Dai Caraibi a Malpensa: «Atmosfera surreale». Il racconto di una delle ultime viaggiatrici italiane - Modena

Dai Caraibi a Malpensa: «Atmosfera surreale». Il racconto di una delle ultime viaggiatrici italiane

Attualità Modena Martedì 10 marzo 2020

Lorena Leoni ai Caraibi e poi al ritorno a Malpensa
© facebook.com/lorena.leoni

Modena - Un viaggio ai Caraibi per festeggiare un compleanno importante: Lorena Leoni abita a Vignola, in provincia di Modena, e con il suo compagno aveva deciso di festeggiare i 50 anni al sole e al caldo dei Caraibi: volo da Malpensa fino a Guadalupa, poi crociera con tappe a Saona, Isla Catalina, St. Maarten, Antigua e Martinica. Il giorno della partenza era fissato per sabato 29 febbraio: «In quei giorni la preoccupazione per il diffondersi del Coronavirus in Italia era già presente. Si erano verificati i primi casi nel modenese e il rischio percepito era senza dubbio più alto rispetto ai giorni precedenti. Non nascondo, però, che il Coronavirus fosse ancora considerato da noi come una semplice influenza», racconta Lorena.

Lorena e il suo compagno decidono comunque di partire: «La scelta non è stata semplice da prendere, anche perché la situazione peggiorava di giorno in giorno e, fino alla mattina della partenza, abbiamo rischiato che il volo venisse annullato. Eravamo combattuti tra la voglia di scappare dal problema e la paura di non riuscire più a rientrare in Italia».

Ma il volo non è stato annullato e Lorena e il suo compagno sono partiti: «Il viaggio di andata è stato davvero tranquillo: le hostess erano più preoccupate per gli eventuali licenziamenti a causa del Coronavirus che per il virus stesso. Siamo stati accolti ai Caraibi senza nessun problema: ci è stato solo chiesto di indossare la mascherina».

Dopo il viaggio aereo la coppia di Vignola ha intrapreso il viaggio in crociera: «Prima di imbarcarci sulla nave ci è stata misurata la febbre e abbiamo certificato di non essere stati negli 11 comuni italiani che allora erano quelli interessati alla diffusione del Coronavirus nel nostro Paese».

Una volta ai Caraibi, poi, il Coronavirus sembrava lontano: «La preoccupazione, pensando all’Italia, non ci ha mai abbandonato, anche se non eravamo del tutto consapevoli di quello che avremmo trovato al nostro ritorno».

Così, dopo i festeggiamenti in riva al mare e un viaggio indimenticabile, domenica 8 marzo Lorena e il suo compagno hanno dovuto affrontare il viaggio di ritorno: «Ai Caraibi ci veniva misurata la febbre ogni volta che sbarcavamo sulle varie isole e i documenti venivano controllati a distanza. Anche a Malpensa il controllo dei documenti e della temperatura sono avvenuti a distanza», continua Lorena.

E dopo l’arrivo a Malpensa, il ritorno a Vignola, che nel frattempo era diventata zona arancione: «Già a Milano l’atmosfera era surreale: l’aeroporto era deserto, così come i parcheggi e l’autostrada. Arrivando a casa ho visto tante persone che passeggiavano sulla pista ciclabile, ma non in gruppo».

Lorena Leoni e il suo compagno sono tra gli ultimi italiani rientrati dall’estero a Malpensa, dopo che Alitalia ha sospeso, a partire da lunedì 9 marzo, l'attività sull’aeroporto milanese

Oggi che l’Italia è stata dichiarata tutta Zona protetta, come è cambiata la vita di questa viaggiatrice? «Per quanto mi riguarda, dopo il mio ritorno, non sono più uscita di casa: per fortuna posso lavorare utilizzando lo smart working e sto ritardando il più possibile anche l’uscita per andare a fare la spesa. Più staremo a casa e più gli ospedali eviteranno il collasso. Questa è la cosa che conta maggiormente in questo momento».

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