguono poi fino al 22 settembre). Lo spettacolo di apertura di questa edizione del festival porta in scena un grande numero di artisti: 9 danzatori, 1 attore, 4 musicisti, 2 cantanti e ben 40 figuranti selezionati tra gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza, una delle istituzioni romane con cui Romaeuropa Festival intrattiene un rapporto di collaborazione. Kirina esplora e punta ad esprimere il punto di incontro tra la cultura occidentale e la mitologia africana, restituendo un’immagine del continente Africano lontano dagli stereotipi attraverso cui, generalmente, viene raccontata questa immensa porzione di mondo.

Anche quest’anno, dunque, il festival autunnale per eccellenza della Capitale si presenta con un programma profondamente internazionale, capace di puntare tanto alla diversità quanto alla qualità in tutte e tre le macro-aree artistiche di riferimento - teatro, musica e danza -, che danno vita a tre percorsi, suoni, visioni e storie. Ci sono poi le sezioni del festival Digitalive, a cura di Federica Patti, Anni Luce, a cura di Maura Teofili, Dancing Days, a cura di Federica Manica, Ref Kids, a cura di Stefania Lo Giudice, e poi tutta la sezione Community, dedicata anche alla formazione, curata da Lara Mastrantonio, Matteo Antonaci e Massimo Pasquini. Citare tutti questi attori del nostro sistema culturale è doveroso, perché il loro è un lavoro attento e specifico, che risponde alle esigenze di un festival di ampio respiro come questo che, in Europa, nel Festival d’Automne di Parigi trova un suo corrispettivo.

I luoghi che Romaeuropa Festival abiterà nella città di Roma sono ben 27, con 168 spettacoli, 10 coproduzioni e 68 progetti presentati.

Tra gli artisti di punta di quest’anno vi sono l’intramontabile Peter Brook, il regista svizzero Milo Rau, la danza di Sharon Eyal e quella di Hofesh Shechter, la compagnia newyorkese La Mama insieme agli italiani Motus, ma anche moltissimi esponenti del teatro e della danza italiani come Mario Martone, Virgilio Sieni, Mimmo Cuticchio, la compagnia Deflorian/Tagliarini e molti altri.

In collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, la programmazione musicale è di altissimo livello, con nomi come Oumou Sangaré, Fay Victor, Marc Ribot, Daniele Del Monaco ed altri fino al grande finale di chiusura del festival con l’artista visivo e compositore giapponese Ryoji Ikeda.

Anche l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è coinvolta in Romaeuropa Festival, che eseguirà dal vivo per la prima volta in Italia un concerto di John Adams. Altri ensemble musicali coinvolti sono inoltre Ensemble Giorgio Bernasconi dell’Accademia del Teatro alla Scala, i solisti dell’Ensemble InterContemporain, il Parco della Musica Ensemble, Solistenensemble Kaleidoskop e Eklekto Ensemble.

Altri spazi che Romaeuropa Festival animerà durante l’autunno romano sono il salone Pietro da Cortona, a Palazzo Barberini, dove la compagnia veneta Anagoor, recentissimo Leone d’Argento della Sezione Teatro della Biennale di Venezia, presenterà una performance musicale in collaborazione con l’Accademia D’Arcadia. Il Teatro dell’Opera di Roma sarà coinvolto, invece, negli spazi delle Terme di Diocleziano, nell’Aula Ottagona. Inoltre, altri spazi di grande importanza saranno l’Accademia di Francia - Villa Medici, il Palazzo Falconieri dell’Accademia d’Ungheria di Roma, il Mattatoio, le Biblioteche di Roma e l’Istituto Svizzero.

È tutto pronto, dunque, e si parte per un viaggio intorno al mondo, ricco e fecondo di esperienze che sapranno nutrire la nostra visione. D’altronde, si sa, non è importante da dove si arriva, quando tutte le strade portano a Roma.

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