1962‑2022: a sessanta dai Sessanta, mostra collettiva - Monza Brianza

1962‑2022: a sessanta dai Sessanta, mostra collettiva - Teatro Binario 7 - Monza

06/05/2022

Fino a domenica 3 luglio 2022

Arturo Vermi, Diario, 1966

CalendarioDate, orari e biglietti

Monza - Dal 6 maggio al 3 luglio 2022 la stagione del Binario 7 di Monza (via Turati 8) si conclude con l'allestimento della mostra 1962-2022: a sessanta dai Sessanta, un progetto BinarioArte in collaborazione con Heart - Pulsazioni Culturali e Ponte43.

Monza - A cura di Simona Bartolena e Armando Fettolini, la mostra è il racconto di dieci anni straordinari, che hanno visto Milano prendere il ruolo da protagonista della scena culturale internazionale. Già dal secondo dopoguerra la città è teatro di una serie impressionante di attività culturali e artistiche: aprono nuove gallerie, si inaugurano mostre, si formano gruppi e movimenti, vengono pubblicati manifesti artistici. Gli artisti reagiscono alle distruzioni belliche cercando strade sempre più sperimentali e linguaggi più idonei alla nuova condizione sociale e antropologica e tessendo una rete di relazioni e dialoghi capace di renderla una delle capitali indiscusse dell’arte europea.

Monza - La scena artistica milanese è caratterizzata, tra l’altro, da una notevole indipendenza di pensiero. I movimenti cittadini sono quasi sempre liberi da condizionamenti politici e ideologici. Cuore pulsante della vita cittadina è il quartiere di Brera, con l’Accademia e, soprattutto, con i suoi bar e le sue trattorie. Brera non è ancora l’area mondana di oggi, ma è un coacervo di viuzze abitate da un ceto medio basso di artigiani, sartine, professori, artisti, tra i tavoli dei suoi bar, la saggezza popolare si mescola con l’avanguardia culturale, in uno straordinario e fecondo abbraccio.

Così, tra boom economico e crisi esistenziali, confronti con il consumismo imperante e tendenze spirituali, rumorose provocazioni e silenziose meditazioni, aperture internazionali e confronti tra movimenti diversi, Milano vive una delle stagioni più straordinarie della storia dell’arte del Novecento. L’egemonia dell’Informale è precocemente messa in crisi. In una città dove l’innovazione tecnica e il progresso sono di casa, trovano subito terreno fertile quei linguaggi che fanno della tecnologia un alleato e che si legano allo sviluppo industriale cittadino.

Rispetto alla stagione precedente, nella quale predominanti erano stati i linguaggi di ascendenza espressionista e informale, i protagonisti di questo decennio, dopo un esordio spesso in linea con queste tendenze preesistenti, aspirano a una dimensione più mentale. Si cerca di eliminare l’istinto, e il gesto veemente, in favore di un approccio nuovo, più calibrato. Molti guardano ai tagli di Lucio Fontana, che trattano la tela non più come superficie ma come materia; altri restano fedeli alla pittura ma cercano di rinnovarne l’idea in una nuova direzione. Tutti partecipano allo straordinario clima di innovazione e rivoluzione che porterà a un cambiamento radicale del pensiero artistico.

La mostra indaga questo irripetibile momento storico attraverso più di cinquanta opere firmate dai principali protagonisti del momento, raccontando i nuovi linguaggi artistici e le ricerche rivoluzionarie che in questo clima di grande fermento sono nate e cresciute. Il percorso di mostra è pensato per rendere comprensibili i vari linguaggi e movimenti anche a un pubblico di non addetti ai lavori. L’esposizione, infatti, ha anche una vocazione didattica e divulgativa ed è arricchita da spiegazioni e pannelli narrativi.

Il racconto comincia con il grande padre Lucio Fontana, riferimento imprescindibile per questa generazione e si dipana poi nei vari movimenti, gruppi e personalità che hanno caratterizzato l’arte a Milano e dintorni in quel decennio. Dai pittori del Realismo esistenziale all’esperienza di Azimuth, dal gruppo del Cenobio alle sperimentazioni del Gruppo T, fino alle soglie del nuovo decennio. Una parentesi è dedicata alla realtà delle Botteghe di Sesto, dove avevano sede numerosi studi d’artista. In mostra anche uno straordinario (e fino a oggi mai presentato al pubblico) libro con opere autografe e originali realizzato per il custode dello stabile dagli artisti residenti nell’area delle Botteghe (da Castellani a Vermi, da Simeti a Scaccabarozzi).

In mostra opere di: Lucio Fontana, Enrico Baj, Fausto Melotti, Luigi Veronesi, Mario Nigro, Antonio Calderara, Valentino Vago, Mino Ceretti, Bepi Romagnoni, Tino Vaglieri, Giuseppe Guerreschi, Floriano Bodini, Paolo Schiavocampo, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Turi Simeti, Gianni Secomandi, Bruno Munari, Gianni Colombo, Grazia Varisco, Davide Boriani, Enzo Mari, Getulio Alviani, Antonio Scaccabarozzi, Jorrit Tornquist, Angelo Dozio, Arturo Vermi, Agostino Ferrari, Angelo Verga, Ettore Sordini, Ugo La Pietra, Lino Marzulli, Marco Carnà, Mimmo Rotella, Valerio Adami, Lucio del PezzoDadamaino.

L'inaugurazione è fissata per le ore 19.00 di giovedì 5 maggio ed è poi aperta al pubblico fino a domenica 3 luglio nei seguenti orari di apertura: martedì, mercoledì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00; venerdì e sabato dalle 15.00 alle 21.00; domenica dalle 15.00 alle 18.00. Biglietti: intero 7 euro; ridotto 5 euro per under 25, over 65 e allievi Binario 7; ridottissimo 3 euro per abbonati alla stagione teatrale Binario 7 e per chi acquista uno spettacolo in scena al Binario 7 nel mese di maggio 2022.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 28/05/2022 alle ore 02:38.

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