Viaggio nei luoghi di Montalbano: dalla casa al commissariato dove andare e cosa vedere - Palermo

Viaggio nei luoghi di Montalbano: dalla casa al commissariato dove andare e cosa vedere

Cultura Palermo Lunedì 24 febbraio 2020

© www.facebook.com/IlCommissarioMontalbanoRai

Palermo - Luoghi veri e fittizi, del cuore e dell’immaginazione. Terre rare e in certi casi rarissime, perché… non esistono. O esistono solo su carta, e non sempre hanno precisi riscontri nella realtà geografica. Vi portiamo tra i luoghi letterari e televisivi del personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri

Le ambientazioni dei romanzi con protagonista Salvo Montalbano, è noto, sono state reinventate televisivamente. Ma qualcosa delle mappe di Andrea Camilleri si può rintracciare. Il commissario più famoso d’Italia si muove principalmente in provincia di Agrigento: i nomi sono leggermente modificati, quasi storpiati: Fiacca, in realtà è Sciacca, cittadina famosa soprattutto per il Carnevale, Menfi diventa Merfi, Raccadali non è altro che la reale Raffadali, dietro Fela si cela Gela e così via.

Naturalmente il toponimo più universalmente noto è Vigata che, per assonanza, potrebbe ricordare Licata, ma è Porto Empedocle, cittadina natale di Camilleri, dove in via Roma si trovava con certezza l’osteria Da Calogero, frequentata da Montalbano (Ne La forma dell’acqua si legge: All'osteria San Calogero lo rispettavano, non tanto perché fosse il commissario quanto perché era un buon cliente, di quelli che sanno apprezzare. Gli fecero trovare triglie di scoglio freschissime, fritte croccanti e lasciate un pezzo a sgocciolare sulla carta da pane»). E piuttosto famosa è anche Montelusa, ovvero Agrigento: a ribattezzarla Montelusa, quando ancora si chiamava Girgenti, era stato il Nobel Pirandello, a cui Camilleri aveva scippato questo nome. Luogo amato da Montalbano è anche la strada che da Agrigento porta a Palermo, tagliando la Sicilia. Ne Il cane di terracotta Camilleri la descrive così: «aride colline... coperte solo di stoppie gialle d’erba secca, abbandonate dalla mano dell’uomo per sopravvenute sconfitte dovute alla siccità, all’arsura o più semplicemente alla stanchezza di un combattimento perso in partenza».

I luoghi del racconto letterario di Camilleri sono disseminati principalmente nei dintorni di Agrigento: la Punta Secca originale, la Marinella, quello in riva a cui abita Montalbano è la spiaggia di Siculiana Marina, nei pressi di Realmonte, e Punta Pizzillo è lì vicino, non lontano dalla scenografica Scala dei Turchi (Camilleri ne scrive ne La gita a Tindari). E oltre a vari angoli di Porto Empedocle, Camilleri immortala Palma di Montechiaro, per esempio in Giro di boa, o anche il giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi e Racalmuto, nelle pagine de La pazienza del Ragno.

La fiction ha reinventato televisivamente le località dei romanzi che hanno come protagonista Salvo Montalbano. La culla delle riprese, ormai meta di parecchie migliaia di turisti ogni anno e in tutte le stagioni, è la provincia di Ragusa. Più di un piccolo centro ibleo ormai è nell’immaginario collettivo, a cominciare da Ragusa Ibla, ovvero il quartiere più antico del capoluogo, dove piazza Duomo con la chiesa di San Giorgio diventano la piazza di Vigata con la Chiesa Madre e in piazza Pola ha sede il commissariato di Montalbano.

Altra tappa imperdibile e molto frequentata è Punta Secca, piccolo incantato villaggio di pescatori, dove c’è la casa abitata dal commissario, con tanto di terrazza vista mare: una dimora che, quando non sono in corso le riprese, è un bed&breakfast per i turisti. Il tardottocentesco Castello di Donnafugata è spesso protagonista nelle puntate televisive: lì, per esempio, Montalbano incontra il mafioso Balduccio Sinagra, lì, ne La gita a Tindari, vengono rinvenuti i cadaveri dei coniugi Griffo. Il palazzo Iacono di Scicli rappresenta, all’esterno, la questura di Montelusa; all’interno del Municipio è ricreata la stanza del questore e, in due frazioni di Scicli, ci sono gli interni del commissariato di Vigata (palazzo Mormino Penna a Donnalucata) e gli esterni della zona malfamata ribattezzata Mannara (il rudere della fornace Penna, a Sampieri). Infine non bisogna dimenticare Modica: nel Palazzo degli studi è immaginata la Procura e la stanza del procuratore, il Palazzo Polara ha la caratteristica scalinata che, nella fiction conduce alla casa del medico legale.

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