Museo Napoleonico di Roma: una casa‑museo da scoprire a Palazzo Primoli

Museo Napoleonico di Roma: una casa‑museo da scoprire a Palazzo Primoli

Cultura Roma Lunedì 27 agosto 2018

L'entrata del Museo Napoleonico di Roma
© http://www.museonapoleonico.it/

Roma - L’oggetto non inganna: così scrisse lo storico francese Jean Tulard, biografo di Napoleone; ed è così che il Museo Napoleonico può essere considerato: un vero e proprio museo degli oggetti. Oggetti che possono fare ingresso nella storia, perché toccati e usati da Napoleone e i Napoleonidi. Grazie al conte Giuseppe Primoli, appassionato bibliofilo e abile fotografo, che dona la sua raccolta di opere d’arte, cimeli, memorie familiari, è possibile compiere un viaggio nell’epoca napoleonica, al piano terra di Palazzo Primoli, nel cuore di Roma. È inoltre grazie alle sue donazioni familiari e agli acquisti sul mercato antiquario, che oggi Roma possiede un esempio assai raro di casa-museo, aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10:00 alle 18:00.

Dunque museo degli oggetti; oggetti parlanti, come la Pendola Urania. L’orologio dell’imperatore fa parte delle collezioni del museo fin dal momento della sua istituzione, nel 1927. Proviene dalle raccolte del fratello minore di Giuseppe, Luigi. Scelta da quest’ultimo per arredare i saloni dell’Hotel Chabrillan, dimora parigina dei suoi cugini romani. Bronzo dorato, smalti e marmo; realizzata nel 1807 per volere di Napoleone I, testimonia il grado di raffinatezza delle arti decorative, raggiunto in quegli anni di massimo splendore dell’età napoleonica.

In questo elegante palazzo del sedicesimo secolo, appartenente dapprima alla famiglia Gottifredi e acquistato tra il 1820 e il 1828 dal conte Luigi Primoli, è presente una biblioteca composta da oltre trentamila volumi di storia, letteratura e arte. È inoltre sede della Fondazione Primoli e del Museo Mario Praz, con circa un migliaio di opere, tra mobili, disegni, terrecotte e bronzi, raccolti dall’anglista e critico d’arte Praz. 

I due fratelli Primoli, che legarono le loro memorie familiari alla città di Roma, discendevano dal ramo romano dei Bonaparte; ramo costituitosi negli anni della Restaurazione. Il primo Bonaparte che si trasferì a Roma fu Luciano, fratello ribelle dell’imperatore. 

La collezione di Giuseppe, e in parte quella di suo fratello Luigi, offre una testimonianza dei fasti imperiali e documenta gli intensi rapporti che legarono i Bonaparte e Roma, città libera e imperiale destinata ad essere governata dal figlio di Napoleone, eletto Re di Roma ancor prima della sua nascita.

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