Carla Maria Maggi: l'artista ritrovata, mostra - Monza Brianza

Carla Maria Maggi: l'artista ritrovata, mostra - Villa Borromeo d'Adda - Arcore (Monza Brianza)

07/02/2020

Fino a domenica 26 luglio 2020

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CalendarioDate, orari e biglietti

Arcore (Monza Brianza) - Attenzione: dopo il rinvio dell'apertura durante il lockdown, la mostra Carla Maria Maggi: l’artista ritrovata apre al pubblico da sabato 30 maggio a domenica 26 luglio 2020 secondo le norme per la prevenzione e il controllo del Covid-19 nei luoghi di cultura. Questi gli orari di visita: dalle 14.30 alle 17.30 (ultimo ingresso) solo il sabato e la domenica; apertura straordinaria martedì 2 giugno); biglietto intero 7 euro.


Arcore (Monza Brianza) - Da sabato 14 marzo, a partire dalle ore 15.00 (senza inaugurazione al pubblico per l'emergenza Coronavirus) e fino al 3 maggio 2020 gli spazi espositivi di Villa Borromeo d’Adda ad Arcore (Monza e Brianza) ospitano la mostra Carla Maria Maggi: l’artista ritrovata, esposizione dedicata alla figura della pittrice degli anni Trenta dalla struggente (e profondamente simbolica) storia personale.

Arcore (Monza Brianza) - Carla Maria Maggi (1913-2004) ha dipinto solo pochissimi anni, prima di decidere di abbandonare la strada dell’arte, nonostante le sue opere rivelassero già un talento promettente. Come molte altre artiste del suo tempo, Carla Maria Maggi, figlia della buona società milanese degli anni Trenta, dopo il matrimonio ha dovuto mettere da parte il proprio talento pittorico e vestire i panni della moglie e madre perfetta, nei canoni del benpensantismo borghese del tempo. Prima di dimenticare il suo essere artista, però, ha lasciato una serie di opere che raccontano un’epoca, ritraendo con talento e sensibilità il mondo che lei frequentava. Allieva di Palanti, Carla Maria Maggi ottenne successi pubblici e privati con i suoi dipinti: la sua arte è piena espressione di un momento storico complesso e variegato, ancora in buona parte da riscoprire.

Carla Maria Maggi smise di dipingere per seguire le regole sociali alle quali il marito le chiedeva di sottomettersi; le sue opere vennero riscoperte da suo figlio, per caso, nascoste sotto una spessa coltre di coperte nel solaio della casa di campagna. Sensibile all’arte, il figlio Vittorio volle provare a fare luce sul passato della madre. Da allora si sono interessati all’opera di Carla Maria Maggi storici e critici d’arte quali Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi e Elena Pontiggia. Le opere della Maggi sono state esposte a Milano, a Londra e, con straordinario successo al National Museum of Women in the Arts di Washington (dove La Sigaretta è rimasta esposta, in prestito temporaneo, per qualche anno) e sono diventate motivo di riflessione e studio della condizione delle donne artiste fino a tempi molto recenti ma anche ragione di riscoperta della poco nota, ma interessantissima, pittura borghese della Milano degli anni Trenta.

Incaricata dagli eredi della pittrice, nel 2007 Simona Bartolena ha scritto un libro dedicato a Carla Maria Maggi, pubblicato dalla casa editrice Skira. L’anno successivo Palazzo Reale di Milano ha ospitato una mostra, curata da Elena Pontiggia con un contributo della stessa Bartolena, interamente dedicata all’opera della pittrice messa in relazione con gli altri grandi ritrattisti del suo tempo.

Il corpus dell’opera della Maggi è composto da una quarantina di opere che comprendono ritratti, nature morte e - cosa ben rara per una donna artista - nudi femminili ritratti dal vero. Pittrice di grande talento, Carla Maria Maggi ha rappresentato magistralmente nella sua opera la società che frequentava e rappresentava: da una parte il bel mondo dell’alta borghesia milanese, divisa tra la città e i luoghi di villeggiatura, dall’altra la bohème degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per chi, come lei, volevano vivere nell’arte.

A 12 anni dalla mostra a Palazzo Reale di Milano, dunque, l’opera di Carla Maria Maggi torna a essere esposta pubblicamente, in un evento d’eccezione curato da Simona Bartolena. Un’occasione per scoprire una talentuosa pittrice, ma anche per riflettere sulla condizione femminile nelle arti fino a tempi molto recenti. La mostra, realizzata con la collaborazione con gli eredi dell’artista, è raccontata attraverso il corpus pressoché completo delle opere della pittrice e mediante pannelli didattici che ne narrano la vicenda personale. Per l’occasione è esposta anche una tela inedita, recentemente trovata in una collezione privata.

La mostra è poi aperta al pubblico di Villa Borromeo d’Adda (largo Vincenzo Vela 1, Arcore) fino a domenica 3 maggio 2020 e sarà visitabile solo il sabato e la domenica, dalle ore 15.00 alle ore 18.30. Il biglietto di ingresso costa 5 euro (ridotto 3 euro).

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 09/07/2020 alle ore 10:42.

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