Igloos, mostra di Mario Merz - Milano

Igloos, mostra di Mario Merz - Hangar Bicocca - Milano

09/01/2018

Fino a domenica 24 febbraio 2019

TERMINATO

Milano - Dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, presso l'Hangar Bicocca di Milano è allestita la mostra Igloos di Mario Merz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz di Torino e a cura di Vicente Todolí. La mostra presenta oltre trenta igloo realizzati da Mario Merz tra il 1968 e il 2003, approfondendone i temi fondamentali, quali la relazione fra luogo fisico e concettuale, fra spazio individuale e collettvo.

Milano - A cinquant’anni dalla creazione del primo igloo, la mostra offre l’occasione per osservare lavori di Mario Merz di importanza storica e dalla portata innovativa, provenienti da numerose collezioni private e museali internazionali (tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la Tate Modern di Londra, l’Hamburger Bahnhof di Berlino e il Van Abbemuseum di Eindhoven), raccolti ed esposti insieme per la prima volta in Italia.

Milano - La mostra Igloos assume come punto di partenza l’esposizione personale di Mario Merz curata da Harald Szeemann nel 1985 alla Kunsthaus di Zurigo dove vennero presentate tutte le tipologie di igloo realizzate fino a quel momento «al fine di formare un villaggio, un paese, una città irreale nello spazio espositivo», come afferma Szeemann (Vicente Todolí). Il progetto di Milano prosegue l’intento di Szeemann e Merz, mettendo in luce come l’artista abbia continuato a sviluppare con coerenza e visionarietà l’immaginario dell’igloo. L’esposizione include infatti anche opere concepite nei decenni successivi, in occasione di importanti antologiche e retrospettive nei grandi musei europei e stranieri.

La mostra si apre con La Goccia d’Acqua (1987), il più grande igloo mai realizzato da Merz per uno spazio interno, di dodici metri di diametro, presentato in occasione della sua mostra personale al Capc Musée d'Art Contemporain de Bordeaux. Nello spazio delle Navate il percorso espositivo si sviluppa in nuclei che seguono un ordine cronologico, partendo dai primi igloo concepiti negli anni ‘60 come, per citarne alcuni: Igloo di Giap (1968) e Acqua scivola (1969). Tra quelli degli anni ‘70 sono presenti Igloo di Marisa (1972) e If the hoar frost grip thy tent Thou wilt give thanks when night is spent (Ezra Pound) (1978). Le evoluzioni degli anni ‘80, periodo in cui gli igloo divengono più complessi, si raddoppiano, si triplicano o si intersecano, sono testimoniate da, ad esempio: Igloo del Palacio de las Alhajas (1982) e Chiaro Oscuro (1983). Rappresentativo degli anni ‘90 è Senza titolo (1999), realizzato per il parco del museo, in occasione della mostra personale alla Fundação de Serralves, curata proprio da Vicente Todolí.

Attraverso questo gruppo di opere la mostra rivela gli aspetti e i temi più innovativi di Merz, inserendo la sua ricerca all’interno del panorama artistico internazionale e contemporaneo degli ultimi cinquant’anni, come: l’utilizzo di materiali naturali e industriali, l’impiego poetico ed evocativo della parola scritta e il dialogo con lo spazio circostante e la sua architettura.

La pratica di Mario Merz si sviluppa a Torino fin dagli anni ‘50. Figura chiave dell’Arte Povera, è uno degli antesignani in Italia a utilizzare l’installazione, superando la bidimensionalità del quadro, inserendo tubi al neon nelle sue tele e in oggetti quotidiani come ombrelli e bicchieri. Attraverso il suo lavoro indaga e rappresenta i processi di trasformazione della natura e della vita umana, utilizzando elementi provenienti dall’ambito scientifico-matematico, come la spirale e la sequenza numerica di Fibonacci, e introducendo a partire dal 1968 quello che rimarrà uno dei motivi ricorrenti e più rappresentativi della sua pratica per oltre trent’anni: l’igloo. Queste opere, riconducibili visivamente alle primordiali abitazioni, diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo e la metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra spazio fisico e spazio concettuale, tra individualità e collettività.

Gli igloo sono caratterizzati da una struttura metallica rivestita da una grande varietà di materiali di uso comune, come argilla, vetro, pietre, iuta e acciaio (spesso appoggiati o incastrati tra loro in modo instabile) e dall’uso di elementi e scritte al neon. La delicata precarietà di queste installazioni assume una valenza simbolica, talvolta politica, aprendo a una riflessione dell’artista sulla vita contemporanea, come afferma Merz stesso: «l’igloo è una casa, una casa provvisoria. Siccome io considero che in fondo oggi noi viviamo in un’epoca molto provvisoria, il senso del provvisorio per me ha coinciso con questo nome: igloo» (Mario Merz, estratto da In Prima Persona. Pittori e scultori italiani: Mario Merz, Giulio Paolini, Mimmo Spadini, Alighiero Boetti di Antonia Mulas, trasmessa su Rai Tre il 25 dicembre 1984).

L'inaugurazione della mostra Mario Merz. Igloos è fissata per le ore 19.00 di mercoledì 24 ottobre 2018, ed è poi visitabile a ingresso gratuito fino a domenica 24 febbraio 2019, negli orari di apertura dell'Hangar Bicocca: da giovedi a domenica, 10.00-22.00.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 13/11/2019 alle ore 14:24.

Approfondisci con: Igloos. L'antologica di Mario Merz all'Hangar Bicocca ,

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