Fulvio Irace e Mario Botta presentano il libro Milano Moderna: architettura, arte e città 1947‑2021

Fulvio Irace e Mario Botta presentano il libro Milano Moderna: architettura, arte e città 1947‑2021 - Memoriale della Shoah - Milano

25/11/2021

Giovedì 2 dicembre 2021

Ore 18:30

© Filippo Romano

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Giovedì 2 dicembre 2021, alle ore 18.30, presso l’Auditorium della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano (piazza Edmond Jacob Safra 1) è in programma la presentazione del libro Milano Moderna: architettura, arte e città 1947-2021 dell'architetto Fulvio Irace. Insieme all'autore interviene l'architetto Mario Botta; modera il giornalista Giangiacomo Schiavi. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Milano - Pubblicato originariamente nel 1996 per Federico Motta Editore, grazie al decisivo contributo di Enrico Baleri che ne condivise l’entusiasmo e l’impianto, Milano Moderna voleva essere un omaggio alla forza di Milano, alla sua capacità di proporsi, nelle contingenze più difficili del suo sviluppo, come laboratorio di una cultura non convenzionale, pragmatica e anti-ideologica, che si apprezza sia nell’efficacia dei singoli edifici che nel carattere di una diffusa e colta coralità. Il successo del libro si può misurare dalla risposta degli studiosi e dall’interesse dei lettori, che in breve tempo videro esaurita la prima edizione, rendendolo inaccessibile sul mercato.

Milano - 24 Ore Cultura ha deciso così di ripubblicare il volume in una versione rivista e allargata a comprendere l’intera portata delle trasformazioni che hanno caratterizzato il costruirsi di una nuova città negli ultimi due decenni. Appariva chiaro allora, infatti, ed è apparso ancora più evidente oggi, che il tema principale del libro sta nella definizione dei mutevoli concetti dell’idea stessa di modernità, un contributo - come afferma Fulvio Irace - alla capacità della metropoli lombarda di proporsi come laboratorio di una cultura non convenzionale del cambiamento.

L’ossessione di essere assolutamente moderni è infatti il motore che caratterizza Milano già all’indomani dell’Unità d’Italia, a partire dalla costruzione della sua celebre Galleria, che rimise in moto il cuore di piazza Duomo e avviò la profonda ristrutturazione del centro. Nel 1881 l’Esposizione Nazionale ne consacrò il ruolo di capitale industriale, così come l’Expo del 2015 ne ha rilanciato il carisma di città mondo. Quando fu semidistrutta dai bombardamenti del 1943, Milano non tardò a sollevarsi dalle ceneri di guerre, pensando in grande a quella ricostruzione che doveva avere i caratteri quasi di una nuova costruzione: il vento della modernità era di nuovo cambiato e al posto della città di pietra del ventennio, cominciò a delinearsi un nuovo panorama di edifici leggeri e trasparenti. Era la modernità dei costumi semplificati auspicata da Gio Ponti: il preludio di una vita all’insegna della velocità, ma anche vetrina che mostrava al mondo la sorpresa di una città che si era completamente reinventata. Dopo il declino del ciclo industriale e la chiusura della cintura di fabbriche che ne avevano fatto la ricchezza, Milano ha dovuto confrontarsi ancora una volta con una serie di traumatici cambiamenti, da cui è uscita però rinnovata e pronta a competere nella sfida delle capitali del XXI secolo.

All’interno del volume l’analisi storica e il racconto delle trasformazioni urbane in tre quarti di secolo si svolge secondo un doppio piano di lettura, testuale e visivo. I testi firmati da Fulvio Irace, uno dei più autorevoli critici e studiosi italiani di architettura, sono accompagnati da un ricco atlante visivo con immagini di grande formato, affidato per la parte moderna alle fotografie di storici maestri come Gabriele Basilico e Paolo Rosselli e per quella contemporanea all’occhio di paesaggisti della nuova generazione come Marco IntroiniFilippo Romano e Giovanna Silva.

Suddiviso in sette capitoli il libro racconta il bisogno di Milano di ricostruire, ma ancora di più di costruire una nuova maniera di abitare, partendo dall’operato di Luigi Moretti e l’exploit di corso Italia, passando per l’invenzione del condominio milanese come simbolo di ordine e modernità con i progetti architettonici di Asnago & Vender, di Ponti, di Magistretti e di tanti master builders che hanno configurato il suo ineguagliabile fascino di elegante modernità. Ad essa hanno contribuito anche numerosi e importanti artisti - Fontana, Somaini, Pomodoro, Dova, Ramous - che hanno impreziosito in maniera unica le facciate e gli interni delle case milanesi. Dopo la stagione dell’inquietudine tipica degli anni Settanta, l’attenzione si sposta sulla rigenerazione di vecchi quartieri e sulla creazione di nuove isole di urbanità, grazie anche al contributo di alcuni dei più brillanti talenti dell’architettura internazionale.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 01/12/2021 alle ore 23:20.

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