40 anni positivi: dalla pandemia di Aids a una generazione Hiv free, mostra - Milano

40 anni positivi: dalla pandemia di Aids a una generazione Hiv free, mostra - Frigoriferi Milanesi - Milano

11/11/2021

Fino a domenica 5 dicembre 2021

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David Kirby, 1992, Aids © Photo Therèse Frare, concept Oliviero Toscani

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Sono passati quarant’anni dalla pubblicazione sul New York Times di un articolo che documentava l’arrivo di una nuova e sconosciuta malattia poi identificata con Aids, acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita. Per celebrare quattro decenni di battaglie nei confronti dell’infezione da Hiv, la Sala Galleria dei Frigoriferi Milanesi a Milano (via Piranesi 10) ospita, dal 12 novembre al 5 dicembre 2021, la mostra 40 anni positivi: dalla pandemia di Aids a una generazione Hiv free.

Milano - Documenti d’archivio, manifesti, opere d’arte, campagne pubblicitarie raccontano la grande rivoluzione della cura e dello sviluppo della ricerca scientifica che, grazie ai movimenti di resistenza della società civile - nati negli Stati Uniti nei primi anni Ottanta e diffusi poi anche in Europa e in Italia - ha visto radicalmente modificato il proprio corso a cambiare l’approccio verso una medicina partecipata e di prossimità.

Milano - Il percorso espositivo si apre proprio con la copia del quotidiano newyorkese da cui si snoda una narrazione attraverso materiali d’archivio provenienti della Fondazione Corriere della Sera e da quelli delle associazioni milanesi particolarmente attive nella lotta contro l’Aids. Una galleria con i volti di personaggi quali Rock Hudson, Pier Vittorio Tondelli, Freddie Mercury, Magic Johnson, Bruce Richmann, Gareth Thomas che hanno contribuito, ciascuno a suo modo, con la loro immagine e la loro storia personale, a definire un salto verso l’autodeterminazione e verso l’abbattimento dello stigma che ancora oggi pesa sulla vita delle persone che vivono con Hiv, fa da cerniera alla sezione della mostra in cui le opere d’arte s’intrecciano al racconto.

Qui si trovano i ritratti dell’artista americano Larry Stanton realizzati nel 1984 poco prima della sua morte o Last Night I took a man di David Wojnarowicz, vera e propria poesia visiva con un forte impatto di denuncia politica e di rivendicazione corporea, o ancora Aids: You Can't Catch It Holding Hands di Nikki de Saint Phalle.

Anche la comunicazione visiva si fa coinvolgere con le campagne pubblicitarie di Benetton, dedicate all'Aids, firmate da Oliviero Toscani e con la fotografia di Therese Frare scattata all’attivista David Kirby, che si rese disponibile a essere immortalato negli ultimi momenti della sua vita come estremo gesto politico. Particolarmente toccanti sono le immagini scattate da un autore anonimo all’Ospedale Sacco di Milano che documentano la dimensione intima della cura all’interno del reparto di malattie infettive, negli anni più bui della pandemia.

Uno spazio particolare è dedicato all’installazione immersiva del Names Project Aids Memorial Quilt (La coperta dei nomi). ll progetto, nato da un’idea di Cleve Jones, prevedeva la realizzazione di pannelli di stoffa su cui erano impressi pensieri e disegni per commemorare amici e familiari scomparsi che, proprio perché morti di Aids, avevano difficoltà a ricevere i funerali.

La rassegna prosegue con la documentazione della performance I Miss You di Franko B, insieme a una selezione di sue fotografie, che eleva una voce di protesta attraverso l’esposizione del corpo nudo, e si chiude con una sezione dedicata alla rappresentazione visuale degli studi scientifici Partner 1 e 2, pubblicati nel 2016 e nel 2019, che dimostrano quanto il rischio di trasmissione nei rapporti sessuali non protetti con persone Hiv positive in trattamento sia Zero. Questi studi vengono visualizzati attraverso un'installazione con 2660 papere di gomma - tante quante i partecipanti agli studi - per imprimere nella memoria e spiegare attraverso un’immagine forte il più grande traguardo scientifico riguardante l’Hiv dell’ultimo decennio.

40 anni positivi propone anche uno spazio sonoro, realizzato attraverso due opere audio e la composizione dei diversi documenti audio-video, come i preziosi documenti provenienti dall’Archivio Glbt Historical Society. A Silence Broken Silent/Listen sono due lavori audio con cui nel 2005-2006 il Collettivo Ultra-Red ha rilanciato l'attenzione e il dibattito intorno a Hiv/Aids.

La mostra è visitabile a ingresso gratuito nei seguenti orari di apertura: dal mercoledì al venerdì 15.00-20.00; sabato e domenica 10.00-20.00; lunedì e martedì chiuso. Nella serata inaugurale è in programma una performance in cui tre attrici - Alessia Spinelli, Federica Fracassi e Lucia Marinsalta - leggono testi particolarmente significativi nella lotta contro la malattia, come i Principi di Denver, Last Night I took a man di David Wojnarowicz e una rielaborazione degli studi Partner. Il giovedì in orario 10.00-15.00 c'è la possibilità di organizzare visite guidate per le scuole superiori.

La mostra è promossa e organizzata da Milano Check Point, con il supporto di Ala Milano Onlus, Anlaids sezione Lombarda, Asa Milano Onlus, Cig - Arcigay Milano, Fondazione Lila Milano Onlus e Nps Italia Onlus e Simit Lombardia, col patrocinio del Consiglio Regionale di Regione Lombardia, del Comune di Milano -Assessorato alla Cultura e Assessorato al Welfare e Salute. Ulteriori informazioni via email.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 28/11/2021 alle ore 16:34.

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