Street Food a Palermo: dove mangiare arancine, panelle e pane ca' meusa

Street Food a Palermo: dove mangiare arancine, panelle e pane ca' meusa

Food Palermo Lunedì 17 febbraio 2020

Palermo - Lo street food è sacro in tutta la Sicilia. Ma in modo particolare a Palermo, dove l’arancina è fimmina, le panelle esistono, perché tipico prodotto palermitano, e all’angolo di ogni strada hai sempre la speranza di trovare la motoape di uno sfincionaro

Arancine  panelle e sfincioni sono solo alcune delle tipiche specialità siciliane. Impossibile sarebbe elencarle tutte; ugualmente impossibile ricordare tutti i posti in cui poterle gustare. Allora, vi proponiamo un breve viaggio palermitano all’interno del Triangolo delle Bermude dello street food: completamente avvolti dai sapori siciliani. Poi, sarete disposti a lasciare quell’incanto per ritornare a casa?

Cominciamo con la massima espressione del cibo da strada siciliano, il celeberrimo Nino U’ Ballerino, in corso Finocchiaro Aprile, nel cuore pulsante della città. Tra le voci del mercato, le chiacchiere dei passanti, il viavai delle macchine, individuarlo è facilissimo: sul marciapiede poggia il suo fortino di vetro che mostra a tutti le invitanti preparazioni: le fritture di farina di ceci dalla forma sottile croccante e irregolare, chiamate panelle; le crocché di patate, più piccole e più dolci delle normali crocchette; i tipici panini rotondi da riempire con ciò che si vuole. E dietro il banco, il leggendario calderone per bollire la meusa, la milza: lo street food più strong.

Una volta mangiato un panino con le panelle, con le crocché o con la meusa, è il momento di provare la vera arancina di Palermo. Da corso Finocchiaro Aprile dobbiamo incamminarci verso piazza Verdi, basta andare dritto, il nostro punto di riferimento è il Teatro Massimo, il teatro dell’Opera. Lì saranno i leoni di bronzo che fiancheggiano la sua scalinata ad indicarci la direzione: l’Antica Focacceria del Massimo da Basile, in via Bara All’Olivella. Basta varcare la soglia per sentirsi a casa: sulla destra una serie di tavolini ci invitano a sederci; sulla sinistra un bancone disposto per il buffet. Il nostro obiettivo è la tipica arancina palermitana, quella perfetta sfera di riso ricolma di carne trita di prima qualità, rivestita da una panatura leggera e scrocchiante. La friggono davanti ai nostri occhi, così da essere testimoni del miracolo culinario che si invera ogni volta che l’olio crepita. Un’ultima nota prima di andarcene: quando facciamo lo scontrino, ci danno un piccolo talloncino con su scritto ArancinA. La seconda A maiuscola non è un errore di distrazione, ma un modo per rimarcare che l’arancina a Palermo è donna.

Programmi per la sera? La terza punta del nostro triangolo si trova a piazza Marina. Si raggiunge dopo una bella passeggiata per via Maqueda e il Cassaro, le strade più antiche della città. Appena arrivati, un angolo pieno di tavolini affollati ci dice che siamo finalmente di fronte al ristorante Nni Francu U’ Vastiddaru: l’anima profonda e irrinunciabile dello street food del Sud. Per completare la nostra indagine gastronomica la scelta migliore è il fritto misto che prevede arancinette, panelle, calzoni fritti, un morbido pane pizza coperto di salsa cipolla acciughe e formaggio detto sfincione. Chiamiamoli semplici antipasti, tapas o starter sono l’unico viatico che consente di cominciare a capire la Trinacria.

Come dicevamo prima, ci sarebbero tante altre realtà da citare, come l’Antica Focacceria San Francesco, i locali dei mercati storici della Vucciria o di Ballarò, ma questo affascinante e rischiosissimo Triangolo delle Bermude è già un ottimo inizio.

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