Mercati storici a Palermo: da Ballarò alla Vucciria, dove trovare l'anima poliedrica della città

Mercati storici a Palermo: da Ballarò alla Vucciria, dove trovare l'anima poliedrica della città

Shopping Palermo Lunedì 10 febbraio 2020

© Rosangela Urso

Palermo - Palermo è suoni, odori, voci lontane, ritornelli di frasi registrate che, in loop, si ripetono; leggende e storie che ad ogni angolo fanno capolino in attesa di essere scoperte e ritornare di nuovo a essere vive.

Nei mercati storici tutto questo, in sintesi l’anima poliedrica di un porto (Panormus da cui il nome della città significa appunto tutto porto) che nell’accogliere diverse civiltà ha saputo conservarne il meglio di ognuna, è ancora tangibile grazie alla presenza dei venditori che le danno voce, è il caso di dire, ogni giorno.

I mercati storici da visitare a Palermo, dedicati alle cibarie e non solo, sono la Vucciria, Ballarò, il Mercato al Capo, il Mercato delle Pulci e il Mercato di Piazza Marina.

La Vucciria, all'interno del mandamento Castellammare è quello più tentacolare nella sua dislocazione, si estende infatti tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo la via Cassari, piazza del Garraffello, via Argenteria nuova, piazza Caracciolo e via Maccheronai. 

Il suo nome, originariamente Bucceria, trae origine dalla parola francese boucherie, macelleria, poiché all’inizio, siamo in epoca angioina (intorno al 1200), era destinato esclusivamente alla macellazione e vendita delle carni. Nel tempo la vendita si è allargata a tutti gli altri generi alimentari, affollando di bancarelle il mercato che è diventato una grande vucciria ovvero una gran confusione.  Peculiari e originali, infatti, sono le strilla che i commercianti da sempre, e tutti i giorni, utilizzano per richiamare i passanti creando un sottofondo sonoro che diventa eco inconfondibile nei suoi dintorni. L’atmosfera unica, purtroppo oggi non così vitale come un tempo, ha sempre attratto artisti e creativi: piazza Caracciolo, ad esempio, è stata più volte set per riprese cinematografiche e, famosissimo, è lo scorcio che il pittore Renato Guttuso ha immortalato nella tela Vucciria di Palermo (1974), un melting pot di colori e forme che rende benissimo la vivacità del luogo.

Ovviamente qui, come negli altri mercati, si possono gustare, cotti anche sul momento, i principali attori dello street food siciliano che, ricordiamo, essere tra i più antichi e diversificati, in forme e declinazioni, del mondo. La sera, poi, grazie alla presenza di piccoli locali o taverne, quando le bancarelle sono state ritirate, gli stessi luoghi si popolano di giovani e turisti che, tra le storiche balate della Vucciria, si radunano per godere di un aperitivo.

Ballarò, il più antico tra i mercati di Palermo, situato nel cuore del quartiere dell’Albergheria, si estende da Piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant’Agata e accoglie, ogni giorno compresa la domenica, una fitta trama di venditori, situati con le loro postazioni uno accanto all’altro. 

Si alternano fruttivendoli, banchi del pesce, drogherie con ogni tipo di spezia, frutta secca o disidratata, prodotti essiccati, compreso l’estratto di pomodoro, rigorosamente preparato artigianalmente, ingrediente indispensabile per la preparazione di antiche ricette locali. Oggi, in continuità con la storica accoglienza della città, all’interno di Ballarò ci sono diversi venditori africani o bengalesi che, con i loro banchi, contribuiscono all’arricchimento dell’offerta al pubblico. Per quanto sia il più antico il mercato di Ballarò, le cui origini del nome non sono totalmente chiare, è tra i più animati della città con attività culturali: periodicamente infatti il percorso lungo cui si snoda è occupato, anche durante le giornate lavorative, da performance artistiche, bande musicali, ed esibizioni circensi che mirano al coinvolgimento soprattutto delle nuove generazioni, con l’obiettivo di tramandare la storia di questo luogo e renderlo vivibile, al di là delle attività di commercio.

Un passaggio all’interno del Mercato al Capo è un’altra tappa immancabile nella visita della città. Quest’ultimo, presente nell’omonimo quartiere e attivo tutti i giorni, si estende lungo la via Carini e la via Beati Paoli, la via di Sant'Agostino e la via Cappuccinelle ed è nel cuore del centro storico. Poco distante, infatti, si trova l’imponente Teatro Massimo, il terzo teatro dell’Opera più importante d’Europa.

Le sue caratteristiche sono simili agli altri mercati, ovviamente: si trovano le bancarelle e i venditori, i prodotti da gustare sul luogo e tutti i sentori tipici palermitani. Ad arricchire però questo budello di vicoli, alcuni dai nomi peculiari (via delle ‘sedie volanti’, via ‘scippateste', via ‘gioia mia’, ognuna con una storia alle spalle), scelto anche questo come set fotografico per importanti campagne pubblicitarie, è la presenza di chiese antichissime con all’interno ricchi mosaici e opere d’arte importantissime che, attraverso attività culturali mirate come Le Vie dei Tesori, aprono al pubblico con la possibilità di una guida sul posto. E anche qui, soprattutto nel weekend, sarà possibile imbattersi in qualcosa di inaspettato come ad esempio un’antica sartoria artigianale, un monolocale, dove ogni sabato da cinquant’anni, un gruppo di storici amici si riunisce e, dalle 17 alle 19, propone dal vivo canti e musica folkloristica siciliana coinvolgendo i passanti.

Se si è alla ricerca, poi, di un oggetto di antiquariato, piccolo o grande che si voglia, anche in questo caso Palermo offre più di un’opportunità. Di sicuro un passaggio è doveroso al Mercatino delle Pulci, nei pressi della Cattedrale, tra piazza Peranni e piazza del Papireto, chiamata così per via del lago di papiri che si formava nelle vicinanze, dove si incontravano i fiumi che anticamente solcavano la città, il Kemonia e il Papireto. È questo il principale punto di ritrovo di cultori e appassionati di oggettistica, antica e moderna, da più di mezzo secolo. 

Tra filari di botteghe in lamiera, tutti i giorni feriali fino al tramonto e i giorni festivi fino alle ore 13, si possono trovare arredi appartenuti a case nobiliari, mobili antichi e moderni restaurati a regola d’arte o comunque un ricordo dell’epoca Liberty, una delle più fiorenti a Palermo.

Di più recente fruizione, infine, è il Mercato di Piazza Marina, situato nell’omonima piazza, che, nelle mattine di sabato e domenica, tutto intorno al giardino pubblico di Villa Garibaldi diventa un bazar in piena regola. 

Anche qui si possono fare piccoli affari, aguzzando la vista, nell’acquisto di oggetti d’antiquariato, compresi i settori della numismatica e delle pubblicazioni d’epoca, tra stampe d’arte, cimeli della storia del ‘900 o pezzi di artigianato locale.

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