L'America in guerra, mostra di immagini dai più importanti archivi storici fotografici degli Stati Uniti - Milano

L'America in guerra, mostra di immagini dai più importanti archivi storici fotografici degli Stati Uniti - La Casa di Vetro - Milano

03/12/2021

Fino a sabato 28 maggio 2022

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© Courtesy U.S. National Archives and Records Administration / Collection National Archives at College

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Dal 7 dicembre 2021 al 28 maggio 2022, in occasione degli 80 anni dall'attacco giapponese a Pearl Harbor (7 dicembre 1941), alla Casa di Vetro di Milano è allestita la mostra L'America in guerra: l'iniziativa include la riapertura della mostra La guerra totale (sospesa nell’autunno 2020 a causa del Covid-19) e il ritorno, con un numero più che doppio di immagini (da 54 a 120) rispetto alla precedente versione, dell'esposizione La guerra del Pacifico. La prima è proposta in versione analogica (stampe incorniciate di riproduzioni digitali), la seconda sottoforma di fotoproiezione in grande formato per valorizzare la spettacolarità delle sue fotografie.

Milano - Inserite nel progetto History & Photography, rivolto a grande pubblico e scuole e università, le due mostre sono realizzate con le più belle e iconiche immagini provenienti dai più importanti archivi storici fotografici pubblici (civili e militari) degli Stati Uniti. Innovativa la proposta ai visitatori: il biglietto di ingresso offre anche la possibilità di visionarle via web in slideshow manuale per una settimana da casa (Home Vision) o in classe per fare lezione (Education); inoltre consente di tornare a visitare le mostre tutte le volte che lo si desidera

Milano - 80 anni fa, il 7 dicembre 1941, la flotta giapponese attaccava all’improvviso la base militare americana di Pearl Harbor alla Hawaii infliggendo dure perdite alle forze aeronavali statunitensi. L’aggressione, definita infame da Washington perché avvenuta senza essere preceduta da una dichiarazione di guerra formale, indusse gli Stati Uniti a entrare in guerra sebbene fino ad allora la sua opinione pubblica (composta di una forte e influente minoranza pacifista) fosse stata contraria. Una decisione che cambiò il corso del Secondo Conflitto Mondiale consentendo agli Alleati (o meglio: le Nazioni Unite, capitanate da Stati Uniti e Gran Bretagna, che poi daranno vita all’Onu) di sconfiggere nazisti e fascisti e di porre così fine ai loro regimi di ferocia e terrore sempre crescente sia sul fronte europeo che asiatico.

La mostra La guerra totale: il Secondo Conflitto Mondiale si compone di circa 60 immagini che raccontano la storia della Seconda Guerra Mondiale nel suo complesso a partire dalla presa del potere di Hitler: le manifestazioni oceaniche naziste e l’invasione giapponese della Cina, il patto Molotov-Ribbentrop (o patto Hitler-Stalin) e l’aggressione alla Polonia di Germania e Russia, la sconfitta della Francia e i bombardamenti sulla Gran Bretagna, la discesa in campo degli Stati Uniti e l’invasione tedesca della Russia, la guerra in Nord Africa e la liberazione dell’Italia, i campi di sterminio e la riduzione in schiavitù di milioni di Europei per sostituire nelle fabbriche i Tedeschi al fronte, il D-Day e le punizioni ai collaborazionisti, la sconfitta della Germania e del Giappone. Nello stesso tempo l’esposizione, nei testi di approfondimento, racconta il clima politico che ha portato alla tolleranza del nazifascismo da parte delle democrazie occidentali in funzione antisovietica e invita a una riflessione sul perché ricordare i tragici fatti della Seconda Guerra Mondiale, su quale lezione trarre da quegli eventi per evitare che un domani si ripetano e infine su come rispondere alle questioni etiche ancora attuali che il Conflitto ha sollevato; a partire, per esempio, dai limiti che una democrazia deve porsi considerando che Hitler è asceso al potere attraverso libere (per quanto condizionate politicamente ad arte dagli stessi nazisti) elezioni.

Composta originariamente da 54 immagini di grande impatto iconografico, e riproposta oggi in un’inedita versione di 120 immagini, La guerra del Pacifico: da Pearl Harbor alla Bomba Atomica comincia la narrazione con l’attacco giapponese a sorpresa agli Stati Uniti il 7 dicembre 1941 per poi concentrarsi in particolare su alcune delle più famose battaglie aeronavali e terrestri passate alla storia sul fronte del Pacifico (Midway, Guadalcanal, Ivo Jima, Okinawa); a chiudere la mostra le bombe atomiche sganciate sul Giappone che hanno costretto il paese del Sol Levante alla resa. Alcune delle immagini esposte (provenienti anche dagli archivi giapponesi) sono famose, altre sono pochissimo conosciute dal grande pubblico. A produrre quelle di origine americana dal 1942 sono soprattutto i fotografi militari arruolati nella Naval Aviation Photographic Unit della Us Navy capitanata da Edward Steichen, una delle più eminenti figure nella storia della fotografia americana. Il gruppo annovera tra gli altri Wayne Miller, Charles Fenno Jacobs e Horace Bristol, nomi famosi sia prima che dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il risultato è un affascinante e continuo fotoreportage che alterna ritratti di singoli o gruppi dalla sorprendente qualità estetica con immagini di guerra scattate in prima linea (sbarchi sulle spiagge, scene di combattimento terrestre, attacchi aeronavali) che tolgono il fiato. Le immagini sugli americani di origine giapponese che vennero internati in campi di detenzione dopo l’attacco di Pearl Harbor, soprattutto sulla costa ovest, sono state realizzate dalla grande fotografa americana di reportage Dorothea Lange. I campi, circondati dal filo spinato, erano strutturati come dei villaggi e forniti di tutto ciò che era necessario. Nulla di paragonabile con i campi di concentramento nazisti o giapponesi destinati ad oppositori o soldati nemici. Ma i cittadini americani di origine giapponese sentirono di essere stati discriminati ingiustamente, anche perché nulla di simile accadde ai loro compatrioti di origine italiana o tedesca. Nel 1988, il Congresso votò e il presidente Reagan controfirmò un provvedimento in cui il governo degli Stati Uniti si scusava ufficialmente per l'internamento. Agli americani di origine giapponese internati e ai loro discendenti sono arrivati nel corso degli anni più di 1,6 miliardi di dollari in riparazioni di guerra.

Curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci - Facciamo Cose, la mostra L'America in guerra è aperta al pubblico dal 7 al 18 dicembre 2021 e dall'11 al 28 maggio 2022 (resta dunque chiusa durante le vacanze di Natale dal 19 dicembre 2021 al 10 gennaio 2022 inclusi). Questi gli orari di apertura: dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00); domenica e lunedì chiuso.

biglietti di ingresso a entrambe le mostre hanno un costo di 8 euro e sono validi per più ingressi durante tutto il periodo di apertura della mostra; è anche possibile visitare singolarmente le mostre La guerra totale e La guerra del Pacifico al costo di 5 euro ciascuna (visite guidate 15 euro, minimo 15 persone; foto-proiezioni commentate 15 euro, minimo 10 persone). Non sono previste riduzioni. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 02 55019565.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 25/05/2022 alle ore 06:21.

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