Cerco un paese innocente, mostra nel centenario della fine della Grande Guerra - Milano

Cerco un paese innocente, mostra nel centenario della fine della Grande Guerra - Biblioteca Sormani - Milano

09/01/2018

Fino a giovedì 31 gennaio 2019

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TERMINATO

Milano - Dal 30 novembre 2018 al 31 gennaio 2019 la Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani a Milano ospita la mostra Cerco un paese innocente. Immagini, parole e note della Grande Guerra nelle opere di scrittori e artisti del primo Novecento.

Milano - L’ultimo anno della Grande Guerra, quello che va dalla disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917) alla capitolazione dell’Austria (4 novembre 1918), fu per l’esercito italiano e per tutto il paese l’anno del riscatto e della riscossa. La mostra racconta quello che avvenne, sui campi di battaglia e nelle retrovie, nei mesi cruciali che portarono alla vittoria: la resistenza sul Piave, la riorganizzazione dell’esercito, la mobilitazione dei ragazzi del ’99, l’introduzione di nuovi reparti, il fenomeno dell’arditismo, le sottoscrizioni per sostenere lo sforzo bellico, le battaglie, il volo su Vienna, lo sfondamento delle difese nemiche, la firma dell’armistizio e altro ancora.

Milano - Seguendo passo passo, in sequenza cronologica, i fatti e le iniziative di quei mesi, l’allestimento presenta una quantità straordinaria di documenti provenienti dal patrimonio della Biblioteca Comunale e dalla ricca collezione Isolabella: dispacci militari, bollettini ufficiali, materiali di propaganda, fotografie, lettere, cartoline illustrate, dipinti, disegni, bozzetti, testimonianze, autografi, libri, riviste.

Spiccano, fra i materiali esposti, i numerosi giornali di trincea spuntati come funghi, nell’ultimo anno di guerra, per rincuorare e galvanizzare i combattenti. Approvati ufficialmente con circolare del 29 marzo 1918, i giornali di trincea, stampati a cura dei vari corpi d’armata, videro la collaborazione di artisti e letterati combattenti non ancora famosi, come Massimo Bontempelli, Piero Jahier, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Mario Sironi, Giuseppe Ungaretti e Ardengo Soffici. Nel corso dello stesso anno cominciarono a diffondersi anche fuori dal fronte, aumentando tirature a livello nazionale.

E proprio ad artisti, poeti e scrittori in divisa, che hanno vissuto in prima persona, e spesso in prima linea, l’esperienza epica e drammatica della guerra, viene riservata la parte principale dell’esposizione. Opere pittoriche e grafiche di Campigli, De Pisis, Dudovich, Marussig, Musacchio, Nomellini, Oppo, Ponti, Rosai, Rubino, Sironi, Soffici, Viani si affiancano ai testi di Alvaro, Bacchelli, Borgese, Buzzi, Comisso, D’Annunzio, De Roberto, Frescura, Gadda, Hemingway, Jahier, Marinetti, Monelli, Palazzeschi, Puccini, Rebora, Saba, Solmi, Stuparich, Ungaretti, Vann’Antò.

Perché rievocare, a distanza di cent’anni, questa pagina di storia? Non certo per manie di grandezza, né per rinfocolare vecchi conflitti che hanno fatto il loro tempo. La memoria della Grande Guerra non deve andar persa per almeno due ottimi motivi: per rendere omaggio, da un lato, alle diverse centinaia di migliaia di soldati che furono sacrificati sull’altare dell’indipendenza e dell’unità nazionale, ma anche, dall’altro, per alimentare nelle nostre coscienze l’orrore della guerra.

La mostra rientra nel palinsesto Novecento Italiano, promosso dall’Assessorato alla Cultura. L'inaugurazione è fissata per giovedì 29 novembre 2018 alle ore 18.00; è poi visitabile a ingresso libero fino a giovedì 31 gennaio 2019, in orario 15.00-19.00 dal lunedì al venerdì e 9.00-12.30 il sabato (chiuso domenica e festivi).

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 12/11/2019 alle ore 05:27.

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